ILDEFONSO FALCONES.
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LA MANO DI FATIMA.
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Parte 6.
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Titolo originale: La mano de Ftima. 2009.
Traduzione di: Nanda Di Girolamo.
2009. Casa Editrice Longanesi, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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59.
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In verit, disse langelo, o Maria, Dio ti ha prescelta e ti ha resa pura e ti ha eletta tra tutte le donne del creato.
Corano 3, 42.
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Una mattina di quel gennaio del 1595 Hernando si accingeva a sellare Estudiante.
Vado a Granada, annunci a Miguel.
Non sarebbe meglio montare Csar? sugger il ragazzo. E' pi...
No, lo interruppe Hernando. Estudiante  un ottimo cavallo e il viaggio sar una buona occasione per addestrarlo e allenarlo. Cos, perlomeno, avr qualcosa da fare lungo la strada.
Per quanto tempo starai via?
Con la testiera in mano, pronto a mettere il morso a Estudiante, Hernando lo guard e sorrise.
Non sei tu quello che sa quando torneranno gli animali e le persone? gli disse, come faceva tutte le volte che stava per partire. Miguel si aspettava quella risposta.
Sai bene che con te  diverso, signore. Ci sono cose da fare, decisioni da prendere, crediti da riscuotere con i fittavoli, e ho bisogno di: .. Di vederti con la tua visitatrice notturna, lo sorprese laltro.
Miguel arross e cerc una giustificazione, ma Hernando non glielo permise. Non ho nulla in contrario, ma sta attento a suo padre: se venisse a saperlo, sarebbe capace di appenderti a un albero, e a me piacerebbe ritrovarti sano e salvo al mio ritorno.
E' una povera sventurata, signore.
Hernando aveva appena messo il freno a Estudiante, che rispose mordicchiando la barra metallica.
E' evidente che Toribio ignora il metodo del bastone intinto nel miele, si lament notando il vizio del puledro. Sventurata? Perch, cosa le  successo? domand allora, con fare distratto.
Il silenzio che segu alla sua domanda lobblig a fermarsi con la sella tra le mani. Aveva intuito che Miguel voleva raccontargli qualcosa, ci stava provando da giorni, ma lui aveva altre cose per la testa. Nel notarne lespressione triste, Hernando sospir e si avvicin al suo amico.
Ti vedo preoccupato, gli disse guardandolo negli occhi.Adesso non posso trattenermi, ma ti prometto che quando torner ne parleremo. Il giovane annu in silenzio.
Hai finito quello che stavi scrivendo, signore?
S, ho finito. Adesso, aggiunse dopo una breve pausa,  Dio che deve agire.
Tuttavia, Hernando non si diresse a Granada come aveva detto. Invece che lasciare Cordova attraversando il ponte romano, lo fece da puerta del Colodro e prese la strada per Albacete, che conduceva alla costa mediterranea, in direzione di Alrnansa; da l avrebbe puntato a nord, verso Jarafuel. In un primo momento, Estudiante si era mostrato scontroso e recalcitrante. Mentre percorrevano i frequentati sentieri intorno a Cordova lo lasci fare, sopportando le sue fughe e i suoi bruschi scarti, ma pi tardi, nelloltrepassare lincrocio con il camino de las Ventas, che portava a Toledo, lo spron perch andasse al galoppo, dando inizio a una corsa frenetica in cui fu la forza del cavaliere a prendere il comando. Bastarono due leghe. Nonostante il freddo invernale, quando attraversarono il ponte di Alcolea il cavallo era sudato, sbuffava dilatando le froge e, soprattutto, si era arreso alla sua volont. A partire da quel momento andarono al passo: per arrivare ad Almansa dovevano coprire circa sessanta leghe e affrontare un viaggio lungo e pesante; Hernando aveva avuto modo di verificarlo qualche mese prima, quando era andato a Granada per questioni legate al martirologio. Il nuovo arcivescovo, don Pedro de Castro, seguendo le orme del suo defunto predecessore, gli aveva chiesto che continuasse a redigere quei resoconti.
Era stato Castillo a consigliargli di andare a Jarafuel. Situato nelle vicinanze dei borghi di Teresa e Cofrentes, quel paese era ubicato sul confine occidentale del regno di Valenza, a nord di Almansa, in una fertile valle attraversata da acque che confluivano nel fiume Jucar; sullaltro versante della vallata si ergeva la Muela de Cortes. Limportanza di quelle localit risiedeva nel fatto che erano abitate per lo pi da moriscos.
Non possiedo pergamene antiche, si era lamentato durante il precedente viaggio a Granada, quando aveva incontrato don Pedro, Miguel de Luna e Alonso del Castillo nella Cuadra dorada, sotto i riflessi verdi e dorati del soffitto a cassettoni. Al momento sto scrivendo tutto su carta, ma...
Non dovremmo utilizzare pergamene, era intervenuto Luna. Aveva appena pubblicato la prima parte dellopera La vera storia di re Rodrigo, originando unaccesa polemica fra gli intellettuali di tutta la Spagna. Sfortunatamente per lui, le opinioni pi dure rispetto alla visione positiva della dominazione araba che propugnava nel libro erano state espresse proprio da un morisco, il gesuita Ignacio de las Casas.Alcuni intellettuali sostengono che la pergamena della Turpiana sia falsa, asserendo che non  antica...
Antica lo era, lo aveva interrotto Hernando con un sorriso, risale almeno allepoca di Al Mansur.
Certo, non abbastanza, per, aveva precisato Castillo. Stavolta escludiamo carta e pergamena, utilizziamo un altro materiale, che so, oro, argento, rame...
Piombo, era stata la proposta di don Pedro. Trovarlo  facile e viene utilizzato molto nelloreficeria.
Anche i greci scrivevano su lamine di piombo, aveva osservato Luna,  un ottimo materiale. Nessuno riuscir a datarlo, soprattutto se lo immergiamo nello sterco, come il nostro amico ha gi fatto con le reliquie della Turpiana.
Anche Hernando, come i suoi compagni, aveva sorriso.
A Jarafuel, nel regno di Valenza, aveva aggiunto Castillo,vive un orefice che, nonostante il divieto, continua a forgiare
in segreto i suoi gioielli moreschi. Conosco personalmente sia lui che il faqih del paese, sono entrambi uomini di fiducia. Binilit, lorefice, si dedica alla creazione di mani di Fatima, medaglioni con mezzelune e iscrizioni in arabo per il battesimo dei neonati. Crea anche bracciali e collane sui quali cesella versetti del Corano e magnifiche incisioni moresche, come quelle che sfoggiavano le nostre donne prima della conquista cristiana. Sono certo che, se gli chiederemo di trasporre quegli scritti su lamine di piombo, ci aiuter.
Alcuni sono in latino, aveva spiegato allora Hernando,ma per i testi in arabo ho utilizzato dei complicati caratteri aguzzi, inventandomi una calligrafia ovviamente sconosciuta che si basa sullimmagine delle punte del sigillo di Salomone: il simbolo dellunit. Ho voluto allontanarmi da qualsiasi stile posteriore alla nascita del profeta Isa, Ges.
Don Pedro aveva annuito compiaciuto, mentre Luna aveva accolto lidea con un garbato applauso.
Ti assicuro che il maestro Binilit, aveva insistito Castillo,  abbastanza abile da cesellare sul piombo qualsiasi scritto tu possa presentargli.
Hernando aveva avuto modo di testare labilit di Binilit nel corso della sua precedente visita a Jarafuel. Aveva cercato Munir, il faqih del paese, un uomo sorprendentemente giovane per la responsabilit che portava sulle spalle, e insieme si erano diretti alla piccola bottega del vecchio orafo. Binilit era intento a lavorare una mano di Fatima, che gli era stata ordinata in occasione di un matrimonio: aveva collocato una lamina dargento su uno stampo di ferro rifuso e, sopra quella, unaltra lamina, stavolta di piombo, che aveva martellato con precisione fino a estrarre il gioiello, pulito e liscio, sul quale aveva cominciato a cesellare dei disegni geometrici. Nel frattempo il faqih, istruito in precedenza da Castillo, aveva spiegato allorefice di cosa avevano bisogno.
Si tratta di un lavoro segreto dal quale pu dipendere il futuro 
del nostro popolo in queste terre, aveva concluso Munir. Binilit aveva annuito, spostando per la prima volta lattenzione 
che fino ad allora aveva concentrato sul gioiello. Catturato dallarte dellorefice, Hernando aveva approfittato
di quel momento per godersi la vista di quelluomo al lavoro.
Binilit lo aveva invitato a prendere in mano il ciondolo ed Hernando non aveva potuto fare a meno di pensare quanto assomigliasse a quello che era appartenuto a sua moglie, e che tanto gelosamente nascondeva in biblioteca; laveva soppesato, forse era appena pi leggero. Aveva fatto scivolare la punta delle dita su quei disegni incompiuti: quale ragazza avrebbe segretamente indossato quel gioiello? Di quali avventure sarebbe stato testimone? I ricordi di tutte quelle che aveva condiviso con Fatima gli avevano strappato un sorriso di nostalgia.
Ti piace? gli aveva chiesto Binilit riportandolo alla realt.
E meraviglioso.
Per qualche tempo erano rimasti in silenzio.
Fammi vedere quegli scritti, lo preg poi lorefice.
Hernando rimise il gioiello al suo posto e gli consegn le carte che aveva portato con s. Il maestro le esamin, dapprima con una certa indifferenza; poi, dopo aver osservato i sigilli di Salomone riportati sui vari fogli, i caratteri aguzzi che caratterizzavano le lettere arabe che vi erano iscritte, e dopo aver decifrato una frase qua e l, socchiuse gli occhi e vi si immerse come se avesse davanti una sfida.
E' un insieme di ventidue scritti, spieg Hernando. Alcuni, come vedrai, di un solo foglio, altri pi lunghi.
Lorefice guard e riguard i fogli, stendendoli sul piccolo tavolo da lavoro, calcolandone mentalmente lestensione, figurandosi da subito come sarebbero apparsi una volta che li avesse cesellati sulle lamine di piombo. Dimprovviso, si concentr su alcuni fogli dai caratteri illeggibili, che non erano scritti n in latino n con la curiosa calligrafia araba inventata da Hernando.
Di cosa si tratta? domand.
Quei fogli costituiscono il Libro muto e non hanno nessun significato: come vedrai, i suoi caratteri sono assolutamente indecifrabili. Non puoi immaginare quello che mi  costato inventarmi lettere senza senso. In un altro dei libri, Hernando scartabell tra gli scritti, questo per la precisione, che sintitola Storia della verit del vangelo, viene annunciato che il contenuto del Libro muto verr reso noto solo pi avanti; sono due opere complementari... continu a spiegare Hernando. Non sapendo se fosse il caso di raccontare loro che quel contenuto
altro non era che il vangelo di Barnaba, prefer non farlo. Ma succeder solo il giorno in cui i cristiani saranno preparati a ricevere il vero messaggio, quello che i loro pretastri non hanno potuto interpretare a proprio piacimento, quello che dimostra che c un unico Dio.
Mentre Binilit annuiva con un sussurro, Hernando ripens allidea che aveva guidato i suoi passi. Quei libri plumbei rappresentavano un ingegnoso rompicapo elaborato intorno a una figura centrale, quella della Vergine Maria, e uno dopo laltro avrebbero condotto verso un finale in apparenza senza uscita: il Libro muto, il vangelo della Vergine, scritto in una lingua incomprensibile, che avrebbe destato molta perplessit in coloro che lo avessero studiato. Tuttavia, come aveva appena spiegato a Binilit, su un altro di quei libri plumbei sarebbe stata annunciata la comparsa di uno scritto che avrebbe chiarito il mistero. Quello scritto era il vangelo di Barnaba, che egli tanto accuratamente custodiva. Una volta che i libri plumbei fossero stati accettati, e insieme a loro lenigmatico Libro muto, il vangelo di Barnaba e il suo contenuto affine allislamismo si sarebbero imposti, in tutto il loro splendore, come lunica indiscutibile verit.
Daccordo, afferm lorefice distraendolo dai suoi pensieri. Non appena avr inciso le lamine, vi avviser.
Hernando mise mano alla borsa con lintenzione di dargli un anticipo sul lavoro, ma il maestro lo ferm.
Per i gioielli che realizzo non mi faccio pagare pi di quanto mi occorre per condurre una vita semplice e parca. Sono vecchio ormai e lunica cosa che vorrei  che i musulmani potessero continuare a sfoggiare i gioielli dei loro predecessori... Mi pagherai quando i cristiani avranno accettato la parola rivelata.
Quel secondo viaggio per Jaraftiel dur quattro giorni, durante i quali Hernando si un alle carovane dei mercanti e dei mulattieri che pernottavano nelle stesse locande in cui dormiva lui. Quei sentieri potevano riservare sgradevoli incontri, per esempio con qualche banda di briganti, ma in realt venivano percorsi normalmente da gente di ogni tipo: uninfinit di frati e
sacerdoti che si spostavano da un convento allaltro, burattinai che presentavano i propri spettacoli di paese in paese, stranieri, gitani e picari, nonch frotte di mendicanti che, essendo stati espulsi dalle citt, chiedevano lelemosina a viandanti e pellegrini.
Il terzo giorno Hernando pernott ad Almansa; da l doveva abbandonare lantica strada romana, molto frequentata, per addentrarsi lungo sentieri pi solitari per ben cinque leghe, e prefer farlo di giorno.
Lindomani, in cammino sulla groppa di Estudiante, fu proprio il cavallo a mostrarsi inquieto, avvisandolo del pericolo imminente. Stava trottando su un sentiero isolato, lungo una fertile valle circondata da alte montagne; a una lega di distanza, il castello di Ayora sinnalzava davanti ai suoi occhi, arroccato su una rupe. Non si sentiva altro che il rumore degli zoccoli quando Estudiante rizz le orecchie, dando a intendere che non voleva proseguire. Hernando si guard intorno: allapparenza non cera nessuno, ma il cavallo procedeva riluttante, vigile, in tensione, drizzando le orecchie ora in una direzione ora nellaltra. Fu come se la bestia avesse intuito le sue intenzioni, perch nellistante esatto in cui il cavaliere decise di affidarsi allistinto dellanimale, prima ancora di spronarlo con gli speroni, Estudiante fece un balzo in avanti e cominci a galoppare a gran velocit con Hernando allungato sul suo collo. Solo qualche passo pi in l, da entrambi i lati del cammino balzarono fuori diversi uomini, tutti armati, dei quali non riusc nemmeno a ravvisare le fattezze. Uno di loro si appost con aria di sfida al centro del sentiero, impugnando una vecchia spada. Hernando grid e spron Estudiante con decisione. Per un attimo il brigante esit, poi si butt indietro per scansare il frenetico galoppo dellanimale; tuttavia Hernando, lo sguardo fisso sulla spada color ruggine del brigante, arrest il galoppo proprio allaltezza del bandito che voleva assaltarlo e gli scagli addosso il cavallo, impedendo cos che luomo potesse scaricare su di loro un colpo di spada. Estudiante rispose con agilit, quasi avesse davanti un toro di cui doveva schivare le corna, e il brigante fin in un attimo oltre il sentiero. Quando il cavallo ricominci a galoppare, il cavaliere si allung nuovamente sul
suo collo, riuscendo cos a evitare due spari di archibugio. Le pallottole di piombo fischiarono nellaria, molto vicino ai due.
volador sarebbe orgoglioso di te, si congratul poi, dando pacche sul collo del cavallo, mentre il castello di Ayora era ormai sopra le loro teste.
Prosegu fino a Jarafuel, senza che ulteriori pericoli disturbassero il suo cammino. Cerc il giovane faqih e insieme a lui si diresse alla bottega di Binilit. Lasciarono Estudiante legato allinterno di un piccolo orto situato sul retro della casa di Munir.
Sei venuto da solo? gli chiese il faqih, mentre erano diretti alla bottega.
S. Fra laltro, allaltezza di Ayora, ho fatto un brutto incontro...
Non mi riferivo a questo, lo interruppe il faqih, ma, gi che ci siamo, cercher qualcuno che ti accompagni lungo il cammino di ritorno per Almansa, posso farlo io stesso. Invece, mi riferivo al fatto che non riuscirai a trasportare da solo tutto quello che il maestro Binilit ha realizzato. Ha fatto un gran lavoro.
Hernando non aveva meditato sul fatto che trasportare carta era ben diverso che caricare lamine di piombo, cos si era limitato a portare con s delle bisacce, che aveva appeso sulla groppa di Estudiante e legato alla parte posteriore della cavalcatura. Arrivati alla bottega di Binilit, accolse con unespressione di sorpresa il lavoro che lorefice gli mostr: erano cento o forse duecento lamine, se non di pi! Raccolti in pile, in un angolo della bottega, stavano dei medaglioni di piombo del diametro di quasi mezzo palmo, sui quali il maestro aveva inciso gli scritti di Hernando. Trasportare un simile volume e un simile peso dentro semplici bisacce era assolutamente impossibile! 
Prese a caso uno di quei medaglioni, il primo di una pila: era Il libro dei fondamenti della Chiesa, cos laveva intitolato Hernando nei suoi scritti. Lo soppes nella mano e osserv il lavoro dellorefice: magnifico! Binilit aveva impresso le sue lettere aguzze su quella piccola lamina con grande precisione.
Maria era esente dal peccato originale, sentenzi il faqih. Hernando si volt verso di lui. Ho trascorso molti giorni qui, spieg laltro, a leggere, o meglio a cercare di interpreta
re i tuoi scritti. Ho notato che hai omesso la punteggiatura e le vocali.
Allepoca cui faccio riferimento non venivano ancora utilizzate. Il faqih fece per intervenire, ma Hernando continu a parlare. Binilit lo ascoltava con attenzione. E poi, il nostro messaggio non deve essere diretto, ma rimanere ambiguo. In caso contrario, i cristiani non prenderebbero nemmeno in considerazione queste lamine.
Tuttavia, i riferimenti a Maria sono chiari, afferm Munir.
Questo aspetto non rappresenta certo un problema. I cristiani accetteranno lintervento della Vergine senza metterlo in dubbio, afferm Hernando deciso. La figura di Maria rimane probabilmente lunico punto di congiunzione ancora intatto tra le due religioni. Fra laltro, in Spagna si sta esercitando una certa pressione nei confronti della Chiesa affinch, una volta per tutte, elevi a dogma di fede lImmacolata Concezione di Maria. I miei scritti vanno a sostegno di questa idea e possono fornirle un valido appoggio. Come avrai notato, la figura di Maria  il centro intorno al quale ruota tutto quello che ho scritto. E' lei la portatrice del messaggio divino, che trasmette a san Giacomo e agli altri apostoli dopo la morte di Isa,  lei che ordina a san Giacomo levangelizzazione della Spagna ed  sempre lei a consegnargli un vangelo illeggibile, il Libro muto, che prima o poi vedr la luce. E questo avverr con la mediazione di un re arabo, quando i cristiani avranno capito che i loro papi hanno frainteso la parola di Dio.
Ma cosa facciamo, se i cristiani non riescono a cogliere il tuo messaggio? domand allora lorefice. Potrebbero decidere di interpretarlo come meglio conviene loro.
E' proprio quello che faranno, non c dubbio, afferm Hernando.
Nelludire quelle parole lartigiano indic la pila di lamine, quasi che, dopo il suo enorme sforzo, si sentisse defraudato.
Ma  anche quello a cui puntiamo, Binilit, cerc di tranquillizzarlo laltro. Se i cristiani interpreteranno questi scritti come meglio conviene loro, si vedranno obbligati a riconoscere che tanto san Cecilio, il patrono di Granada, quanto suo fratello, san Tesifonte, erano arabi; entrambi sono arrivati in Spagna
insieme a san Giacomo, per evangelizzarla. Il patrono di Granada, un arabo! Anche volendo, non potranno dare per buona una parte degli scritti e ignorare quelli che non servono la loro causa. Dovranno anche riconoscere, come dice la Vergine Maria, che la lingua araba  la pi sublime fra tutte le lingue. Per usare a proprio vantaggio il contenuto delle lamine, si vedranno obbligati a riconoscere queste e molte altre delle idee che vi sono espresse. E' un ottimo metodo per cercare di avvicinare i due popoli, magari ne otterremo che venga annullato il divieto di parlare nella nostra lingua. C di pi, se san Cecilio era arabo, come si giustifica tanto odio verso il nostro popolo? Munir annu pensieroso. Cristiani e musulmani, crediamo tutti nello stesso Dio! La maggior parte della povera gente questo non lo sa e i sacerdoti cristiani fanno di tutto per nasconderlo, mostrando costante disprezzo verso il Profeta. In qualsiasi caso, Binilit, questo non  che un passo ulteriore dopo i ritrovamenti della torre Turpiana, non certo quello definitivo. Quando il vero contenuto del Libro muto, del vangelo che i papi non hanno potuto interpretare a proprio piacimento, verr reso noto, molte delle affermazioni ambigue contenute in questi scritti, per esempio quelle relative alle successive professioni di fede musulmana o alla natura di Isa, andranno interpretate conformemente alle nostre credenze.
Ma come si fa a leggere il contenuto di un libro illeggibile? domand lorefice.
Quel testo non potr mai essere decifrato, spieg Hernando, ma ci basta che venga accettato come il vangelo della Vergine. E se i cristiani accoglieranno il contenuto di queste lamine, dovranno accettare anche larrivo del re arabo che in esse viene annunciato e che favorir la conoscenza del vero vangelo, quello che nessun papa e nessun evangelista ha potuto mistificare. E siccome nessuno potr sostenere che quanto viene affermato in quel vangelo  in contraddizione con il contenuto del Libro muto, il circolo verr chiuso: il Libro muto, o vangelo della Vergine, che sar rimasto un enigma, trover la soluzione in quel vangelo arrivato dalle terre arabe. Nessuno potr mettere in dubbio lautenticit di questultimo senza mettere in dubbio anche tutto il resto, che per nel frattempo sar gi stato accolto e accettato.
Nessuno, a quel punto, potr mettere in dubbio il vangelo di Barnaba, comment fra s.
Hernando trascorse la notte a casa di Munir, dove ebbe lopportunit di pregare con il faqih, cosa che non faceva da molto tempo. Poi si abbandonarono a una conversazione intima e profonda, che si prolung fino allalba inoltrata. In quei territori sperduti del regno di Valenza le loro credenze si mantenevano vive. I signori locali, interessati unicamente ai benefici economici che i moriscos apportavano, si mostravano indulgenti verso le loro usanze e non cera sacerdote in grado di evangelizzarli.
Di mattina lo stesso Munir e due giovani moriscos intrapresero con lui il viaggio per Almansa, che raggiunsero a notte inoltrata. Hernando si diresse in citt alla ricerca di una locanda in cui pernottare e di qualcuno con cui affrontare il viaggio verso Granada, mentre gli altri tre moriscos, nonostante il freddo invernale, si disposero a trascorrere la notte alle intemperie: poich non disponevano dei salvacondotti necessari per allontanarsi da Jarafuel, dovevano restare nascosti.
Colui che conduce sulla retta via ti accompagni e te la riveli, si conged il faqih.
Impieg quattro giorni a raggiungere Granada. Ci arriv accompagnandosi ora con mercanti, ora con frati o con soldati diretti a Murcia o alla citt dellAlhambra. Nelle bisacce trasportava una ventina di lamine selezionate con cura tra quelle cesellate da Binilit. Opt per due scritti in particolare, Il libro dei fondamenti della Chiesa e Lessenza di Dio, oltre a una serie di altri testi in cui veniva annunciato il martirio di vari discepoli di san Giacomo, tra i quali figurava san Cecilio: in quello scritto Hernando aveva incluso un riferimento alla pergamena della torre Turpiana, stratagemma mediante il quale voleva conferire a quel ritrovamento la credibilit che alcuni studiosi continuavano a mettere in dubbio.
Prima di partire, aveva promesso allorefice che lui o i suoi amici di Granada si sarebbero preoccupati di ritirare le lamine restanti. Nel corso di quel lungo viaggio, fece pubblico vanto dei suoi incarichi per larcivescovado granadino, mostrando il
lasciapassare che gli permetteva di muoversi in tutta libert e alcuni degli scritti riguardanti quelli che defin gli atroci crimini delle Alpujarras, che trasportava nelle bisacce per nascondere gli scritti plumbei. Nessuno avrebbe osato rovistarvi dentro, sapendo che il loro contenuto era costituito dai resoconti sui martiri delle Alpujarras.
A ogni buon conto, non si separ mai dalle sue bisacce, e nelle locande in cui trascorse la notte prefer dormire appoggiandovi sopra la testa.
A Huscar, dove era arrivato un sabato notte, perse un giorno intero. La domenica partecip alla messa grande e trascorse il resto della mattinata in chiesa, ad aspettare che il sacerdote gli rilasciasse un documento attestante losservazione degli obblighi religiosi: quando fosse rientrato a Cordova, avrebbe dovuto presentarlo al parroco di Santa Maria. Trascorse lattesa in compagnia di tre francescani scalzi; il sacerdote aveva detto loro che Hernando era diretto a Granada e vollero aspettarlo per proseguire sullo stesso cammino.
Come ben capirete, addusse quando dovette giustificare il suo viaggio con il martirologio delle Alpujarras e i francescani gli chiesero di vedere gli scritti, sono confidenziali. Nessuno potr leggerli senza il nullaosta dellarcivescovo.
Fu cos che Hernando percorse lultima parte del tragitto in compagnia dei tre francescani, i quali, nonostante lintenso freddo invernale, vestivano solo una rozza tonaca di lana grezza, bruna come il colore della terra, simbolo di umilt. Lungo la strada i tre uomini, mostrandogli uno speciale lasciapassare, gli spiegarono che per poter calzare i sandali con la suola di sparto e la tomaia aperta che indossavano dovevano chiedere un permesso al padre provinciale dellOrdine: solo cos potevano evitare di andare in giro a piedi nudi. In quei giorni si sorprese dellausterit e dellestrema povert nella quale vivevano i frati scalzi, che approfittarono del lungo viaggio per chiedere lelemosina a chiunque incrociassero sul proprio cammino. Ammir la frugalit della loro alimentazione e lo stoico stile di vita, che li induceva persino a dormire per terra.
Si conged dai frati allingresso di Granada, non appena ebbero superato puerta de Guadix, sopra lAlbaicin. Da l, scese lungo la carrera del Darro diretto a plaza Nueva e alla Casa de
los Tiros. Alla sua destra, il pendio sul quale erano state erette le case con giardino tipiche di Granada era velato dalla bruma del freddo inverno granadino. Chiss che fine aveva fatto Isabel... erano sette anni che non la vedeva. Nei suoi sporadici soggiorni a Granada di quel periodo, motivati dagli incontri con don Pedro, Miguel de Luna o Alonso del Castillo, oppure dalla consegna di qualche scritto sui martiri, aveva preferito rispettare il rifiuto avvolto di lacrime con cui lei si era congedata durante il loro ultimo incontro, alluscita dalla chiesa.
Incit Estudiante perch aumentasse il passo. Sette anni! S, nel postribolo si era tolto qualche sfizio, con la ragazza dai capelli rossi e con qualche altra donna, ma non era mai riuscito a dimenticare lultima notte trascorsa con Isabel, quando insieme avevano vissuto una passione travolgente. Nonostante la nebbia, credette di ravvisare la terrazza della casa del giudice, che saffacciava sul versante del Darro. Guardandola fissamente, avvert unimprovvisa debolezza e appoggi le mani sul garrese di Estudiante che, libero dai suoi comandi, si ferm a brucare un po di erba fresca sul lato della strada, con le acque del fiume che gli scorrevano di fianco. Aveva consacrato al suo Dio il duro lavoro di quegli anni, ma cosa ne aveva ottenuto? Poco pi che ricordi: Isabel, avvenente e sensuale; le persone che aveva amato e che erano morte, come sua madre, come Hamid, come Fatima e i bambini. Aveva sacrificato la sua vita rincorrendo un sogno: unire due religioni in aperto contrasto e dimostrare la supremazia del Profeta. Ma per chi laveva fatto? E per cosa? Qualcuno laveva mai ringraziato per quel sacrificio? Di certo non la comunit, che lo rifiutava. Dopo le reliquie della Turpiana, aveva compiuto anche il secondo passo. E adesso? Se avesse fallito? Fatima! Gli occhi neri e allungati della ragazza gli tornarono in mente insieme al suo sorriso, al suo carattere deciso, al gioiello doro che pendeva vicino ai suoi seni e alle notti damore vissute insieme. Hernando non fece niente per impedire che una lacrima gli scorresse sulla guancia, mentre i suoi ricordi tornavano a Francisco e a Ins nel patio della casa cordovese, dove giocavano, studiavano con Hamid, imparavano, ridevano e lo guardavano in silenzio, curiosi e felici.
Doveva riconoscerlo! Aveva bisogno di ammettere la verit.
Solo. Sono solo, mormor allora con voce roca, mentre tirava le briglie di Estudiante perch smettesse di brucare lerba e ricominciasse a trottare.
A Cordova, intanto, Miguel continuava a incontrare Rafaela tutte le notti, ma i protagonisti delle storie che le raccontava non erano pi esseri fantastici, si erano ridotti a un unico personaggio: Hernando, il suo signore, il suo bel padrone di casa. La ragazza ascoltava imbambolata i racconti del giovane storpio. Hernando era stato un eroe, durante la guerra aveva salvato la vita di molte fanciulle, aveva combattuto ed era sopravvissuto a numerosi pericoli. Fu sul punto di piangere quando Miguel le raccont della morte di sua moglie e dei suoi figli per mano di crudeli banditi. Lui, invece, accompagn con un sorriso triste la constatazione che quella giovane, a poco a poco e quasi inconsapevolmente, si stava innamorando del protagonista dei suoi racconti.
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60.
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Hernando aveva deciso di trattenersi a Granada giusto il tempo necessario a consegnare le lamine incise da Binilit. Dopo sette lunghi anni di studio, proprio quando stava per mettere la sua opera a disposizione di don Pedro, Luna e Castillo, che lo aspettavano nella Casa de los Tiros, venne assalito dai. dubbi sulleffettiva validit del suo lavoro e dei suoi sforzi.
I tre uomini presero in consegna i libri plumbei con fare solenne e se li passarono di mano in mano, immersi nel loro contenuto. Lui li lasci fare, anzi si allontan da loro di qualche passo per fermarsi di fronte a una delle finestre della Cuadra dorada, perdendosi nella contemplazione del convento francescano di fronte al palazzo. Era solo una fantasia? si domand allora. Tutta la Spagna era invasa da leggende e favole. Lui stesso aveva letto, studiato e copiato in prima persona centinaia di profezie moresche, ma solo le menti credulone di un popolo ignorante dedito a ogni tipo di sortilegio e di magia, cristiano o musulmano che fosse, potevano bersi tutte quelle storie.
Solo qualche giorno prima a Jarafuel, con il monte della Muela de Cortes che si stagliava sullaltro versante della valle, aveva parlato con Munir del futuro dei moriscos in Spagna; il faqih gli aveva raccontato una leggenda che Hernando non conosceva, ma che dalle sue parti era molto diffusa: gli abitanti del luogo credevano che un bel giorno il cavaliere moro al Fatimi sarebbe andato a liberarli; secondo la leggenda, era nascosto nella sierra dallepoca di Giacomo I il Conquistatore, ossia da pi di trecento anni.
La gente non riesce a mettersi daccordo su un punto, si era lamentato il giovane faqih, e cio, se a essere verde  il cavaliere o il suo cavallo! Secondo alcuni sono verdi entrambi.
Un cavaliere verde vecchio pi di trecento anni che sarebbe accorso a salvarli... Che ingenuit! Si volse verso i compagni,
intenti a esaminare i libri plumbei, e prima di rivolgere nuovamente lo sguardo allesterno scosse la testa. I suoi scritti erano qualcosa di molto diverso, non raccontavano banali leggende; a essi era affidato il compito di cambiare il mondo delle credenze religiose, di minare i fondamenti della Chiesa. Vescovi, sacerdoti, frati e intellettuali, uomini dotti e istruiti si sarebbero dedicati allo studio del loro contenuto, persino a Roma se ne sarebbero occupati! Su tutto ci non aveva mai riflettuto mentre ci lavorava, mentre lasciava volare limmaginazione per unire tradizioni, storie e leggende intorno alla Vergine, intrecciando vite di santi e di apostoli, muovendosi tra le ambiguit delluna e dellaltra religione, inserendo di proposito, qua e l, qualche strafalcione. Chi era, lui, per cambiare il corso della storia? Possibile che fosse stato Allah ad averlo scelto? Lui? Lapprendista mulattiere di un umile paese sulle Alpujarras? Si diede del saccente, del superbo, poi ricord quanto aveva scritto su quelle lamine e tutto gli apparve rozzo, volgare, banale, equivoco...
Magnifico! 
Lesclamazione, come una scossa, lo riport alla realt.
Don Pedro, Luna e Castillo sorridevano. Era stato Alonso del Castillo a pronunciarsi in quei termini, dando il la agli elogi degli altri due amici. Perch non riusciva a condividerne lentusiasmo? Spieg loro che era necessario andare a ritirare le lamine ancora in possesso di Binilit e anche che ossa e ceneri, che lui non aveva potuto portare da Cordova, avrebbero dovuto accompagnarne il ritrovamento. Li preg anche di consegnare a suo nome il martirologio presso il Capitolo della cattedrale. Castillo gli chiese per lennesima volta la copia del vangelo di Barnaba, ma lui sostenne di averla distrutta quando lo avevano cacciato dal palazzo del duca: aveva preferito non perdere tempo  trascriverlo nuovamente, sia perch non era una priorit, sia perch lo studio e la stesura degli scritti plumbei avevano occupato tutte le sue giornate.
Dobbiamo inviare il vangelo alla Sublime Porta,  al sultano che spetta renderlo noto! Perch non gli facciamo recapitare lesemplare che abbiamo? domand don Pedro, come se si trattasse di un bisogno impellente.
Luna tranquillizz il nobile: Passeranno diversi anni prima
che questo si renda davvero necessario. Per il momento  bene che venga conservato in un posto sicuro, ma adesso che hai concluso questo magnifico lavoro potrai dedicarti alla trascrizione del vangelo, cos anche noi avremo modo di studiarlo. Ardo dal desiderio di leggerlo.
Anchio ritengo che per ora non sia sensato separarci dal vangelo di Barnaba, argoment Hernando dopo aver ascoltato le parole di Luna. Lo faremo solo quando sapremo che il sultano  disposto ad appoggiare il nostro piano. Finora, non mi sembra che i turchi si siano distinti per aver aiutato il nostro popolo.
Poi, mentre gli altri tre speculavano su come e dove dare a conoscere i libri plumbei alla cristianit, annunci che sarebbe tornato a Cordova.
Ti ho visto pensieroso per tutto il giorno, osserv Castillo. Non ti vedo partecipe delle nostre illusioni. Tutto questo, aggiunse il traduttore indicando le lamine poggiate su un tavolo,  frutto del tuo lavoro, Hernando, un lavoro durato anni. Un lavoro eccezionale. C qualcosa che non va?
Non aveva una risposta pronta. Esit, poi si port la mano al mento e guard fissamente i suoi compagni.
Sono assalito dai dubbi. Ho bisogno... non lo so. Non so di cosa ho bisogno, ma forse  meglio che in questo momento non interferisca nel vostro lavoro...
Il nostro lavoro? sussult don Pedro. Ma sei tu lartefice! 
Lui lo preg di tacere con un gesto calmo della mano.
S, certo. N lo rinnego, ovviamente, ma ho il presentimento che in questo momento non vi sarei di grande aiuto.
Svuotato, intervenne allora Miguel de Luna. Hernando fiss su di lui i suoi occhi azzurri.Ti senti svuotato. Hai lavorato molto duramente ed  normale che ti senta cos. Riposa, ti giover. Del resto ci occuperemo noi.
Mia madre si  lasciata morire a causa di questo progetto, rivel allora, sorprendendoli, con il viso contratto. Don Pedro, Miguel de Luna e Alonso del Castillo non poterono fare a meno di notare che stava cercando di contenere il pianto. Il nobile abbass gli occhi, gli altri due si cercarono con lo sguardo. Non ha sopportato lidea che suo figlio si fosse consacrato ai
cristiani e ai loro martiri, e io avevo giurato di non rivelare niente del nostro progetto.
Respir profondamente, poi parl con voce tremante:Al momento, amici,  lunica cosa che questi libri mi hanno dato.
Hernando schiocc la lingua per incitare Estudiante: aveva lasciato Granada allalba senza cercare alcuna compagnia per il viaggio di ritorno, e adesso si trovava lungo la strada per Cordova. Nel percorrere la fertile piana di Granada si alz sulle staffe e, voltandosi, osserv le bianche cime della Sierra Nevada che si lasciava alle spalle. Faceva freddo. I paesi pi alti delle Alpujarras, sullaltro versante, dovevano essere coperti di neve. Juviles. L aveva trascorso la sua infanzia, con sua madre e con Hamid. Uno stormo di tordi che volava molto basso gli sfior la testa; li vide riprendere il volo, come se si stessero preparando a raggiungere le cime della sierra, ma poco pi avanti si voltarono in perfetta sincronia e tornarono indietro. Si sistem nuovamente sulla sella, le briglie sciolte sul garrese di Estudiante, si sfreg le mani e le avvicin alla bocca per scaldarle. La florida pianura era disseminata di abitazioni e case coloniche, qua e l si scorgevano uomini impegnati nel lavoro dei campi; da lontano ne vide qualcuno alzare lo sguardo al suo passaggio. Hernando scrut lorizzonte e sospir al pensiero del lungo e solitario cammino che lo aspettava. Il ritmico ticchettio degli zoccoli di Estudiante sulla terra indurita dal freddo gli risuonava nelle orecchie come unica compagnia.
A Miguel bast uno sguardo per avvertire la pena e langoscia che il suo signore stava provando. Aveva atteso il suo ritorno con inquietudine: voleva parlargli di Rafaela, come avevano concordato prima di partire, ma nel vederlo in quello stato non os farlo e nei giorni a seguire si limit a cercare di catturarne lattenzione raccontandogli gli avvenimenti occorsi durante la sua assenza, tanto in casa quanto nei suoi possedimenti e nella masseria. Aveva persino discusso con Toribio: questultimo stava sottoponendo uno dei puledri a una doma molto violenta, gli spieg infuriato un giorno, sollevando minacciosamente la gruccia.
Lo stava maltrattando senza motivo! grid. Gli conficca
va gli speroni nella carne e il puledro era incapace di capire cosa volesse da lui.
Nemmeno quella disputa riusc a catturare linteresse di Hernando che, nonostante le uscite a cavallo e qualche scappata notturna al postribolo, continuava a stillare nostalgia.
Signore, ansim un giorno Miguel mentre lo rincorreva saltellante, lungo il portico del patio, conosci la storia del gatto che voleva montare un cavallo? Hernando si blocc e sent che anche il ticchettio delle grucce alle sue spalle era cessato. Era un gatto dal pelo bruno...
La conosco, lo interruppe il morisco, ti ho sentito raccontarla a mia madre nella locanda del Potro. Narra di un nobile cavaliere che certe streghe malefiche hanno tramutato in un gatto e che riuscir a liberarsi dellincantesimo solo se monter un cavallo da guerra. Ma non ricordo come finisse, dovevo essermi distratto.
Se la conosci gi, forse dovrei raccontarti quella del cavaliere che viveva rinchiuso in una torre, sempre solo... Miguel lasci che la conclusione vagasse nellaria, di proposito.
Hernando sbuff, per affermare subito dopo:Non credo che sar di mio gradimento.
Pu darsi, per dovresti ascoltarla... il cavaliere...
Il suo signore gli impose di tacere con un gesto.
Cos che vuoi dirmi, Miguel?
Che stare solo non ti fa bene! replic lui, alzando la voce. Hai concluso il tuo lavoro ormai... cosa pensi di fare? Vuoi continuare a passare le tue giornate rinchiuso in una stanza, circondato di carte? Non ti piacerebbe risposarti, avere dei figli?
Hernando non rispose e il ragazzo, irritato, si volt e si allontan, zoppicando con le sue grucce.
Ancora una volta, Hernando cerc rifugio in biblioteca. Nellintimit della stanza contempl i quasi trenta libri che aveva raccolto durante quei sette anni di lavoro, tutti scrupolosamente ordinati sugli scaffali. Pens di rileggerne qualcuno, senza riuscirvi: dopo qualche pagina era gi stanco. Cerc anche di dedicarsi alla calligrafia, ma il calamo scivolava sulla carta con grande fatica. Era come se il vincolo spirituale che doveva unirlo a Dio, nel momento in cui disegnava i caratteri destinati a celebrarlo, si fosse spezzato. Hernando prese delicatamente tra le mani lultimo calamo che aveva preparato e ne tast la punta leggermente ricurva, era ben intagliata... Dimprovviso, fu tutto chiaro: il vincolo con Allah! Batt un pugno sulla scrivania. Ecco cosera! 
Fu cos che, la mattina successiva, dopo aver compiuto in casa il rito di abluzione, Hernando sincammin verso lantica moschea. Possibile che avesse addirittura dimenticato il proprio Dio? si chiese percorrendo il breve tragitto verso puerta del Perdon. Negli ultimi sette anni non aveva fatto che scrivere, della vergine, dellapostolo san Giacomo e di uninfinit di santi e di martiri approdati nei regni spagnoli. Le intenzioni erano buone, ma era possibile che tutto quel lavoro fosse arrivato a minare le sue stesse credenze, la purezza delle sue convinzioni? Sent che, nonostante i cristiani lo avessero profanato, aveva bisogno di andare davanti al mihrab e di mettersi a pregare in quel silenzio, poco importava che lavrebbe fatto in piedi. Se la taqiyya permetteva loro di nascondere o rinnegare esteriormente la fede senza considerarlo un peccato, perch non poteva pregare di nascosto nella moschea? L, dietro il sarcofago del giudice della frontiera, don Alonso Fernndez di Montemayor, si trovava uno degli splendidi luoghi di culto che i seguaci del Profeta avessero mai innalzato. Oltrepass puerta del Perdon e attravers il giardino: alle pareti dell loggiato erano appesi gli infiniti scapolari appartenuti ai penitenti condannati dallInquisizione, con tanto di nome e indicazione della colpa commessa; cerano anche diversi rifugiati, in fuga dalla giustizia secolare, che allinterno del loggiato si riparavano dal gelo di quella mattina plumbea. Il meraviglioso bosco di archi della moschea gli diede un po di sollievo, e percorse il tempio con una certa tranquillit. Al suo interno cera un viavai di sacerdoti e fedeli, nelle cappelle laterali si celebravano messe e funzioni. La costruzione della crociera e del coro, interrotta anni prima, continuava a essere bloccata nellattesa che venissero edificati il tamburo, la sua cupola, il coro e la volta che doveva coprirlo. I cristiani non erano certo munifici con il loro Dio, pens, mentre passava di fianco a quelle opere incompiute: vescovi e re 
vivevano nellopulenza, ma preferivano sprecare i loro soldi per circondarsi di lusso e di agi piuttosto che destinarli ai loro templi.
Oh! Voi che credete! immagin di leggere sul mihrab, sotto lintonaco di gesso che i cristiani avevano steso per nascondere la parola rivelata: era la frase iniziale delle iscrizioni cufiche della quinta sura del Corano, riportata sulla cornice che dava accesso al luogo sacro. Sottovoce, continu a recitare: Quando vi accosterete alla preghiera...
Allora, mentre pregava, tutto gli divenne chiaro, come se Dio avesse voluto premiare la sua devozione: la verit, la parola rivelata e cesellata sul marmo duro e prezioso, era ora nascosta dietro un volgare intonaco di gesso! Non assomigliava alla stessa circostanza che i libri plumbei si proponevano di contrastare? La verit, lunica verit, la supremazia dellIslam, era rimasta nascosta dietro le parole e i maneggi di pretastri e sacerdoti: una finzione che con la rivelazione del Libro muto sarebbe crollata, come sarebbe potuto accadere in qualsiasi momento al fragile intonaco di gesso che nascondeva la parola rivelata nel mihrab della moschea cordovese. A quel punto alz lo sguardo verso gli archi doppi che si elevavano su altri archi, pi semplici, per riposare su snelle colonne di marmo: il potere di Dio cadeva a piombo sui suoi fedeli, al contrario di quanto succedeva con i cristiani, che cercavano basi solide. Era il peso della volont divina su semplici credenti come lui. Riemp i polmoni di quella magnifica certezza e insieme represse la voglia di gridare le sue preghiere per lunico Dio, stringendo le labbra affinch nemmeno i suoi sussurri potessero essere uditi.
Quello stesso giorno, a Granada, in una grotta di una miniera abbandonata sul monte Valparaiso, esattamente sopra lAlbaicin, due cercatori di tesori, tra i tanti che percorrevano le terre granadine alla ricerca dei preziosi averi abbandonati dai moriscos nel corso della loro precipitosa fuga dalla sierra, trovarono una strana e insignificante lamina di piombo con uniscrizione in un latino quasi indecifrabile.
Loggetto, arcano per i due uomini, fin nelle mani della Chiesa e il gesuita al quale venne consegnato perch lo traducesse 
giunse alla conclusione che, in realt, rappresentava un vero tesoro. Si trattava di uniscrizione funeraria dove si attestava che le ceneri sepolte in quel luogo appartenevano a san Mesitone martire, ucciso per ordine di Nerone: era uno degli uomini apostolici dei quali parlava la leggenda e i cui resti non erano mai stati ritrovati. Il vescovo, don Pedro de Castro, diede immediato ordine che le ceneri presenti nella grotta venissero raccolte e che si procedesse a scavare e pulire le miniere per continuare a cercare. Nel corso del mese di marzo di quello stesso anno venne rinvenuto un altro libro plumbeo, riguardante stavolta la sepoltura di san Esichio, oltre a ceneri e ossa umane corrose dal fuoco. Prima della fine di marzo apparve Il libro dei fondamenti della Chiesa e, poco dopo, Lessenza di Dio. Il 30 aprile, nel pieno dellestasi religiosa tipica della Settimana Santa, mentre i granadini rivivevano sulla propria carne e nelle proprie coscienze la passione di Cristo, una bambina di nome Isabel ritrov la lamina che certificava il martirio di san Cecilio, patrono di Granada e primo vescovo di Iliberis. Insieme a quella apparvero le tanto sognate e inseguite reliquie del santo.
Il fervore religioso conquist Granada.
Dopo la visita alla moschea, Miguel percep che in Hernando cera stato qualche cambiamento positivo; sorrideva di nuovo e i suoi occhi azzurri brillavano come un tempo. Aveva bisogno di parlargli: la situazione di Rafaela era ormai insostenibile visto che suo padre, il consigliere don Martin, stava per raggiungere un accordo con uno dei molti conventi cittadini. Un pomeriggio, dopo mangiato, sal faticosamente le scale fino alla biblioteca del secondo piano, dove trov Hernando assorto nella calligrafia.
Signore, da tempo voglio parlarti di una cosa. Glielo annunci fermo sulla soglia, come se non osasse violare uno spazio che considerava quasi sacro. Attese che il morisco alzasse lo sguardo.
Dimmi, ti  successo qualcosa?
Miguel si schiar la voce ed entr nella stanza zoppicando.
Ricordi la ragazza della quale ti ho parlato prima che andassi a Granada?
Hernando sospir. Aveva completamente dimenticato la promessa che aveva fatto a Miguel. Ignorava cosa potesse volere da lui e per quale motivo quella ragazza gli importasse tanto, ma il volto preoccupato del suo amico, cos diverso senza la sua solita espressione allegra, significava senza dubbio che largomento era di una certa importanza.
Entra e siediti, gli disse con un sorriso. Ho come limpressione che questa storia andr per le lunghe... Vediamo un po, cosa succede a questa ragazza? aggiunse, mentre guardava Miguel avanzare sulle grucce fino a lasciarsi cadere su una sedia.
Si chiama Rafaela, cominci Miguel, ed  disperata, signore. Suo padre, il consigliere, vuole rinchiuderla in un convento.
Hernando allarg le braccia.
Succede a molte figlie dei cristiani, che spesso lo accettano di buon grado.
Ma lei non vuole, rispose prontamente Miguel. Le grucce erano adagiate per terra, su entrambi i lati della sedia. Il consigliere non intende dare al convento nessuna dote, pertanto pu aspettarsi solo di diventare la serva di una delle altre monache.
Laltro non sapeva cosa dire; il suo sguardo si pos sul volto costernato dellamico.
E cosa vuoi che faccia? Non credo di aver alcuna possibilit di...
Sposati con lei! lo interruppe Miguel, senza osare guardarlo.
Cosa? Lespressione di Hernando denotava assoluta incredulit. Non sapeva se ridere o arrabbiarsi, ma nel vedere che il ragazzo aveva alzato lo sguardo, mostrando due occhi lucidi che a fatica trattenevano le lacrime, decise di non fare nessuna delle due cose.
E' una buona soluzione, signore! prosegu lo storpio, incoraggiato dal silenzio dellamico.Tu sei solo e lei deve sposarsi, se non vuole finire rinchiusa in un convento... Cos si sistemerebbe tutto.
Hernando lo ascoltava attonito: possibile che stesse parlando sul serio?
Miguel, disse con calma, tu meglio di chiunque altro sai che non  una questione facile per me.
Il giovane sostenne il suo sguardo come fosse una sfida.
Miguel, continu luomo, cercando di argomentare la sua risposta, anche ammettendo che io sia disposto a contrarre matrimonio con quella ragazza, senza nemmeno conoscerla, credi davvero che un superbo consigliere di Cordova darebbe il suo consenso? Credi davvero che permetterebbe a sua figlia di sposare un morisco? Laltro prov a controbattere, come se avesse la soluzione pronta, ma Hernando gli imped di farlo. ,Aspetta, gli ordin.
Dimprovviso si rese conto di cosa stava realmente succedendo a Miguel. Negli ultimi tempi era stato talmente assorto nei propri pensieri da non essersi reso conto che quel ragazzo era cresciuto.
Ho limpressione che ci sia un problema ancora pi difficile da risolvere... Fiss il suo sguardo azzurro su quello di colui che poteva considerare il suo unico amico e lasci passare qualche attimo.Tu... tu sei innamorato di quella ragazza, vero?
Lo storpio abbass lo sguardo per qualche istante prima di affrontare nuovamente, e con determinazione, quello di Hernando.
Non lo so. Non so cosa voglia dire amare qualcuno. A Rafaela... piacciono le mie storie! Quando accarezza i cavalli o gli parla, si tranquillizza. Appena entra nella scuderia smette di piangere e si dimentica dei suoi problemi. E' dolce e ingenua. Miguel lasci cadere la testa, la scosse, poi si port la mano al mento. Hernando sent che le forze gli mancavano e avvert un groppo in gola nel vederlo in quello stato. E'... delicata,  bella, ...
Tu la ami, Miguel, afferm con voce bassa e ferma, poi si schiar la gola un paio di volte. Come potremmo convivere in questa casa? Come potrei sposarmi con la donna della quale so che tu sei innamorato? Ci incroceremmo in continuazione, ci vedremmo. Cosa penseresti, cosa immagineresti durante la notte?
Non capisci. Miguel continuava a tenere la testa bassa e parlava con voce sommessa. Io non penso niente. Non immagino. Non ho desideri. Non posso amare una donna come la
ama un marito. Nessuno mi ha mai rispettato, mai, sono solo uno scarto! La mia vita non vale una blanca. Hernando cerc di intervenire, ma stavolta fu il ragazzo a impedirglielo. Non ho mai avuto altre aspirazioni, se non quella di portarmi alla bocca un osso spolpato o un pezzo di pane raffermo. Cosa importa se la amo o no? Cosa importa che possa desiderarla? Sempre, per tutti questi anni, le mie illusioni si sono disperse, sono rimaste aggrovigliate nelle mie gambe. Oggi ho un sogno, signore, e per la prima volta nella mia esistenza meschina credo che, con il tuo aiuto, potrei realizzarlo. Te ne rendi conto? Nei miei diciannove anni di vita mai, mai e poi mai ho avuto lopportunit di veder realizzato uno dei miei desideri. S, tu mi hai preso con te, mi hai dato un lavoro... ma adesso ti sto parlando di un sogno che  tutto mio! Voglio solo aiutare quella ragazza.
E lei, ti ama?
Miguel alz il volto e aggrott la fronte con un sorriso amaro.
Uno storpio? Un servo? Lei ama te...
Ma cosa dici? Hernando si alz dalla sedia.
Le ho parlato cos tanto di te che credo... s, ti ama, o perlomeno ti ammira nel profondo. Sei stato tu il cavaliere delle mie storie, il salvatore di donzelle, il domatore di fiere, lincantatore di serpenti.,.
Sei forse impazzito? Gli occhi azzurri di Hernando stavano quasi uscendo dalle orbite.
Si, signore, rispose Miguel col viso arrossato. E' una pazzia con la quale convivo gi da un po di tempo.
Quella stessa notte, Miguel sal a cercarlo in biblioteca, dove Hernando aveva cominciato a trascrivere per la seconda volta il vangelo di Barnaba, come gli amici di Granada gli avevano chiesto. Se don Pedro, Luna e Castillo insistevano nel voler inviare al sultano ottomano lunico esemplare di cui lui disponeva, una trascrizione del testo era assolutamente necessaria. Li aveva convinti a rimandare, ma non era detto che la volta successiva avrebbe avuto la stessa fortuna. Hernando nutriva diversi dubbi su quel sultano: sarebbe stato davvero in grado di
aiutare il popolo moresco? Certo stavolta, al momento giusto, gli si sarebbe chiesto solo di dare notizia del vangelo che annunciava il Libro muto: il compito del sultano era quello di calarsi nei panni del re tra i re annunciato dalla vergine Maria, colui che avrebbe smantellato le menzogne dei sacerdoti cristiani. Non doveva certo lanciare la propria armata contro il re di Spagna! 
Signore, lo distrasse il ragazzo, vorrei presentarti Rafaela.
Miguel... fece lui con voce lamentosa.
Per favore, accompagnami. Lo disse con un tono cos implorante che Hernando non pot rifiutare. E poi, in fondo, provava una certa curiosit.
La luce dellunica lampada, collocata ben lontana dalla paglia, illuminava tenuemente la scuderia. Rafaela, immobile vicino a Estudiante, li accolse timidamente, a testa bassa: aveva intrecciato le dita di una mano nella lunga e folta criniera del cavallo, e con laltra gli stava accarezzando il labbro. Hernando guard la ragazza, esitante. Perch era cos nervoso? Chiss cosaltro le aveva raccontato Miguel, oltre a trasformarlo nel protagonista delle sue storie... Si avvicin a Rafaela, che continuava a tenere gli occhi fissi sulla paglia. Miguel invece rimase un po indietro, come se volesse appartarsi dalla coppia. Lei indossava un gonnellone, che aveva rimboccato allaltezza della vita per non sporcarlo, mostrando cos una vecchia sottogonna che le arrivava ai calzari, e, sopra la camicia, un corpetto aperto con le maniche. Quei semplici abiti, tutti nelle tonalit del marrone, sembravano scivolarle sul corpo, come se questultimo fosse privo di forme su cui poggiare. Chiss cosa le aveva detto Miguel! In cuor suo si augur che non lavesse gi promesso in sposo prima ancora di consultarlo, per liberarla dalla minaccia del convento.
Allimprovviso si pent di essere andato a quellincontro e fece per avviarsi verso luscita, ma si imbatt in Miguel, fermo e deciso sulle sue grucce.
Signore, ti prego, lo supplic il ragazzo.
Hernando cedette e si volt di nuovo verso Rafaela. Lei lo
stava guardando con due occhi castani che persino nella penombra tradivano tutta la sua desolazione.
Io... cerc di scusarsi per aver tentato di andarsene.
Vi ringrazio di cuore per ci che siete disposto a fare per me, lo interruppe la ragazza.
Lui sussult: la dolcezza della sua voce lo impression. Ma... cos che aveva detto? Allora Miguel aveva fatto di testa sua! Stava per voltarsi verso lo storpio, ma lei continu a parlare.
So di non essere gran cosa, mio padre e i miei fratelli non fanno che ripetermelo, per sono sana. Accompagn questultima affermazione con un sorriso, lasciando intravedere i suoi denti, bianchi e perfettamente allineati. Non ho avuto malattie e nella mia famiglia siamo molto fertili, continu. Hernando si sent oppresso, la sincerit e la delicatezza di quella voce lo fecero rabbrividire. Sono una cristiana buona e devota e vi prometto di essere la moglie migliore che possiate trovare in tutta Cordova. Sapr ricompensarvi del fatto che mio padre non mi dar nessuna dote, aggiunse concludendo il suo discorso.
Il morisco non sapeva cosa risponderle; gesticol e si mosse inquieto. Il candore della ragazza aveva risvegliato la sua tenerezza: i suoi tristi occhi castani esprimevano un dolore spassionato che persino Estudiante, stranamente tranquillo accanto a lei, sembrava in grado di avvertire. Lunica nota stonata era il respiro accelerato di Miguel alle sue spalle.
Sono un cristiano nuovo, fu la prima cosa, che riusc a dire.
So che il vostro cuore  limpido e generoso, afferm lei, me lo ha raccontato Miguel.
Tuo padre non permetter... balbett Hernando.
Miguel crede di aver trovato la soluzione.
Stavolta non pot fare a meno di voltarsi verso lo storpio. Sorrideva! Stava sorridendo con i suoi denti rotti, cos diversi da quelli di Rafaela. Guard prima luno poi laltra... gli sguardi ansiosi di entrambi lo stavano mettendo alle strette: che razza di soluzione era mai quella?
E' forse contrario alle vostre leggi? chiese Miguel.
No.
E a quelle della Chiesa?
Nemmeno.
Don Martin Ulloa avrebbe mai permesso che sua figlia sposasse un morisco, figlio di una condannata dallInquisizione? si domand allora. Era assolutamente impensabile. Non aveva neanche bisogno di scusarsi con Rafaela: sarebbe stato il suo stesso padre a impedire il matrimonio, sicch poteva accettare in tutta tranquillit il piano proposto da Miguel, senza essere lui a frustrare le aspettative di entrambi.
Sono stanco, si scus. Ne riparleremo domani, Miguel. Buonanotte, Rafaela.
Aspetta, signore, lo preg il ragazzo, quando Hernando gli pass di fianco.
Cosa c ancora, Miguel? domand pigramente.
Devi vederlo con i tuoi occhi, stai con me solo un attimo in pi e poi potrai andare a riposare. Hernando sospir, ma latteggiamento di Miguel lo obblig a cedere di nuovo.Vieni, gli propose il ragazzo, dobbiamo appostarci al primo piano.
Ci detto, gir sulle sue grucce e si prepar a uscire dalla scuderia.
E Rafaela? protest il morisco. Lei non pu entrare nella nostra casa,  una giovane in et da marito. Miguel non gli fece caso, come se desse per scontato che Rafaela aspettasse il loro ritorno in scuderia: Ritorna a casa tua, ragazza, le ordin allora Hernando.
Adesso non pu farlo, disse Miguel, che aveva gi oltrepassato la porta. E pericoloso.
Cosa intendi?
Ci aspetter qui, in compagnia dei cavalli.
Mentre pronunciava quelle parole, lo storpio era gi uscito nel patio senza aspettarlo.
Hernando si volt verso Rafaela, che gli rispose con un sorriso, poi segu Miguel. Perch la ragazza non poteva tornare a casa? Quale rischio correva? Lo storpio, aggrappato al corrimano, stava salendo le scale per salire al piano superiore. Lo raggiunse sugli ultimi gradini.
Che succede?
Silenzio, lo esort laltro, non devono sentirci. Fra poco capirai ogni cosa...
Attraversarono il portico del primo piano fino a raggiungere lestremit delledificio, che dava sul vicolo cieco chiuso dal portone della scuderia. Miguel si muoveva piano, cercando di non far rumore. Hernando lo imit, nascosto contro la parete, nellangolo che permetteva la vista sul vicolo.
Non dovrebbero tardare molto, signore, sussurr di fianco al suo amico, spalla contro spalla, incollati alla parete. In genere  questa lora giusta. Hernando non volle chiedere di pi. Mi congratulo con te, signore, mormor Miguel dopo un po che erano l, ti sposi la donna migliore di tutta Cordova. Cosa dico Cordova? Di tutta la Spagna! 
Il morisco scosse la testa.
Miguel...
Eccoli! lo interruppe il giovane. Adesso dobbiamo stare zitti.
Hernando si affacci quanto bastava per intravedere due figure nelloscurit, che si fermarono di fronte alla porticina dalla quale Rafaela era solita passare... Ecco per quale motivo la ragazza non poteva abbandonare le scuderie. Dopo un po, un uomo con una lanterna apr la porticina che metteva in comunicazione il vicolo con il patio della casa del consigliere; la luce illumin il volto delle due donne e anche quello di don Martin Ulloa, facilmente riconoscibile. Le donne consegnarono qualcosa al consigliere, per poi sparire tra le ombre del vicolo. Don Martin chiuse la porta e i bagliori della sua lanterna si spensero.
Hernando si volt verso il suo amico.
E dunque? Era questo che dovevo vedere? domand.
Allincirca due settimane fa, gli spieg Miguel, quando ritenne che il consigliere si trovasse ormai dentro casa, mentre eri a Granada, per poco non ci imbattevamo in quelle donne e nel padre di Rafaela. Da allora, tutte le notti ho dovuto accertarmi che se ne andassero perch la ragazza potesse tornare a casa.
Cosa vuol dire tutto questo, Miguel? Il padrone si allontan dalla parete e si piant davanti al ragazzo.
Queste donne, e non sono le uniche a venire qui, sono mendicanti. Una notte ne ho riconosciuta una: la chiamano Angustias. Sono uscito di nuovo per strada, mi sono mischiato
con... con la mia gente. Non sono riuscito a ottenere neanche una moneta di rame, neanche una moneta falsa. Sorrise nel buio. Devo aver perso labitudine...
Andiamo al punto, Miguel, lo invit Hernando. E' tardi.
Daccordo. Ho fatto qualche domanda in giro. Le due che hai visto stanotte si chiamano Maria e Lorenza. Lorenza era la pi bassa...
Miguel! 
Affittano bambini per mendicare, spiffer il ragazzo, con voce ferma.
Ci fu un attimo di silenzio prima che Hernando reagisse.
E glieli affitta il consigliere? domand infine, sorpreso.
S;  un ottimo affare. Il consigliere appartiene alla confraternita che si occupa dei bambini esposti e si incarica di decidere a chi affidarli. I bambini normalmente vengono destinati alle donne cordovesi, alle quali in cambio viene dato qualche ducato lanno perch li allattino se sono ancora poppanti o perch diano loro da mangiare se sono gi stati svezzati. Queste balie, a loro volta, li affittano alle donne che hai visto perch possano andare a chiedere lelemosina accompagnate da un bambino. Molti di loro muoiono... Nel dire questultima frase la voce di Miguel suon roca.
E il consigliere cosha a che fare con questo?
Tutto, replic il giovane, incoraggiato dallinteresse che stava mostrando il suo padrone. Gli statuti della confraternita dispongono che un ispettore verifichi periodicamente se i bambini affidati si trovano con le persone che vengono pagate per prendersene cura, se sono vivi e qual  il loro stato di salute. Don Martin e lispettore sono complici. Il primo li d alle donne che vuole lui e laltro chiude un occhio. Ogni settimana, le mendicanti vengono a pagare quanto pattuito con il consigliere, la stessa cosa avviene con lispettore. Rafaela mi ha raccontato che suo padre ha bisogno di un sacco di soldi per mantenere il suo tenore di vita, per non essere da meno dei Ventiquattro del consiglio cittadino. Se vuoi, posso farti un po di nomi: dellultima decina di bambini che sono stati affidati, delle persone ai quali sono stati assegnati e delle mendicanti che oggi li trascinano per le strade.
Hernando socchiuse gli occhi.
E dunque ne muoiono tanti? domand, mentre scuoteva il capo.
E un affare come un altro, signore. Purtroppo ne so qualcosa. Molti bambini riescono a strappare le lacrime e la compassione alla gente, altri no. Questi ultimi non servono. Nemmeno si pu chiedere lelemosina con bambini grassi o ben alimentati,  la prima regola di questa occupazione: devono essere tutti pelle e ossa. S, signore, muoiono di fame, morsi dai topi o arsi dalla pi banale delle febbri, e niente di tutto questo finisce nei libri della confraternita.
Il morisco alz gli occhi al cielo,, nero e coperto di nubi minacciose.
E tu pensi che io debba usare questa storia con il consigliere, affinch mi conceda la mano di Rafaela, giusto? domand poi.
Proprio cos.
...
.
...
61.
...
.
...
Don Martin Ulloa, fabbricante di aghi nonch consigliere di Cordova per eredit paterna, si rifiut di riceverlo. Fu una schiava moresca grassa e vecchia, con indosso una pretenziosa divisa da donna di servizio che aveva conosciuto tempi migliori, a riferirgli il messaggio del suo padrone. La prima volta con indifferenza, la seconda in modo villano, la terza addirittura seccata.
Di al tuo signore, replic a gran voce Hernando quellultima volta, consapevole del fatto che dietro la porta qualcuno lo stava ascoltando, che sono Angustias e le altre sue amiche e colleghe a mandarmi, chiaro? Angustias! ripet, a voce alta e chiara. Digli anche che domani lo aspetto a casa mia per un affare che lo riguarda. Non gli conceder unaltra opportunit prima di rivolgermi al corregidor o al vescovo. Se per caso non lo sapesse, vivo nella casa qui di fianco, ironizz.
Solo nella biblioteca, Hernando ripens a tutta quella storia: voleva davvero sposarsi con Rafaela?
Sei solo! Hai bisogno di una donna che ti stia accanto, che si occupi di te, che ti ami e ti dia il calore di una famiglia, gli aveva urlato Miguel la mattina in cui si erano incontrati nella scuderia. Hernando gli aveva riferito che purtroppo avrebbe dovuto trovare unaltra soluzione, visto che lui non era disposto a sposarsi, aggiungendo che bisognava anche denunciare il traffico degli esposti alla giustizia. Non ti rendi conto, aveva continuato il ragazzo, che da anni vivi recluso in mezzo ai libri, immerso nei tuoi scritti? Non ti piacerebbe avere dei figli che ereditino le tue propriet? Non ti piacerebbe formare una nuova famiglia? Quanti anni hai? Quaranta? Quarantuno? Gli anni passano, non vorrai mica trascorrere la vecchiaia da solo! 
Ma io ho te.
No. Un imbarazzante silenzio era calato tra i due. Ci ho pensato molto: se non ti sposi con Rafaela, se non la liberi dalla minaccia del convento, torner per la strada.
Ma questo  un ricatto, non  giusto, aveva replicato Hernando, stavolta con un atteggiamento piuttosto serio.
E invece s, certo che  giusto, aveva insistito Miguel mentre scuoteva il capo, le labbra serrate, consapevole dellimportanza delle sue parole.Ti ho spiegato che non voglio nientaltro che salvare quella ragazza. Il Signore sa che se potessi farlo personalmente, se solo ne avessi la possibilit, non mi rivolgerei a te. Puoi anche rifiutarti di sposarla, rispetto la tua scelta, ma se non mi aiuterai non potr continuare a vivere qui.
Ma mi stai chiedendo di sposarmi! 
E allora? Quelli che ti ostini a chiamare fratelli nella fede non vogliono saperne niente di te. Non penserai di sposarti con qualche altra cristiana? Cosa c di male a sposare Rafaela? Avrai trovato una buona moglie, che ti servir, si prender cura di te e ti dar dei figli. Sei ricco, hai una casa, rendite, terre, i cavalli. Perch non vuoi sposarti?
Sono musulmano, Miguel! aveva protestato Hernando.
E allora? A Cordova i matrimoni tra moriscos e cristiane non si contano. Educa i tuoi figli alle due religioni che pretendi di unire, senn per chi avrai lavorato tanto? Per quelli che ti hanno ripudiato e che ti insultano? Dove pensi di andare, verso quale futuro? Sposati con Rafaela e sii felice.
Sii felice. Quelle due parole lo avevano perseguitato per tutto il giorno, prima che si decidesse a bussare alla porta del consigliere. Aveva mai provato a cercare la felicit? Fatima e i bambini lo avevano reso felice. Ma quanto erano lontani quei tempi! Erano passati ben quattordici anni da quando la sua famiglia era stata sterminata, e da allora... Da allora era rimasto solo. Venne colto dalla stessa tristezza che laveva assalito durante lultimo viaggio a Granada, mentre Estudiante brucava lerba sulle rive del Darro e lui era intento a cercare di distinguere in mezzo alla bruma la casa di Isabel. Miguel aveva ragione: a che pro tutto quel lavoro, tutto quello sforzo? Sii felice! Perch no? Rafaela sembrava una brava donna, Miguel ladorava. E se il ragazzo fosse andato via? Se lo avesse abbandonato anche il suo unico amico...
Sposandosi, non avrebbe certo perso nulla! Simmagin la casa piena di bambini che gironzolavano urlanti qua e l, le loro grida che avrebbero rallegrato il suo lavoro in biblioteca. Simmagin a guardarli scorrazzare nel patio, appoggiato al davanzale del portico, come faceva con Francisco e Ins. Quattordici anni! Si sorprese del fatto che pensare a quella eventualit non lo facesse sentire in colpa: Rafaela era cos diversa da Fatima... Non cera amore tra loro, ma ben pochi matrimoni si contraevano per amore. E non cera nemmeno passione, ma solo la possibilit di sfuggire alla malinconica solitudine da cui, doveva riconoscerlo, cos spesso si sentiva invaso. Fu proprio quando immagin degli altri figli che unindefinibile serenit simpossess di lui.
Che cosa vuoi, moro schifoso?
Don Martin Ulloa non aspett un giorno di pi. Quella stessa sera si rec da Hernando, che lo ricevette seduto nel loggiato del suo patio. Il consigliere, chinatosi con fare minaccioso su di lui, spar la domanda senza accettare linvito a sedersi. Al padrone di casa non era sfuggita la spada che portava alla cintola. Miguel li stava ascoltando dietro il portone della scuderia.
Sedetevi, lo invit nuovamente.
Manco per sogno, non sulla sedia di un morisco! 
In tal caso, allontanatevi di qualche passo da questo morisco che tanto vi infastidisce. Il consigliere si ritrasse ed Hernando rest seduto. Voglio la mano di vostra figlia Rafaela.
Era un uomo corpulento, avanti negli anni e dal portamento superbo. I pochi capelli bianchi che aveva in testa e la folta barba bianchiccia contrastavano con limprovvisa vampa che gli color il volto. Don Martin bram qualche incomprensibile insulto, poi scoppi in due fragorose risate e ricominci a imprecare.
Miguel, spaventato, affacci la testa da dietro il portone.
La mano di mia figlia! Come osi proferire il suo nome? Le tue labbra sudicie macchiano il suo onore...
E' il vostro onore, lo interruppe Hernando, minaccioso, quello che si macchier indelebilmente, se il consiglio cittadino viene a sapere dei vostri traffici con i trovatelli. Lonore vostro, 
di vostra moglie, dei vostri figli e dei vostri nipoti... Don Martin fece per impugnare larma. Mi avete preso per un imbecille? In questa citt i moriscos che tanto detestate hanno dato vita a una cultura splendida, e non  certo un caso. Il fatto che il consigliere stesse per sguainare la spada non lo intimor, e continu a parlare. In questo momento, un pubblico notaio custodisce uno scritto sigillato, ment, che racconta nei dettagli cosa fate con gli esposti, includendo i nomi dei bambini e delle persone implicate. Hernando vide che luomo tentennava, mentre il filo della spada brillava fuori dal suo fodero. Se mi uccidete, il vostro futuro non varr una blanca. Ricordate una bambina di nome Elvira? continu, a dimostrazione della fondatezza e del peso delle sue minacce. Il consigliere scosse la testa una sola volta. Avete consegnato quella bambina, neonata, a una balia di nome Juana Chueca. Questa juana la ricorderete di certo, non  vero? Elvira, a sua volta,  stata affidata ad Angustias perch insieme chiedessero lelemosina. La bambina  morta allincirca sei mesi fa, ma niente di tutto ci  stato riportato sui libri della confraternita.
Questo  un problema dellispettore, addusse don Martin.
E voi credete davvero che lispettore si far carico di tutte le colpe? E che le donne e le mendicanti manterranno il segreto sulla vostra partecipazione, o sui soldi che portano a casa vostra di notte? Lindecisione si era ormai dipinta sul volto delluomo. Avete una figlia della quale volete liberarvi rinchiudendola in convento senza dote alcuna. Vale la pena rischiare il vostro onore, e quello della vostra famiglia, per quella figlia?
Come fai a conoscere mia figlia? domand il consigliere, guardandolo con diffidenza. Quando lhai vista?
Non la conosco ma ho sentito parlare di lei. Siamo vicini di casa, don Martin. Meditate sullaccordo che vi propongo: il mio silenzio in cambio di quella figlia che vi  dimpiccio... e la vostra parola donore che cesserete i traffici con i bambini. Posso assicurarvi che prester molta attenzione a questultimo punto! Sono un cristiano nuovo, certo, ma collaboro con larcivescovo di Granada. Prendete. Quando don Martin rinfoder la spada, Hernando gli consegn il lasciapassare emesso dallarcivescovado. Il consigliere, per, non sapeva leggere, ragion 
per cui glielo restitu dopo aver dato unocchiata al sigillo del Capitolo della cattedrale. Con i vostri amici potrete facilmente giustificare una simile decisione. Come sapete ero un protetto del duca di Monterreal.
Peccato che ti abbiano cacciato dal palazzo, borbott don Martin con sarcasmo.
Il duca non lo avrebbe mai fatto, rispose Hernando. Mi doveva la vita. Pensateci, don Martin. Aspetto la vostra risposta per domani sera al massimo. In caso contrario...
E' una minaccia? Il consigliere retrocesse di un passo, la sicurezza ormai sparita dal suo volto.
Ve ne accorgete solo adesso? Da quando siete entrato in casa mia non ho fatto che minacciarvi, replic il morisco con un sorriso cinico.
E se mia figlia non dovesse accettare? mormor laltro tra i denti.
Per il vostro bene e per quello dei vostri figli, fate in modo che non accada.
Hernando mise fine alla discussione e, attento a non dargli mai le spalle, accompagn il consigliere alla porta. Luomo era pensieroso e quando Hernando lo vide raggiungere la soglia barcollante, ebbe la certezza di averla spuntata. Tornato nel patio vide Miguel fermo davanti al portone della scuderia, le lacrime che gli scorrevano lungo le guance: con le mani salde sulle grucce e le gambe penzoloni, non riusciva ad asciugarsele o ad arrestarne il fluire, n ci prov. Era la prima volta, se ne rese conto solo allora, che vedeva piangere lo storpio.
Il matrimonio venne celebrato alla fine di aprile di quello stesso anno. Hernando venne a sapere che Rafaela, dando prova dintelligenza, aveva rifiutato la proposta di suo padre di sposare un morisco: Preferisco entrare in convento! aveva gridato. Se il consigliere don Martin era gi terrorizzato allidea che la vicenda dei trovatelli potesse disonorarlo, il rifiuto di sua figlia lo esasper ulteriormente e le impose la propria volont urlando a squarciagola.
Cos le nozze vennero celebrate senza festeggiamenti e nella massima discrezione; i fratelli della sposa, offesi, non vollero
parteciparvi e, naturalmente, non ci fu nessuna dote. Conclusa la cerimonia, mentre dalla chiesa erano diretti verso casa, Hernando cominci a realizzare il passo che aveva compiuto. Rafaela entr nella sua nuova dimora a testa bassa, senza dire una parola. Un silenzio teso cal sugli sposi novelli. Lui osserv sua moglie, stava tremando... Cosa ci faceva con una ragazzina spaventata, di quasi venticinque anni pi giovane? Sorpreso, si rese conto che anche lui era intimorito: da quanto tempo i suoi incontri amorosi si riducevano a qualche scappata alla mancebia? Sospirando, laccompagn in una stanza separata dalla propria. Rafaela vi entr, rossa in volto, mormorando a bassa voce qualcosa che lui non riusc a capire. Hernando osserv le sue mani: se lera sfregate con una forza tale da graffiarle.
Non pot che cercare rifugio in biblioteca.
Il giorno dopo, Miguel and a parlargli. Balbettante e paonazzo, gli annunci la propria intenzione di lasciare Cordova per andare a vivere nella masseria, dove, cos diceva, avrebbe potuto tenere docchio Toribio, la decina di giumente da riproduzione che l erano stabulate e i nuovi puledri in arrivo. Tuttavia, il vero motivo per cui lo storpio aveva deciso di andarsene era chiaro a entrambi: voleva lasciare campo libero a Hernando e Rafaela. Il suo signore sposandosi aveva esaudito la sua richiesta e non voleva che la propria presenza in casa potesse costituire una barriera per la nuova coppia.
Poich non ci fu modo di convincerlo, il morisco e sua moglie lo guardarono partire. Quando rientrarono in casa, lui si sent stranamente solo; mangi in compagnia di Rafaela, immersi entrambi in un silenzio rotto solo da qualche frase di cortesia, poi torn in biblioteca. Da l pot sentire la ragazza che andava avanti e indietro per la casa, pulendo le varie stanze. Qualche volta gli parve addirittura di sentirla canticchiare una canzone, ma era lei stessa a interrompersi allimprovviso, quasi si fosse pentita di aver fatto rumore.
Giorno dopo giorno, trascorsero cos diverse settimane. Hernando cominciava ad abituarsi alla presenza di sua moglie e lei a sentirsi sempre meglio nella nuova casa: accompagnava Maria al mercato e cucinava per suo marito; quando lui si rinchiudeva 
in biblioteca non osava disturbarlo, n si era mai permessa di domandargli cosa facesse. Lestate diede un po di colore alle pallide guance di Rafaela, che da un timido e sussurrato canticchiare pass a intonare canzoni intere che si udivano per tutta la casa.
Perch a questo puledro metti un morso diverso da quello che usi per questaltro? domand un giorno a Hernando, che stava per uscire a cavallo, lasciandolo di stucco.
Fino a quel giorno non era mai entrata nella scuderia, mentre lui si preparava a montare. Rafaela indic la collezione di ferri appesa alla parete.
Se Hernando solitamente era parco di parole, in quella circostanza, senza rendersene conto e continuando a sellare il puledro, si ritrov a impartire a sua moglie una lezione.
Dipende dalla conformazione della bocca, rispose. Alcuni ce lhanno nera, altri bianca, altri ancora rossa. I migliori sono quelli dalla bocca nera, come questo cavallo:  la pi comune. Fece uno sforzo per imbrigliare lanimale.A quelli come lui, devi mettere dei finimenti ordinari, delicati, corti di redini e di imboccatura... Si ferm per qualche istante alle spalle di Rafaela, ma continu a parlare: Questi morsi devono avere dei filetti, si volt infine verso sua moglie, e un barbozzale grosso e rotondo, spieg concludendo la lezione e guardandola in viso.
Lei gli mostr il pi dolce dei sorrisi.
Come mai ti interessa un argomento del genere? chiese lui.
Per qualche istante rimasero immobili, uno davanti allaltro, poi Hernando le si avvicin, la prese per le spalle e la baci sulle labbra, delicatamente. Un brivido percorse il corpo della ragazza.
Quella stessa sera, mentre cenavano, Hernando la osserv: la ragazza era allegra e gli stava raccontando la storia divertente di qualcosa che aveva visto mentre si recava al mercato. Sorrideva, mostrandogli i denti candidi, e la sua voce era dolce e ingenua. Hernando si sorprese a ridere con lei, per la prima volta da quando erano sposati.
Dopo cena uscirono insieme nel patio; il cielo era pieno di stelle, le rose diffondevano nellaria il loro fragrante profumo e, mentre stavano ammirando insieme il luccichio notturno della volta celeste, lei gli domand sommessamente: Non ne vuoi di figli da me?
Hernando, sorpreso, la squadr da capo a piedi. E tu, ne vuoi? domand a sua volta.
Con quella prima domanda Rafaela doveva aver esaurito tutto il suo coraggio.
S, mormor a testa bassa.
In silenzio raggiunsero la stanza da letto: limmensa timidezza della giovane sembrava contagiosa ed Hernando ag con prudenza, preoccupato di non farle male. Il piacere che cercava con Fatima e anche con Isabel era tuttaltra cosa... Rifuggendo il peccato si accoppiarono alla cristiana: la ragazza stesa sul letto, con indosso una lunga camicia.
Un anno e mezzo dopo, la loro unione fu benedetta dallarrivo del primo figlio: un maschio che chiamarono Juan.
...
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...
62.
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...
Nellanno 1600, don Pedro di Granada Venegas reclam la presenza di Hernando nella sua citt: dopo lapparizione dei primi libri plumbei, Don Pedro, Luna e Castillo ne avevano man mano nascosti altri, facendo s che i cristiani li rinvenissero nelle grotte del monte Valparaiso, ormai ribattezzato dal popolo Sacromonte. Avendo raggiunto quel primo obiettivo, si avvicinava il momento di inviare il vangelo di Barnaba al sultano turco.
Quellanno larcivescovo don Pedro de Castro, trascurando le voci che li volevano falsi, nonch le ingiunzioni di Roma che al fronte di quei ritrovamenti consigliavano prudenza, qualific le ossa e le ceneri rinvenute insieme ai libri plumbei come reliquie autentiche. Finalmente Granada possedeva i resti del suo patrono, san Cecilio, e dei martiri che accompagnarono lapostolo san Giacomo! Finalmente Granada si liberava del giogo di citt moresca e poteva essere accostata a una qualsiasi delle pi importanti sedi della cristianit in Spagna! Granada era tanto cristiana quanto Santiago, Toledo, Tarragona o Siviglia, se non di pi. Proprio l, sul monte sacro, erano stati martirizzati molti uomini santi.
Tuttavia, se larcivescovo de Castro aveva lautorit per dichiarare autentiche le reliquie, non poteva fare altrettanto con i libri plumbei del Sacromonte: attestare la veridicit della dottrina di cui si facevano portatori era di esclusiva competenza di Roma, che ne reclam linvio. Il prelato tuttavia si rifiut di farlo, custodendoli personalmente e adducendo come giustificazione la complessit della loro traduzione, affidata proprio a Luna e Castillo.
Quando Hernando arriv a Granada la situazione era questa: le reliquie erano state dichiarate autentiche, mentre i libri plumbei, nei quali si affermava che quelle reliquie erano di questo o quel santo uomo apostolico, erano ancora oggetto di
studio. Si trattava di problemi formali che non sembravano colpire il fervente popolo granadino n il nuovo re, incoronato due anni prima dopo la lenta, agonica e dolorosa morte di suo padre: Filippo terzo si mostr entusiasta della nuova e cristianissima Granada.
Hernando accorse al Sacromonte accompagnato da don Pedro di Granada, mentre Castillo e Luna non ritennero necessario unirsi a loro. A cavallo e seguiti da due lacch, i due uomini seguirono la carrera del Darro, oltrepassarono puerta de Guadix e iniziarono lascesa del Sacromonte, lungo un sentiero che si snodava da un passaggio sulle vecchie mura dellAlbaicin. Hernando non conosceva quella strada; non visitava Granada da tre anni, ossia da quando aveva finalmente portato ai suoi amici lattesa trascrizione del vangelo di Barnaba, che Luna e Castillo avevano potuto studiare in tranquillit. Daltra parte, dopo la scoperta dei piombi del Sacromonte, linteresse del Capitolo della cattedrale, prima concentrato sui martiri delle Alpujarras, si era spostato ed Hernando era finalmente stato esonerato dal redigere resoconti.
Da quando  comparso il primo libro, afferm don Pedro mentre percorrevano il sentiero in salita, si sono succeduti miracoli e apparizioni. Molti granadini, comprese le monache di un convento, hanno testimoniato davanti allarcivescovo di aver visto con i propri occhi, su quel monte, delle strane luci, perfino delle processioni eteree illuminate da fuochi sacri e dirette alle grotte. Te limmagini? Un intero convento di monache! Hernando scosse la testa e don Pedro percep il significato di quel gesto. Non ci credi? gli domand. Be, senti questa: una bambina storpia si  messa a pregare nelle grotte ed  guarita. La figlia di un ufficiale della Cancelleria, costretta allimmobilit da quattro anni,  stata condotta sul proprio letto fino alle grotte e ne  uscita camminando sui propri piedi: nei documenti di accertamento delle reliquie decine di persone lo hanno testimoniato. Perfino il vescovo dello Yucatan  venuto fin qui dalle Indie per pregare i martiri affinch lo guarissero dallherpes militaris di cui  affetto! Ha detto messa, poi ha impastato un po di terra delle grotte con acqua benedetta, si  applicato limpasto sulle pustole ed  guarito allistante. Un vescovo! E anche lui ha reso testimonianza. Ma i casi di guarigione 
e i miracoli che secondo i fedeli avvengono sul Sacromonte sono molti di pi.
Don Pedro... cominci a dire Hernando con calma.
Osserva, lo interruppe il nobile. Avevano quasi raggiunto la localit sulla collina dove erano ubicate le grotte. Hernando segu la mano di don Pedro, che si mosse nellaria come per inglobare quanto gli si apriva davanti. Questo  il risultato del tuo lavoro.
Un bosco di oltre mille croci circondava il piccolo ingresso della miniera in cui si trovavano le grotte. Tuttintorno minuscole cappelle e gli alloggi dei cappellani, e i pellegrini che vi si ammassavano. I due fermarono i propri cavalli, ma quello fulvo montato da Hernando continu a muoversi inquieto. Il morisco attravers il luogo con lo sguardo, soffermandosi sulle croci e i fedeli inginocchiati al di sotto: alcune erano semplici croci di legno, altre erano di pietra finemente cesellata, alte e immense, montate su grandi piedistalli. Il risultato del mio lavoro, mormor. Quandera andato a Granada per consegnare le prime lamine aveva persino dubitato dei propri sforzi, ma la credulit del popolo superava di gran lunga qualunque errore potesse aver commesso nei suoi scritti.
E' impressionante, disse ammirato, alzando il capo per guardare lestremit della croce che si elevava al suo fianco, molto pi alta di lui.
La maggior parte delle chiese cittadine ha eretto le proprie croci, spieg don Pedro accompagnando lo sguardo di Hernando. Lo hanno fatto anche i conventi, il consiglio cittadino, le confraternite, le scuole e le corporazioni: quelle dei cerai, dei maniscalchi, dei tessitori, dei carpentieri, dei magistrati e dei notai, tutte insomma. Salgono fin qui portando in processione le loro croci, scortati dalle guardie donore al suono di pifferi e timpani, intonando il Te Deum. I pellegrinaggi al Sacromonte sono continui.
Hernando scosse di nuovo la testa. Non ci posso credere.
Tuttavia, prosegu don Pedro, so che Castillo sta avendo
grossi problemi con la traduzione dei libri.
Laltro si stup. Che problemi poteva avere il traduttore?
Larcivescovo controlla personalmente il suo lavoro, spieg 
don Pedro, e quando qualche frase ambigua sembra inclinare verso la dottrina musulmana, la corregge a proprio piacimento. Quelluomo vuole fare di Granada una citt pi santa della stessa Roma, ma alla fine, il giorno in cui il turco render noto il vangelo di Barnaba, la verit risplender: tutti loro, fece un gesto verso la gente, si vedranno obbligati a riconoscere i propri errori.
Hernando si domand se si riferisse al sultano ottomano.
Non credo che dovremmo inviare il vangelo al turco, afferm dun tratto, destando lo sguardo sorpreso di don Pedro. Non credo proprio, insist, i turchi non hanno fatto niente per noi...
Per quanto riguarda il vangelo, lo interruppe il nobile,  una cosa che non riguarda solo noi, ma tutta la comunit musulmana.
Il morisco continu a parlare come se non avesse ascoltato le parole del gentiluomo: Da anni, ormai, i turchi si preoccupano solo dei propri problemi in Oriente, non hanno pi inviato le loro armate nel Mediterraneo a combattere i cristiani. Si dice addirittura che questa tranquillit permetter al nuovo re di Spagna di attaccare Algeri, pare si stia gi muovendo in questa direzione.
Sei stato tu a dire che dovevamo inviarlo al turco! 
S, riconobbe Hernando, ma adesso ritengo che dovremmo essere pi cauti. Mi hai appena confermato che i libri plumbei non sono ancora stati tradotti, giusto? Don Pedro annu. Nei riferimenti al Libro muto si diceva unicamente che la scoperta sarebbe avvenuta attraverso un re arabo e allepoca avevo pensato al turco,  vero, ma pi passa il tempo e pi lo sento lontano da noi. Fra gli arabi, in compenso, figurano diversi re importanti quanto il sultano ottomano, se non di pi: in Persia regna Abbas I e in India Akbar il Grande. In quelle terre ci sono i gesuiti e ho saputo anche che, nonostante sia un musulmano convinto, Akbar  un re conciliante con le religioni presenti nel suo regno. Visto il suo carattere, potrebbe anche essere lui il sovrano adatto a far conoscere la dottrina del vangelo di Barnaba.
Don Pedro medit sulle parole che aveva appena sentito.
Potremmo aspettare che i libri plumbei vengano definitivamente 
tradotti, concesse. Solo allora decideremo a chi mandarlo.
Hernando stava per esprimere la sua approvazione, quando uno dei lacch indic che potevano entrare nelle grotte. La gente apr un varco al passaggio di don Pedro di Granada Venegas, signore di Campotjar e castellano del Generalife. Nel corso della visita allintricata miniera vennero accompagnati da un sacerdote che illuminava con una fiaccola i corridoi lunghi, stretti e bassi che portavano alle diverse grotte, di varie grandezze. Pregarono con finto fervore di fronte agli altari, che erano stati eretti dove erano apparse le ceneri di qualche martire, depositate ora dentro urne di pietra. Il sacerdote, un giovane imbevuto di eccessivo misticismo, spieg a colui che accompagnava il rispettato nobile granadino il contenuto dei libri plumbei, mentre don Pedro osservava con la coda dellocchio le reazioni di Hernando, che li conosceva a memoria. Era stato lui a scriverli! 
I libri e i trattati ritrovati in un secondo tempo, molto pi complessi delle prime lamine qui rinvenute che annunciavano il martirio dei santi, sono in fase di traduzione, sembr volersi scusare il giovane sacerdote nel raggiungere una piccola grotta rotonda. Ma ora, aggiunse di fronte a un uomo che si stava alzando in piedi in quel momento, dopo aver pregato davanti allaltare, vi presento un vostro compaesano di passaggio qui a Granada, il medico cordovese don Martin Fernndez de Molina.
Hernando Ruiz, si present lui, accettando la mano che il medico gli porse.
Dopo aver rivolto un rispettoso saluto al nobile, don Martin si un alla comitiva e tutti insieme conclusero il pellegrinaggio per le grotte, prima di tornare a Granada. Hernando cavalcava davanti agli altri due con passo tranquillo, assorto nei suoi pensieri e affascinato da quanto avevano reso possibile quei sette anni di duro lavoro dedicato allobiettivo che i cristiani rettificassero il proprio giudizio sulla comunit moresca. Sarebbero riusciti a raggiungere il loro scopo? Al momento, poteva solo constatare che i cristiani avevano preso possesso del luogo...
Poi, nel ripercorrere la carrera del Darro, concentr la propria attenzione sul punto in cui si ergeva la villa di Isabel. Don
Pedro aveva evitato qualsiasi commento sulla donna, ma lui non pot che domandarsi cosa ne fosse stato di lei. Si sorprese nellaccorgersi che i suoi ricordi erano confusi, poi tra s e s le augur buona fortuna e prosegu sulla sua strada, come lei stessa gli aveva chiesto molti anni prima. Solo quando vide don Martin fermarsi alla Casa de los Tiros cap che si era perso parte della conversazione tra il medico e don Pedro.
Manger cori noi, gli spieg il nobile mentre i lacch prendevano in consegna i cavalli. Vuole assolutamente conoscere Miguel de Luna e Alonso del Castillo. Gli ho spiegato che, oltre che traduttori, sono anche medici. Don Martin sostiene che a Granada c unepidemia di peste.
A tavola, don Martin rivel loro di trovarsi in citt in qualit di delegato del consiglio della citt di Cordova per indagare sulla veridicit di alcune voci che parlavano di peste. Tutte le grandi citt spagnole si rifiutavano di ammettere ufficialmente lepidemia, finch i morti non si ammucchiavano per le strade. Dichiarare la presenza della malattia implicava limmediato isolamento della citt appestata e la paralisi di qualsiasi scambio commerciale con essa. Perci, nel momento in cui qualche localit destava anche solo il minimo sospetto, i consigli delle altre citt inviavano dei medici di fiducia affinch verificassero in prima persona la veridicit di quanto si raccontava.
Il presidente della Cancelleria granadina, spieg don Martin durante il pranzo, mi ha autorizzato a indagare assicurandomi che la situazione non  grave, che la popolazione sta bene.
Sia Luna sia Castillo si lasciarono sfuggire unesclamazione.
Per distrarre i cittadini il consiglio continua a organizzare feste e balli notturni, riconobbe lultimo dei due, ma gi da qualche tempo si  cominciato a prendere qualche misura contro la peste.
Lo so, ma non si tratta di misure preventive, bens palliative, spieg il dottor Martin Fernndez. Ho visto personalmente le portantine coperte con cui portano fuori gli appestati dalla citt e le squadre di soldati che vigilano le strade. Ho visitato anche lospedale degli appestati e i medici che vi lavorano non fanno che parlare di peste.
Fra non molto, intervenne Miguel de Luna, saranno obbligati a riconoscere ufficialmente lepidemia.
Hernando ascoltava con un interesse non esente da stupore.
Non sarebbe meglio agire subito? domand. Cosa ci si guadagna a negare la realt? E il popolo a rimetterci, e la peste non distingue tra signori e vassalli. Cosa intendete quando parlate di misure palliative? C un modo per prevenire la malattia?
"Parlo di misure palliative, gli rispose il medico cordovese, perch vengono adottate solo in presenza di appestati. Tradizionalmente si credeva che la peste si trasmettesse attraverso laria, sebbene adesso guadagnino terreno alcune teorie che sostengono si propaghi anche con labbigliamento e il contatto personale. Purificare laria e bruciare erbe medicinali in tutti gli angoli della citt  molto importante, ma bisogna preoccuparsi anche della pulizia e invitare la gente a rinchiudersi in casa invece che promuovere feste e ritrovi. Inoltre, le case in cui si  avuto un caso di peste vanno murate e qualsiasi persona presenti un qualunque sintomo va isolata, insieme ai suoi famigliari. Finch non verranno adottate queste misure, si lascer via libera al contagio e alla vera epidemia.
Ma... cerc di intervenire Hernando.
La cosa pi importante, lo interruppe don Martin mentre Luna e Castillo annuivano, immaginando quanto stava per aggiungere,  chiudere la citt, affinch lepidemia non si estenda ad altri luoghi.
Granada capitol in breve e la peste giunse a Cordova lanno successivo, nella primavera del 1601. Nonostante linconfutabile resoconto presentato da Martin Fernndez de Molina, dove il medico esponeva il negligente comportamento delle autorit granadine, il consiglio della citt califfale ag esattamente come quello dellAlhambra: da una parte proibiva le vendite allasta o gli affari con i rigattieri, e portava i letti dei malati fuori dalle mura per bruciarli, dallaltra lasciava che gli otto medici municipali sottoscrivessero un atto che dichiarava Cordova libera dalla peste e da qualsiasi malattia contagiosa degna di considerazione.
Hernando aveva due bellissimi figli, Juan, di quattro anni, e
Rosa, di due, che gli avevano cambiato la vita e che lui adorava. Sii felice, ricordava a se stesso notte dopo notte nel guardarli dormire. La sola idea di perdere nuovamente la sua famiglia lo terrorizzava, cos quando era tornato da Granada si era rifornito di quanto occorreva loro per potersi asserragliare in casa tutti i mesi che fosse stato necessario. Non appena venne a sapere che la peste stava devastando la vicina Ecija mand a chiamare Miguel, che viveva nella masseria con i cavalli; in un primo momento il ragazzo rifiut linvito, adducendo come scusa il lavoro, ma infine dovette cedere: Hernando and a cercarlo di persona e lo obblig a tornare con lui nella casa di Cordova, incurante delle sue proteste.
C molto da fare qui, signore, insist lo storpio, indicando giumente e puledri.
Hernando scosse il capo. Miguel aveva fatto un bel lavoro: Volador era morto molti anni prima e lo storpio si era mosso con labilit che lo caratterizzava per procurarsi altri buoni stalloni con cui far accoppiare le loro giumente. Per regia ordinanza, lallevamento dei cavalli era controllato dai podest delle localit in cui le mandrie equine erano stabulate. Nessun cavallo andaluso poteva superare il fiume Tajo ed essere venduto nelle terre di Castiglia, e solo buoni stalloni, debitamente registrati, potevano montare le giumente. Miguel aveva ottenuto che gli animali provenienti dalle stalle di Hernando avessero ottime quotazioni sul mercato.
Il morisco intuiva quali fossero i timori del suo amico e decise che, fintanto che fosse vissuto con loro, si sarebbe mostrato pi freddo nei confronti di Rafaela. In quel periodo, la convivenza tra i due coniugi era stata piuttosto tranquilla; a poco a poco si erano conosciuti: Hernando aveva trovato in lei una compagna dolce e discreta, Rafaela, in lui, un uomo sollecito e garbato, tuttaltro che opprimente e anche molto pi colto di suo padre e dei suoi fratelli. La nascita dei bambini, poi, laveva immersa nella felicit pi completa. La maternit laveva trasformata in una donna dalle forme pi femminili, e in ci che Miguel aveva predetto allamico: una buona moglie e una madre eccellente.
Fu cos che dovettero barricarsi tutti insieme nella casa cordovese, mentre un fal di erbe medicinali rimaneva perennemente 
acceso nel patio. Uscivano giusto di domenica, per andare a messa. In quelle occasioni Hernando, soffocando le imprecazioni motivate dalla constatazione che la Chiesa continuava a chiamare a raccolta la popolazione, per la messa o le processioni di supplica, aveva modo di verificare atterrito gli effetti della malattia sulla citt: i negozi erano chiusi e le attivit economiche bloccate; i fal di erbe medicinali bruciavano in prossimit dei piccoli retablo e degli altarini collocati per strada, di fronte alle chiese e ai conventi; gli accessi di numerose strade, quelle in cui cerano stati parecchi casi di contagio, erano stati murati; intere famiglie erano espulse dalla citt, mentre il parente malato veniva portato allOspedale di San Lzaro e gli abiti di tutti i familiari bruciati; infine, donne sane e un tempo oneste, il cui onore impediva loro di chiedere lelemosina per strada, offrivano al miglior offerente il proprio corpo per ricavarne qualche soldo grazie al quale alimentare mariti e figli.
E' assurdo! sussurr Hernando a Miguel, una domenica in cui incrociarono una di quelle donne. Possono fare le prostitute, ma non le mendicanti. Come fanno i loro mariti ad accettare quei soldi?
Ne va del loro onore, gli rispose lo storpio. Di questi tempi, le confraternite che badano ai poveri bisognosi sospendono le loro attivit.
Secondo la vera religione, afferm Hernando abbassando ulteriormente il tono di voce, ricevere lelemosina non vuol dire umiliarsi, in nessun modo. La comunit musulmana  solidale. Il Corano dice fate la preghiera e date lelemosina.
Ma la Chiesa non era lunica a sfidare la malattia, chiamando a raccolta i fedeli. Lo stesso consiglio cittadino, di fronte allo sconforto del popolo e disattendendo qualsiasi ammonimento, aveva organizzato una serie di giochi taurini in plaza de la Corredera nel momento pi virulento dellepidemia. N Hernando n Miguel assistettero allo spettacolo offerto da due dei figli di Volador, che qualche tempo prima avevano venduto: si dimostrarono abilissimi nello schivare le corna dei tori guadagnandosi le acclamazioni di un pubblico che, per quanto si stesse momentaneamente distraendo dalle proprie pene, sembrava incapace di capire che riunirsi e stare a contatto gli uni con gli altri non poteva se non aggravarle.
Dal canto suo, Miguel durante quei mesi di reclusione si dedic ai bambini, evitando anche solo la possibilit di guardare Rafaela, che daltra parte agiva con prudenza e discrezione. Rinchiuso in casa, nelle lunghe serate di noia lo storpio si rifugiava nelle sue storie facendo ridere il piccolo Juan con le sue smorfie.
Perch non mi insegni a far di conto? chiese un giorno a Hernando, che viveva pressoch recluso nella sua biblioteca.
Gli anni dedicati alla stesura dei libri plumbei avevano risvegliato in lui uninsaziabile sete di imparare, che cercava di colmare con letture sui temi pi diversi, sempre con un unico obiettivo: trovare qualcosa che potesse tornare utile allintento di far convivere pacificamente entrambe le culture. I suoi amici di Granada gli fornivano di buon grado tutti i libri che avevano a disposizione e che potevano risvegliare il suo interesse.
Hernando cap le ragioni che si nascondevano dietro la richiesta di Miguel e decise di acconsentire, ragione per cui tra numeri, addizioni e sottrazioni anche lo storpio fin col rinchiudersi tutto il giorno in biblioteca. In questo modo, mentre lepidemia decimava la popolazione di Cordova, superarono il disagio che quella reclusione comportava.
Don Martin Ulloa fu una delle vittime. I consiglieri di ogni parrocchia avevano lobbligo di tenere sotto controllo le case che vi facevano capo, di verificare se vi fossero casi di peste e, nelleventualit, di far ricoverare lappestato nellOspedale di San Lzaro ed espellerne la famiglia dalla citt. Don Martin si era presentato pi di una volta in casa di Hernando e Rafaela, chiedendo al medico che lo accompagnava di sottoporli a esami inutili e molto pi approfonditi di quelli a cui sottometteva gli altri parrocchiani; del morisco non aveva pi paura, il traffico dei trovatelli era acqua passata e quella storia non poteva interessare pi nessuno. Il consigliere ardeva dal desiderio di trovare anche il pi insignificante dei sintomi della malattia in uno di loro, fosse pure sua figlia.
Un bel giorno, per, Hernando si sorprese nel trovarsi davanti alla soglia di casa la moglie del consigliere, donna Catalina, in compagnia del fratello minore di Rafaela.
Lasciaci entrare, pretese la donna.
Lui la squadr da capo a piedi. Donna Catalina tremava
sfregandosi le mani, il volto contratto.
Ho lobbligo di far entrare vostro marito, non voi.Te lo ordino! 
Avviser vostra figlia, prefer rispondere Hernando, convinto che solo qualcosa di grave poteva giustificare il fatto che quella donna si umiliasse a bussare alla loro porta.
Dallingresso, Hernando e Miguel ascoltarono la conversazione fra Rafaela e sua madre.
Ci cacceranno da Cordova, singhiozzava donna Catalina, dopo aver comunicato a sua figlia che il padre aveva contratto la malattia mortale. Cosa faremo? Dove andremo? La peste ha invaso il circondario. Permettici di rifugiarci nella tua casa, la nostra verr chiusa ma se veniamo da te nessuno lo sapr. Il tuo fratello maggiore, Gil, diventer il nuovo consigliere della parrocchia, come gli spetta. Lui manterr il segreto sul fatto che ci troviamo qui.
Hernando e Miguel si guardarono sorpresi nelludire la voce di Rafaela che rompeva il silenzio.
Madre, per tutto questo tempo non sei venuta a trovarci, non ti sei preoccupata neanche di conoscere i tuoi nipoti.
La donna non rispose. Rafaela continu a parlare, con voce ferma e chiara.
E adesso pretenderesti di vivere con noi. Perch non vai a casa di Gil? Sono certa che l ti troverai molto meglio...
Per tutti i santi! insist la donna indignata, il tono brusco. Come ti permetti! Ti sto chiedendo... sono tua madre! Abbi misericordia.
O magari ci hai gi provato? prosegu la figlia, senza prestare ascolto alle proteste. Donna Catalina tacque. Ma certo, madre, verresti in questa casa solo se non avessi unalternativa. Spiegami un po, forse mio fratello ha paura del contagio?
La madre balbett una risposta. La voce di Rafaela si alz di nuovo chiara e ferma.
Credi davvero che metterei in pericolo la mia famiglia?
La tua famiglia? La donna sbott sprezzante. Un morisco...
Forse per la prima volta nella sua vita, Rafaela alz la voce con sua madre: Fuori da questa casa! 
Hernando sospir, soddisfatto. Miguel si lasci scappare un sorriso. Poi videro passare la giovane davanti a loro: in silenzio si stava dirigendo verso il patio, la schiena dritta, mentre dalla strada giungevano le suppliche e i singhiozzi di sua madre.
Il morisco e la sua famiglia superarono la peste. Come molti altri cordovesi, donna Catalina, sfibrata e ancora carica dira contro Hernando e Rafaela, torn in citt non appena venne dichiarata libera dallepidemia e le sue tredici porte furono aperte.
Mentre una marea di gente le attraversava facendo ritorno alle proprie case, Miguel si affrett a tornare alla masseria dopo un rapido e balbettante congedo. La peste aveva ucciso pi di seimila persone.
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63.
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Camino de Toga, regno di Valenza, 1604.
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Per quel viaggio verso il borgo di Toga, situato a nord di Segorbe e incastonato in una valle dietro la sierra di Espadn, con una prima tappa a Jarafuel, Hernando scelse un magnifico puledro fulvo di quattro anni che, facendo onore al proprio manto di fuoco, trottava pi che andare al passo e doveva essere continuamente frenato. Il cavallo manteneva il collo lungo e superbo, da esemplare di pura razza spagnola, sempre diritto, sbuffava persino alle farfalle e si spaventava per gli insetti che gli svolazzavano intorno, le orecchie sempre tese e attente.
Erano trascorsi nove anni dalla sua ultima visita ed Hernando trov Munir, il faqih, prematuramente invecchiato: in quelle terre della sierra valenzana la vita era molto dura, soprattutto per chi si impegnava a mantenere vive credenze sempre pi minacciate. I due uomini si abbracciarono e poi si guardarono a lungo. Accomodati per terra su delle semplici stuoie, nel corso della frugale cena che la moglie del faqih serv loro, parlarono della riunione che si sarebbe tenuta nel piccolo e nascosto borgo di Toga, a diversi giorni di distanza da Jarafuel e abitato principalmente da moriscos, come quasi tutti i paesi della zona. A Toga si sarebbe discusso il tentativo di ribellione pi serio che fosse stato ordito dopo la rivolta delle Alpujarras: stavolta, a quanto si diceva, nellorganizzazione era implicato persino Enrico quarto di Francia e lo era stata anche Elisabetta I dInghilterra, morta di recente.
La ribellione si andava tramando da tre anni. Don Pedro, Castillo e Luna avevano pregato Hernando di partecipare insieme a Munir alla riunione che avrebbe rappresentato il culmine di quei lunghi negoziati. I tre sentivano che il piano dei libri plumbei era vicino al successo, il processo che doveva decretarne lautenticit non poteva tardare pi molto e una nuova sollevazione avrebbe mandato allaria tutti i loro sforzi.
Il faqih di Jarafuel non fatic a capire gli argomenti che Hernando gli aveva esposto in merito.
In qualsiasi caso, addusse tuttavia, fra poco saranno trascorsi dieci anni dallapparizione dei piombi del Sacromonte e riconoscerai anche tu che non abbiamo ottenuto nulla. Senza lapprovazione di Roma non valgono niente. Questa  la realt. Al contrario, la situazione dei nostri fratelli in questi regni  peggiorata in modo significativo: fra Bleda continua a reclamare con insistenza la nostra pi completa distruzione, con qualsiasi mezzo. La severit di questo domenicano  tale che perfino il grande inquisitore, il grande inquisitore in persona! gli ha intimato di non esporre opinioni sui moriscos. Purtroppo per il frate continua a rivolgersi a Roma, e l il papa lo ascolta. Come se non bastasse, c stato un cambiamento di rotta da parte dellarcivescovo di Valenza, Juan de Ribera.
Munir fece una pausa. Il suo volto, pi rugoso di quanto non avrebbe dovuto per let, esprimeva una sincera preoccupazione.
Fino a poco tempo fa, prosegu il faqih, Ribera era solo un fervente fautore dellevangelizzazione del nostro popolo, tanto che arriv a pagare di tasca propria i parroci che dovevano portare a compimento il suo mandato. Questo ci avvantaggiava: i sacerdoti che arrivavano fin qui erano solo una banda di ladroni ignoranti che di noi non si preoccupavano minimamente; gli bastava che andassimo a mangiare la torta tutte le domeniche perch si sentissero soddisfatti. Lunica chiesa di tutta la valle di Cofrentes  questa, quella di Jarafuel, e non  nemmeno una chiesa:  la vecchia moschea! Dopo i vani sforzi di tutti questi anni e dopo aver investito una fortuna, Ribera ha cambiato idea e ha gi mandato un memoriale al re nel quale propone che tutti i moriscos vengano ridotti in schiavit, destinati alle galee o condannati a lavorare nelle miniere delle Indie. Sostiene che Dio gradir questa decisione e che, pertanto, il re potr prenderla senza nessuno scrupolo di coscienza. Ha usato esattamente queste parole.
Hernando scosse il capo. Munir annu con gravit.
Il frate non mi preoccupa, ce ne sono molti come lui, ma Ribera s. Non  solo vescovo di Valenza e patriarca dAntiochia: , soprattutto, capitano generale del regno di Valenza. E'
un uomo molto influente nel circolo del re e del duca di Lerma.
Il faqih fece unaltra lunga pausa, come se avesse bisogno di riflettere prima di continuare a parlare.
Hernando, come sai ho approvato il vostro piano dei libri plumbei, ma non fatico a capire il popolo, che teme stia per arrivare il giorno in cui il re e il suo consiglio adotteranno qualcuna di quelle drastiche misure delle quali tanto si parla. Di fronte a ci ci resta ununica possibilit: la guerra.
Dopo la rivolta delle Alpujarras ho saputo di diversi tentativi di ribellione, alcuni davvero assurdi, e comunque tutti falliti. Hernando non era disposto a cedere. Unaltra guerra? Altri morti? Non ne avevano abbastanza? Questa in cosa si differenzierebbe?
In tutto, rispose deciso il faqih. Abbiamo promesso... Nel vedere che laltro aggrottava la fronte, Munir chiar: S, mi ci metto anche io, la approvo, te lho gi detto. E' una guerra santa, afferm con solennit.Abbiamo promesso che se i francesi invadono questo regno, li aiuteremo con un esercito di ottantamila musulmani e consegneremo loro tre citt, Valenza compresa.
E... i francesi vi credono?
Lo faranno. A garanzia della nostra parola daremo loro centoventimila ducati.
Centoventimila ducati! esclam Hernando. Esattamente.
Ma  una cifra folle. Come... chi vi ha dato una somma del genere?
Hernando ricordava le gravi difficolt sofferte dalla comunit moresca per fare fronte alle gabelle con cui i Re Cattolici, gli stessi che poi volevano ucciderli, li vessavano. Dopo la sconfitta dellInvincibile Armata erano stati obbligati, in modo garbato come recitavano i documenti, a pagare duecentomila ducati; erano stati obbligati a versare lo stesso ammontare anche dopo il sacco di Cadice da parte degli inglesi, oltre a uninfinit di tributi speciali che i cristiani non si erano mai fatti scrupolo di esigere da loro. Come potevano, adesso, far fronte a un esborso cos consistente?
Loro stessi, rise il faqih intuendo i dubbi del suo amico.
Loro? domand Hernando, stranito. A chi ti riferisci?
Ai cristiani. A pagare sar il re in persona: Filippo. Hernando gli rivolse un gesto interrogativo, affinch si spiegasse.Nonostante le enormi ricchezze provenienti dalle Indie e le tasse pagate dai contribuenti, le casse del regno sono in bancarotta. Filippo secondo ha sospeso i pagamenti in diverse occasioni e suo figlio Filippo terzo non tarder a fare altrettanto.
Appunto! Se sappiamo che il re non ha soldi, come potr sborsare centoventimila ducati? Anche ammesso che... E' assurdo! 
Un po di pazienza, lo preg il faqih. La situazione finanziaria in cui versava ha portato Filippo secondo a peggiorare la lega del biglione utilizzata per coniare le monete. Hernando annu: come tutti gli abitanti dei regni di Spagna, anche lui aveva sofferto la decisione del monarca. Da una lega pi pura, con quattro o sei grani dargento per moneta,  passato a batterne una con un solo grano.
La gente si  lamentata, ricord Hernando, perch si vedeva obbligata a scambiare monete con diversi grani dargento con monete che non ne avevano, il cui valore sul mercato per era identico! Per ogni biglione si perdevano tre grani dargento, se non di pi.
Esattamente. I forzieri del regno hanno incassato le monete pi vecchie, ottenendo con questo stratagemma importanti benefici, ma i consiglieri non avevano previsto leffetto di questa manovra sulla fiducia che il popolo riponeva nella propria moneta, soprattutto negli spiccioli, quelli pi utilizzati. Due anni fa suo figlio, Filippo terzo, ha deciso che il biglione fosse privato anche di quellunico grano dargento e ha ordinato che fosse composto- esclusivamente di rame. A questo punto, mancando di titolo, le monete non portano nemmeno il marchio della zecca che le ha battute. E noi siamo davvero stufi di batter moneta falsa! disse sorridendo Munir. Binilit  morto, ma nella sua bottega quello che era stato il suo apprendista non crea pi gioielli moreschi, si limita a falsificare monete in continuazione. E come lui fanno molti altri. Oggi non  pi necessario che le monete siano di rame, vengono accettate anche quelle di piombo e persino le teste dei chiodi rozzamente sbalzate con qualcosa che possa assomigliare a un castello o a un
leone su ognuna delle due facce. Ogni quaranta monete false, i cristiani ci danno fino a dieci reali dargento! Si calcola che nel regno di Valenza stiano circolando centinaia di migliaia di ducati falsi.
Come mai i cristiani non se le falsificano da soli? domand Hernando, che pure aveva intuito la risposta.
Per paura delle pene che vengono inflitte ai falsari e perch non possiedono officine segrete. Munir sorrise. Ma la vera ragione  la pigrizia: c da lavorare e questo, come sai,  un aspetto che disturba anche il pi umile degli artigiani cristiani.
Per perch la gente e i commercianti stessi accettano questi soldi, se sanno che sono falsi? continu a domandare Hernando, incuriosito. Sapeva che Rafaela si preoccupava di verificare che gli spiccioli con i quali faceva acquisti fossero autentici, bench a Cordova la moneta falsa non fosse tanto diffusa quanto i racconti del faqih lasciavano intendere.
Per loro fa lo stesso, spieg Munir. A questo mi riferivo prima: da quando Filippo secondo ha rubato loro tre grani dargento per ogni biglione, diffidano della moneta. Con la comparsa di quella falsa tutti credono di guadagnarci: se lo fa il re, perch non dovrebbero cominciare loro per primi? E' semplicemente una prassi accettata, quasi un nuovo sistema di cambio. Lunico problema  che i prezzi salgono, ma noi moriscos non ne risentiamo quanto i cristiani: non spendiamo come loro, i nostri bisogni sono molto pi contenuti.
E i centoventimila ducati li avete ottenuti in questo modo? Hernando era davvero meravigliato da queste rivelazioni.
In gran parte s, afferm il faqih con un sorriso soddisfatto. Laltra parte c arrivata in aiuto dalla Berberia, da tutti i nostri fratelli che negli anni si sono stabiliti l e condividono le nostre speranze di riconquistare le terre che ci appartengono.
Avevano ormai consumato la parca cena servita loro dalla moglie di Munir. Il faqih si alz e lo invit ad accompagnarlo nellorto retrostante la casa, dove la luna e un limpido cielo stellato incoronavano la Muela de Cortes offrendo loro un panorama spettacolare.
Ma dimmi di te, lo invit Munir mentre lo guidava. Ora conosci le mie intenzioni: lottare e vincere... o morire nel nome di Allah. Sono consapevole del fatto che tu non le condividi. 
Il faqih si appoggi allo steccato che chiudeva lorto, situato in cima alla collina su cui sorgeva Jarafuel, con la valle ai loro piedi e la Muela davanti. Che ne  stato della tua vita dallultima volta che ci siamo visti? domand nel vedere che Hernando si sistemava al suo fianco.
Il morisco rivolse lo sguardo al cielo e avvert il freddo dellinverno sul suo volto, poi cominci a raccontargli quanto era accaduto da quando era tornato a-Cordova, dopo aver consegnato i primi scritti plumbei a Granada.
Ti sei sposato con una cristiana? lo interruppe Munir quando gli raccont di Rafaela, ma non cera tono di rimprovero nella sua domanda.
Entrambi continuavano a guardare lo spettacolo che gli si offriva davanti: due figure ritagliate nella notte, contro lo steccato, sole.
Sono felice, Munir. Ho nuovamente una famiglia e due bei figli, rispose Hernando. Posso provvedere senza difficolt ai nostri bisogni. Vado a cavallo e domo puledri che sono molto apprezzati sul mercato. Parlava con calma. Il resto della giornata lo dedico alla calligrafia e allo studio dei miei libri. Credo che la serenit regalatami da questa nuova situazione mi permetta di unirmi a Dio nellesatto istante in cui intingo il calamo nellinchiostro e lo faccio scivolare sulla carta. Le mie lettere sorgono con una fluidit e una perfezione che poche volte ero riuscito a ottenere prima. Sto scrivendo quello che diventer un bellissimo esemplare del Corano: i caratteri fluiscono ben proporzionati tra di loro e mi diverto a colorare i segni diacritici. Vado anche a pregare nellantica moschea, davanti al mihrah dei califfi. Sai, quando mi ci metto davanti e sussurro le nostre preghiere, mi succede qualcosa d simile allo spettacolo che ci offre questa notte: come adesso che il firmamento sta brillando davanti a noi, vedo rifulgere davanti ai miei occhi i bagliori delloro e dei marmi con i quali quel luogo sacro  stato costruito. E poi s, mi sono sposato con una cristiana. Mia moglie... Rafaela  dolce, buona, discreta nonch una madre eccellente.
In quel momento lo sguardo di Hernando si perse nel cielo stellato. Limmagine di Rafaela si present nella sua mente. Quella giovane magra e timorosa era ormai una donna: dopo la
nascita dei figli i suoi seni erano diventati pi generosi, i suoi fianchi pi ampi. Munir non volle interrompere i pensieri del lamico, aveva intuito che erano diretti alla donna che sembrava averne conquistato il cuore.
E poi ci sono i bambini, aggiunse Hernando con un sorriso. Sono tutta la mia vita, Munir. Ho trascorso molto tempo, pi di quattordici anni, senza udire la risata di un bimbo, senza sentire il contatto di quella mano fragile in cerca di protezione fra le tue, senza vedere nei suoi occhi, innocenti e sinceri, tutto ci che non osa o non sa come dire. Il volto di un bambino  la pi bella delle poesie.
Abbiamo sofferto molto quando  morto il nostro terzo figlio, che non aveva nemmeno imparato a camminare. Ne ho gi persi due, come sai, ma questo si  spento tra le mie braccia senza che potessi fare nulla per evitarlo. Ho avvertito un immenso vuoto: perch mai Allah si portava via quellessere innocente? Perch mi puniva unaltra volta con durezza? Non era il primo figlio che mi veniva strappato via crudelmente, ma Rafaela... n uscita distrutta. Ho dovuto essere forte per lei, Munir, e anche se una parte di me  morta con quel bambino, mi sono visto obbligato a dimostrare la forza che non avevo per aiutare mia moglie a superare il trauma. Dopo quellevento lei non riusciva pi a rimanere incinta, ma adesso Allah ci ha benedetto: aspettiamo un altro figlio! 
Lo sguardo di Hernando torn a perdersi .nel cielo stellato. Lui e Rafaela avevano sofferto molto durante lagonia del piccolo, ognuno intento a pregare in silenzio il proprio Dio. Erano rimasti al suo fianco fino allultimo, fino a quando il loro terzo figlio non aveva esalato lestremo respiro. Insieme lavevano pianto; insieme lavevano sepolto, secondo il rito cristiano, nella disperazione pi assoluta; insieme erano tornati a casa, sostenendosi luna con laltro. Quando infine si erano ritrovati da soli, Rafaela, in lacrime, era crollata. Era passato molto tempo prima che Hernando ritornasse a vedere il suo sorriso, a sentire i suoi canti per la casa. Ma, a poco a poco, gli altri due bambini e il sostegno del marito erano riusciti a far s che sul suo volto tornasse lallegria. Hernando ricord quei tristi mesi con dolore ma anche con intimo orgoglio: insieme avevano superato quella disgrazia e la loro unione, che allinizio poggiava
su una base debole, ne era uscita rafforzata. Solo due cose non erano cambiate da quel principio freddo e lontano: Rafaela aveva continuato a rispettare la biblioteca, dove sapeva che lui scriveva in arabo; Hernando, nonostante la decisione di dormire insieme, rispettava le convinzioni di sua moglie e quando avevano rapporti sessuali non cercava mai di indurla a peccare. Tuttavia, si era stupito nello scoprire unaltra forma di piacere: quello derivato dallamore con cui lei lo accoglieva di notte, un amore silenzioso, sereno, spassionato ed estraneo al godimento della carne, quasi che entrambi simpegnassero a far s che niente e nessuno deturpasse la bellezza della loro unione.
E, dimmi, i bambini li educhi alla vera fede? Tua moglie sa delle tue credenze? sinteress Munir.
S, lo sa, rispose. E' una lunga storia... Miguel, lo storpio che ha ordito il nostro matrimonio, glielo aveva confessato in precedenza. Lei...  di poche parole, ma ci capiamo con lo sguardo, e quando prego davanti al mihrab della moschea mi rimane accanto come se sapesse perfettamente cosa sto facendo, sa che sto pregando lunico Dio. Quanto ai bambini, il maggiore ha solo sette anni: non sono ancora capaci di fingere, correrebbero il rischio di farsi scoprire in pubblico. Un precettore viene in casa a educarli e io, per ora, mi accontento di raccontare loro le storie e le leggende del nostro popolo.
Credi che Rafaela ti permetter di educarli nella nostra fede, quando arriver il momento? domand il faqih.
Hernando sospir.
Credo... sono sicuro che siamo giunti a un tacito accordo. Lei prega insieme a loro, e io gli racconto la storia del Profeta. Mi piacerebbe... sinterruppe. Non sapeva se il faqih fosse in grado di capire qual era il suo sogno: educare i suoi figli alla conoscenza delle due culture, nel rispetto e nella tolleranza. Prefer non proseguire. Sono certo che lo far.
Allora  una brava donna.
Continuarono a chiacchierare sotto il cielo stellato per diverso tempo, approfittando delle poche pause della loro conversazione per respirare laria della splendida notte che li circondava.
Quando mancavano tre giorni al Natale del 1604, sessantotto rappresentanti delle comunit moresche dei regni di Valenza e Aragona si diedero appuntamento nella radura di un bosco sul fiume Mijares, vicino al piccolo e appartato borgo di Toga. Con loro cerano anche una decina di barbareschi e un nobile francese chiamato Panissault, delegato del duca de La Force, maresciallo del re Enrico quarto di Francia. Sul fare della notte, dopo aver superato la vigilanza di alcuni uomini che erano di vedetta nei dintorni del borgo, Hernando giunse a Toga insieme a Munir, che partecipava alla riunione in rappresentanza dei moriscos della valle di Cofrentes. Per non sollevare sospetti Hernando lasci il proprio cavallo a Jarafuel e, come il faqih, percorse il tragitto a dorso di mulo. Nei sette giorni che impiegarono ad arrivare, lui e Munir intrattennero intense conversazioni, grazie alle quali approfondirono la loro amicizia.
Il fulgore di vari fal illuminava tenuemente la radura del bosco. Se da una parte negli uomini che si muovevano tra i fuochi cera un palpabile nervosismo, era altrettanto forte la loro risolutezza. Dopo aver salutato alcuni degli altri capi moreschi, Hernando percep nellaria la ferma determinazione di tutti i presenti: avrebbero portato avanti il loro piano di rivolta.
Che ne sarebbe stato dei loro sforzi con i libri plumbei? si domand nel sentire gli infiammati giuramenti di guerra senza piet sulla bocca dei delegati mori. Ormai sui turchi non si poteva pi contare, gli aveva spiegato Munir lungo il cammino; al massimo, potevano aspirare a ottenere qualche aiuto dai barbareschi oltre lo stretto. I piombi del Sacromonte avrebbero finito col dare dei risultati, si diceva Hernando fra s e s; era vicino il momento in cui il re destinato a renderlo noto avrebbe ricevuto una copia del vangelo di Barnaba. Era quanto sostenevano don Pedro, Luna e Castillo, ma quelle genti non sembravano disposte ad aspettare oltre. Si sedette per terra, vicino a Munir, fra i delegati. Di fronte a loro, in piedi, cerano il nobile francese Panissault, travestito da commerciante, e Miguel Alamin, il morisco che per due anni aveva gestito il negoziato con i francesi culminato in quella riunione. Qual era la strada giusta? Chi aveva ragione? Hernando non smise di chiederselo mentre Alamin presentava il francese. Da una parte cera un nobile granadino strettamente legato ai cristiani, due
medici traduttori dallarabo e lui, un semplice morisco di Cordova; dallaltra cerano i rappresentanti della maggior parte delle comunit moresche dei regni di Valenza e Aragona, decisi a muovere guerra. Una guerra! Ricord la sua infanzia e la rivolta delle Alpujarras, laiuto esterno tanto atteso che non era mai arrivato, e lumiliante e dolorosa sconfitta. Cosa avrebbe detto Hamid di quella nuova risoluzione violenta? E Fatima, quale sarebbe stata la posizione di Fatima? Mentre le urla dei capi mori, impegnati in unaccesa discussione, colpivano le sue orecchie, sprofond nella malinconia. Tanti sforzi e tanti sacrifici per arrivare a unaltra guerra! Non faticava a capire la ragione di coloro che difendevano appassionatamente il bisogno di impugnare le armi, ma qualcosa gli diceva che, una volta ancora, non era quella la soluzione. Forse sono invecchiato, pens Hernando. Forse la vita pacifica che conduco adesso mi ha indebolito... Tuttavia, nel proprio intimo, qualcosa continuava a dirgli che tanta violenza non sarebbe servita a nulla.
LInquisizione ci prosciuga! sent un morisco gridare alle sue spalle.
Era vero, anche Munir glielo aveva spiegato durante il lungo viaggio verso Toga. A Cordova non succedeva, ma in quelle terre popolate da moriscos erano cos tanti i peccati commessi, anche solo a livello teorico, dai cristiani nuovi, che lInquisizione incassava le ammende in anticipo e ogni comunit era obbligata a versare annualmente un certo ammontare al Santo Uffizio.
I signori fanno lo stesso! grid un altro.
Vogliono ucciderci tutti! 
Castrarci! 
Renderci schiavi! 
Le urla si succedevano, sempre pi forti, sempre pi cariche di collera.
Hernando abbass lo sguardo a terra. Doveva riconoscere che era tutto vero, avevano ragione! La gente faticava a tirare avanti e il futuro... Quale futuro attendeva i figli di quegli uomini? Di fronte a tutto ci, lui, Hernando Ruiz da Juviles, si rifugiava nella sua biblioteca, vivendo nellagio e nella comodit, ingenuamente impegnato a minare le basi della religione cristiana cercando risposte nei libri! 
Trem nel venire a conoscenza del piano che, dopo ardue discussioni, i presenti avevano definito: la notte di gioved santo del 1605 i moriscos di Valenza si sarebbero sollevati, appiccando il fuoco nelle chiese per richiamare lattenzione dei cristiani. Al contempo Enrico quarto avrebbe mandato una flotta nel porto del Grao. Per ogni dove, frattanto, i capi delle comunit avrebbero invitato le proprie genti a impugnare le armi. E se il re francese non avesse mantenuto i patti, come non lo avevano fatto i moriscos dellAlbaicin di Granada ai tempi della rivolta delle Alpujarras? In quel caso i moriscos avrebbero affrontato da soli, una volta di pi, lira dei cristiani per aver profanato le loro chiese. Era gi successo molti anni prima. Stavano mettendo il loro futuro nelle mani di un re cristiano: un nemico della Spagna, certo, ma pur sempre cristiano! Quanti di coloro che adesso stavano discutendo avevano vissuto la guerra delle Alpujarras? Avrebbe voluto dire la sua, ma le urla erano assordanti; persino Munir, il braccio alzato verso il cielo, acclamava a gran voce la guerra santa.
Allah Akbar! 
Il grido, unanime, riecheggi nel bosco.
I presenti procedettero allora alla nomina del re dei moriscos, eleggendo Luis Asquer, del villaggio di Alaqus. Il nuovo monarca, cui venne fatto indossare un mantello rosso, si prepar a prestare giuramento con la spada in pugno, come volevano le usanze. Gli uomini, che si erano alzati e avevano fatto circolo intorno a lui, lo acclamarono: la decisione era stata presa, la guerra ormai era inevitabile. Vincere o morire! Hernando si separ dal gruppo e, lasciandosi alle spalle le grida di giubilo e il clamore, ricord tutte le volte che aveva sentito quelle urla nelle Alpujarras...
Di colpo sent un forte colpo alla nuca, credette che la testa gli sarebbe esplosa e fu sul punto di svenire. Nonostante lo stordimento, sent che vari uomini lo stavano prendendo per le braccia per trascinarlo oltre la radura e i fal, sotto alcuni alberi, dove lo lasciarono cadere. Con la testa che gli rimbombava e la vista appannata, credette di individuare tre, anzi no... quattro uomini in piedi, che se ne stavano tranquilli intorno a lui, parlando in arabo. Cerc di alzarsi ma lo stordimento glielo
imped. Non riusciva a capire cosa si stessero dicendo, gli applausi e le ovazioni per il nuovo re risuonavano con forza.
Cosa... cosa volete? riusc a balbettare in arabo. Chi...
Uno di loro gli lanci il contenuto di un otre dacqua gelata sul volto e il freddo lo rianim; prov a rialzarsi, ma stavolta a impedirglielo fu uno stivale premuto sul petto. La sagoma di quattro uomini si stagliava sullo sfondo degli scintillanti fal, ma i loro volti continuavano a essere nascosti dalle ombre.
Cosa volete? domand, semicosciente.
Ucciderti, bastardo rinnegato, traditore, rispose uno di loro.
La minaccia risuon nella notte. Hernando si sforz di pensare rapidamente, mentre sentiva la punta di una scimitarra posarsi sul collo. Perch volevano ucciderlo? E chi erano, forse degli uomini che aveva gi incontrato a Cordova? Non aveva riconosciuto nessuno dei suoi concittadini fra i partecipanti a quella riunione, ma... La punta della scimitarra giocherellava sul suo pomo dAdamo.
Non sono n un rinnegato n un traditore, afferm con sicurezza. Chi vi ha detto una cosa del genere?
La persona che ce lo ha detto ti conosce bene.
Hernando quasi non riusciva a parlare, la punta della scimitarra premeva sulla sua gola.
Chiedete a Munir! balbett. Il faqih di Jarafuel! Lui vi dir...
Se lo facessimo, se gli raccontassimo quello che sappiamo di te, sarebbe lui stesso a ucciderti, di sicuro, ma vogliamo essere noi a farlo. La vendetta...
Vendetta? si affrett a domandare.Cosa vi ho fatto per meritare la vostra vendetta? Se  vero che sono un rinnegato e un traditore, che sia il re a giudicarmi.
Uno di loro gli si inginocchi accanto: con il volto a un palmo dal proprio, poteva sentirne il respiro caldo. Le sue parole trasudavano odio.
Ibn Hamid, sussurr luomo. Nel sentire quel nome, Hernando trem: che venissero dalle Alpujarras? Cosa significava tutto ci? Era cos che ti piaceva essere chiamato, non  vero? mormor nuovamente la voce.
E' il mio nome, afferm.
Il nome di un traditore della sua gente! 
Non ho mai tradito la mia gente. Chi sei tu per sostenere una tale infamia?
Luomo fece un cenno a un altro dei suoi, che corse verso la radura e fece ritorno con una fiaccola accesa.
Guardami, ibn Hamid. Voglio che tu sappia chi  colui che metter fine alla tua vita. Guardami... padre.
Luomo spezz loscurit avvicinando a s la fiaccola, affinch Hernando potesse osservarne gli immensi, furibondi occhi azzurri che lo guardavano fissamente. Quei tratti, quei lineamenti...
Dio, mormor sconcertato. Non pu essere! Sent che la testa gli girava. Alla sola vista di quel volto, migliaia di ricordi si accumularono dentro di lui e ognuno lottava per imporsi sugli altri. Erano trascorsi pi di ventanni... Francisco? balbett.
Sono anni che mi chiamo Abdul, rispose con durezza suo figlio. E qui c anche Shamir, ti ricordi di lui?
Shamir! Hernando cerc di distinguerlo tra gli altri, ma nessuno di loro emerse dallombra. La confusione simpossess della sua mente: Francisco era vivo... e Shamir anche. Dovevano essere riusciti a sfuggire a Ubaid! Ma sua madre... Aisha gli aveva assicurato che erano morti, che aveva visto con i propri occhi il mulattiere ucciderli nella sierra.
Mi avevano assicurato che eravate morti! esclam. Vi ho cercati... vi ho cercati per intere settimane, ho percorso la sierra in lungo e in largo alla ricerca dei vostri corpi. Quello di Ins... quello di Fatima.
Codardo! lo insult Shamir.
.Mia madre ha aspettato... tutti abbiamo aspettato anni interi che venissi ad aiutarci, aggiunse AbduL Bastardo! Non hai mosso un dito, n per tua moglie, n per tua figlia, n per il tuo fratellastro. N per me! 
Hernando sent che gli mancava laria. Suo figlio aveva appena detto che sua madre aveva aspettato... Sua madre! Fatima! 
Fatima  viva? domand con un filo di voce.
S, padre, bram Abdul. E' viva, ma non certo grazie a te. Siamo sopravvissuti tutti quanti, e tutti insieme abbiamo dovuto sopportare lodio di Brahim, patirlo nelle nostre carni. Lei
pi di ognuno di noi! E, intanto, tu ti sei dimenticato della tua famiglia e hai tradito il tuo popolo. Quel bastardo di Brahim ha gi pagato caro, te lassicuro. Adesso tocca a te regolare il conto! 
Brahim! Hernando chiuse gli occhi, lasciando che la verit penetrasse nella sua mente. Brahim aveva tenuto fede alla sua minaccia: era tornato alla ricerca di Fatima e si era vendicato del suo figliastro strappandogli i figli, la moglie, tutto ci che amava... Come poteva non averci pensato prima? Era andato a cercarli e se li era portati via... Ma allora... e il velo bianco di Fatima? Laveva visto lui stesso al collo del cadavere di Ubaid! Comera possibile? Ubaid e Brahim insieme? Un pensiero attravers la sua mente, senza che potesse arrestarlo: Aisha gli aveva raccontato che Ubaid li aveva uccisi tutti, Aisha aveva giurato e spergiurato di aver assistito alla morte di Fatima e dei bambini... Laveva ingannato. Perch? Lidea che sua madre gli avesse mentito divent insopportabile e, nonostante la scimitarra sul collo, la vicinanza di Francisco e delluomo che reggeva la fiaccola vicino al suo volto, Hernando si raggomitol a terra. Sent il cuore che gli accelerava in petto, come se volesse scoppiare. Dio! Fatima era viva! Avrebbe voluto piangere, ma i suoi occhi si rifiutavano di liberare una sola lacrima. Si rannicchi ulteriormente su se stesso, a causa delle convulsioni che dimprovviso assalirono il suo corpo, quasi stesse cercando di rompersi in mille pezzi. Da una vita era convinto che la sua famiglia fosse stata uccisa da Ubaid! 
Fatima! grid quasi.
Morirai, decret Shamir.
La morte  una lunga attesa, rispose Hernando distinto.
Abdul estrasse una daga dalla cintola. Nella radura, sulla quale era ormai calato un rispettoso silenzio, i moriscos assistevano allincoronazione del loro re. Giuro di dare la mia vita per lunico Dio, lo sentirono affermare nello stesso istante in cui luomo che reggeva la fiaccola tir Hernando per i capelli affinch offrisse il suo collo. La lama della daga brill.
Fatima! La donna irruppe nella memoria di Hernando.
Chi sei tu per fare una cosa del genere? si ribell allora. Non morir senza aver parlato prima con tua madre! Non ti permetter di uccidermi senza aver ottenuto il suo perdono! Vi
credevo morti, e Dio solo sa quanto ho sofferto per la vostra perdita. Che sia Fatima a decidere se vuole concedermi il perdono o vuole punirmi, non tu. Se devo morire, che sia lei a dirlo.
Mosso da un improvviso accesso dira, diede una spinta a suo figlio che, impreparato, cadde per terra. Hernando cerc di sollevarsi, ma la scimitarra di Shamir gli minacciava il petto. Lafferr con la mano, ferendosi il palmo.
Credete forse che voglia scappare? bram. Lottare contro di voi? Apr le braccia per mostrare che non aveva armi.Voglio consegnarmi a Fatima, voglio sia lei a conficcare questa lama, se davvero crede che, pur sapendovi vivi, sono stato capace di rinunciare a lei, a voi.
Per la prima volta riusc a distinguere il volto del suo fratellastro e riconobbe in lui i tratti di Brahim. Shamir interrog Abdul con lo sguardo e questi annu dopo qualche istante di dubbio: Fatima meritava di consumare la propria vendetta personalmente, come aveva fatto con Brahim.
In quel momento nella radura si era appena conclusa lincoronazione, e i moriscos scoppiarono in una salva di evviva e di applausi.
La maggior parte dei delegati e dei capi moriscos approfitt delle poche ore di buio rimanenti per intraprendere il viaggio di ritorno ai propri villaggi. Anche il francese Panissault part, con la promessa che i centoventimila ducati gli sarebbero stati consegnati nella citt di Pau, nel Barn francese, di cui era governatore il duca de La Force. Allinizio, tra la gente che si congedava agitata, Munir non si era nemmeno reso conto dellassenza di Hernando, ma a poco a poco cominci a preoccuparsi e and a cercarlo. Non trovandolo, si diresse verso il luogo in cui avevano lasciato le mule e le trov ancora legate l.
Dove poteva essere? Non se ne sarebbe andato senza congedarsi da lui o lasciando l la mula, visto che il suo cavallo era a Jarafuel. Domand a vari moriscos, ma nessuno seppe aiutarlo. Uno dei barbareschi che stava collaborando allorganizzazione della rivolta gli pass di fianco, carico di bagagli ma rapido. Cosa poteva mai saperne un barbaresco?
Senti, disse comunque, per richiamare la sua attenzione, conosci Hernando Ruiz di Cordova? Lhai visto?
Di fronte al richiamo del faqih luomo fece per fermarsi, ma non appena lo sent pronunciare il nome di Hernando si scus con un balbettio e prosegu veloce il suo cammino.
Perch aveva reagito in quel modo? si domand Munir mentre losservava dirigersi verso il bosco. Qualche passo pi avanti il barbaresco si volt, ma nel notare che il faqih continuava a guardarlo acceler il passo. Munir non aspett un istante di pi e sincammin dietro di lui. Cosa stava nascondendo il barbaresco? Cosera successo allamico?
Non ebbe il tempo di farsi altre domande: non appena si addentr nel bosco, diversi uomini gli saltarono addosso, immobilizzandolo. Uno di loro lo minacci con una daga.
Un solo grido e sei un uomo morto, lo avverti Abdul. Cosa vuoi?
Cerco Hernando Ruiz, rispose Munir tentando di mantenere la calma.
Non conosciamo nessun Hernando Ruiz... cominci a dire Abdul.
Allora... lo interruppe il faqih, chi  luomo che nascondete l?
Nonostante la penombra, i borzacchini di Hernando spuntavano tra le gambe dei quattro barbareschi che cercavano di nasconderlo, e che indossavano tutti pratici calzari da nave. Abdul si volt verso il punto segnalato da Munir.
Quello? indic con cinismo, quando comprese che gli era impossibile negare la presenza di una persona estranea al loro gruppo. E' un rinnegato, un traditore della nostra fede.
Munir non pot evitare una grassa risata.
Rinnegato? Non sai quello che dici. Abdul aggrott la fronte, gli occhi azzurri ne tradivano la perplessit. Poche persone in Spagna hanno lottato e ancora lottano in difesa della nostra fede pi di quanto abbia fatto lui.
Abdul esit. Shamir abbandon il gruppo che nascondeva Hernando e si avvicin.
E tu chi sei per sostenere una cosa del genere? domand piazzandosi davanti a lui.
Fu allora che il faqih riusc a vedere Hernando: il suo amico
appariva distrutto, assorto, assente. Non mostrava nessun interesse per la conversazione che si stava tenendo a pochi passi da lui.
Mi chiamo Munir, afferm. Cosa stava succedendo a Hernando? Sono il faqih di Jarafuel e della valle di Cofrentes.
Ci risulta, sbott Shamir, che questuomo collabora con
i cristiani e ha tradito i moriscos. Merita di morire. Hernando continuava a non avere nessuna reazione.
Cosa volete saperne voi? esplose Munir. Da dove venite?
Da Algeri, da Tetuan?
Noi da Tetuan, rispose Abdul, mostrando il dovuto rispetto di fronte al faqih. Gli altri...
Munir approfitt dellindecisione di colui che sembrava il capo di quei barbareschi per liberarsi delle mani che lo bloccavano, poi lo interruppe dicendo: Vivete oltre lo stretto, in Berberia, dove la vera fede si pu praticare liberamente. Il faqih chiuse gli occhi e scosse il capo.Anchio mangio la torta tutte le domeniche. Confesso i miei peccati cristiani per ottenere il lasciapassare che mi permette di muovermi. Spesso mi vedo obbligato a mangiare la carne di maiale e a bere vino. Considerate anche me un rinnegato? Tutti i moriscos che avete visto stanotte devono piegarsi agli ordini della Chiesa! Senn, come potremmo andare avanti e mantenere viva la nostra fede? Hernando ha lavorato per lunico Dio quanto e pi di ognuno di noi. Credetemi, non conoscete quelluomo.
Lo conosciamo bene. E' mio padre, rivel Abdul.
E anche il mio fratellastro, aggiunse Shamir.
Munir cerc di convincere i giovani barbareschi del sotterraneo lavoro di Hernando a favore della comunit. Parl loro dei suoi scritti, dei suoi lunghi anni di lavoro, dei libri plumbei e della torre Turpiana, del Sacromonte e di don Pedro di Granada Venegas; di Alonso del Castillo e Miguel de Luna, del vangelo di Barnaba e di tutto quello che volevano sapere. Spieg loro che Hernando credeva fossero morti tutti insieme per mano di Ubaid.
Sua madre non sapeva niente di quanto stava facendo, spieg ad Abdul, quando lui gli raccont della risposta di Aisha alla lettera che Fatima aveva inviato a Cordova tramite lebreo.
Hernando ha dovuto tramare in segreto... anche di fronte a sua madre. Per lei, come per tutti gli altri, suo figlio era un rinnegato, un cristiano. Hernando vi credeva morti. Credetemi. Non ha mai saputo niente di quella lettera.
Non manc nemmeno di raccontare loro che, nonostante fosse sposato con una cristiana, era forse lunico morisco a pregare nella moschea di Cordova.
Dice di aver giurato a tua madre che avrebbe pregato di fronte al mihrab, aggiunse poi, rivolto ad Abdul: si era accorto che menzionare la sposa cristiana di Hernando rischiava di dare nuova linfa alla sete di vendetta di quei corsari.
Il trambusto, le chiacchiere e i congedi dei moriscos nella radura si udirono nitidamente per qualche istante ancora. Munir vide Abdul e Shamir che volgevano il proprio sguardo verso Hernando. Chiss se era riuscito a convincerli! 
Ha aiutato i cristiani nella guerra delle Alpujarras, bram Abdul allimprovviso. La sua espressione era dura, lazzurro dei suoi occhi glaciale.
Ha cercato solo di liberarsi dalla schiavit e lha fatto aiutando un cristiano, s, ma... cerc di giustificarlo il faqih.
Ha collaborato anche con i cristiani di Granada, lo interruppe ancora Abdul, accusando i moriscos che si erano ribellati.
E gli altri cristiani ai quali ha salvato la vita? intervenne Shamir. Munir sobbalz: non sapeva di altri cristiani. Il corsaro vide nella sua reazione lopportunit di liberarsi del doveroso rispetto con cui aveva accolto le spiegazioni di uno stimato faqih. Ne ha salvati molti di pi, non lo sapevi? Non te laveva raccontato, eh? Non  che un codardo. Un codardo! grid rivolto a Hernando.
Un traditore! aggiunse Abdul.
Se credeva che Ubaid ci avesse uccisi, perch non lha perseguitato fino allinferno? continu Shamir, gesticolando minaccioso di fronte al faqih. Cosa ha fatto per vendicare la sua famiglia, che credeva morta? Te lo dico io cosa ha fatto: si  rifugiato tra le comodit del lussuoso palazzo di un duca cristiano.
Se avesse insistito, se avesse cercato la vendetta come qualsiasi musulmano degno di dirsi tale, aggiunse Abdul urlante, forse avrebbe scoperto che era stato Brahim, e non Ubaid, la causa delle sue disgrazie.
A qualche passo di distanza, Hernando sent il peso di quelle parole come schiaffi. Non aveva neanche la forza di difendersi, di dire a voce alta che aveva visto il cadavere di Ubaid, che la vendetta cui agognava si era annullata nel vederlo morto, che aveva percorso la sierra alla ricerca dei corpi della sua famiglia per dare loro degna sepoltura... Che senso aveva ora tutto questo? Mentre sentiva le accuse dei suoi figli, le loro parole grondanti rancore, nella sua mente aleggiava ununica domanda: perch? Perch Aisha gli aveva mentito? Perch aveva lasciato che soffrisse, pur conoscendo la verit? Ricord le sue lacrime e il volto contratto dal dolore, quando giurava di aver visto Ubaid ucciderli tutti. Perch, madre?
Le parole di Abdul interruppero i suoi pensieri.
E come se non bastasse ha sposato una cristiana! Io ti rinnego, cane rabbioso! aggiunse suo figlio, sputando ai piedi del padre.
Munir segu distinto la direzione dello sputo, poi osserv Hernando: non si era nemmeno mosso di fronte allingiuria pronunciata da Abdul. Anche nelloscurit, il suo corpo appariva prostrato, distrutto dalla colpa, sconfitto da quanto gli stava succedendo intorno.
Ma i libri plumbei... insist il faqih, compatendo colui che considerava un amico.
Libri... lo interruppe Shamir. Cosa vuoi che valgano quattro parole? Sono forse serviti a qualcosa? Forse che qualcuno dei nostri ne ha tratto vantaggio? Munir non intendeva dargli ragione e serr con forza le labbra. Quei lavoretti sono cose da ricchi, occupazioni degne di tutti quei nobili che ci hanno tradito e che adesso pretendono di salvarsi la pelle. Nessuno dei nostri fratelli, della povera gente, di quelli che continuano a credere nellunico Dio, di quelli che si nascondono per pregare nelle loro case o nei campi, otterr qualcosa di buono da tutto questo! Deve morire.
S, lo appoggi Abdul. Deve morire.
La sentenza risuon nel bosco contrastando i rumori, ormai scarsi, provenienti dalla radura. Munir avvert un brivido mentre riconosceva in quei due uomini la crudelt dei corsari. Li
sapeva abituati a giocare con la vita e con la morte delle persone, come si trattasse di animali.
Fermi! grid il faqih, nel disperato tentativo di salvare la vita del suo amico. Questuomo  venuto a Toga sotto la mia responsabilit, sotto la mia salvaguardia.
Morir, esclam Abdul.
Non avete capito che  gi morto? rispose Munir, mentre lo indicava tristemente.
Sono migliaia i cristiani come lui che vivono ammassati nelle segrete di Tetuan. La tua piet non ci commuove, ce lo portiamo via, afferm Shamir. Andiamo, presto, ordin poi ai barbareschi.
Munir afferr il coraggio a due mani. Prima di parlare respir profondamente, ma quando lo fece la sua voce suon, ferma e decisa, non trad il timore che lo attanagliava dentro.
Ve lo proibisco.
Luomo si mantenne impassibile di fronte agli sguardi di entrambi i corsari. Abdul port la mano alla scimitarra come se lo avessero appena insultato, come se non avesse mai ricevuto prima un ordine simile.
Munir continu a parlare, sforzandosi di far s che la sua voce suonasse ferma: Mi chiamo Munir, sono il faqih di Jarafuel e dellintera valle di Cofrentes. Migliaia di musulmani rispettano le mie decisioni. Secondo le nostre leggi, occupo il secondo dei ranghi che reggono e governano il mondo, e sovrintendo agli affari di giustizia. Questuomo rimarr qui.
E se non volessimo ubbidirti? domand Shamir.
A meno che non uccidiate anche me, non riuscirete mai a salire sulle vostre navi. Ve lo posso assicurare.
Tutti, corsari e barbareschi, stavano guardando il faqih. Solo Hernando rimaneva inginocchiato a terra, prostrato, assorto nei suoi tormenti.
Brahim ha pagato con la vita i suoi misfatti, afferm allora Shamir. Anche questo maledetto traditore merita di essere punito.
Dovete rispettare i saggi e gli anziani, insist Munir.
Di fronte a quellaffermazione uno dei barbareschi abbass la testa proprio quando, alle parole di Shamir, Hernando parve riaversi. Abdul realizz due cose: che i suoi uomini avrebbero
rispettato le leggi e che lui non avrebbe mai potuto uccidere un faqih. Affront gli occhi azzurri del padre, che adesso aveva uno sguardo inquisitorio: Brahim era morto... Il corsaro gli si avvicino.
S, disse a bruciapelo,lo ha ucciso mia madre: c pi forza e pi valore nelle sue mani che in tutto il tuo essere. Codardo! 
In quel momento, uno dei barbareschi che custodiva Hernando lo stratton con forza, mentre un altro gli appioppava un tremendo colpo sulle reni con il calcio di un archibugio. Lui stramazz al suolo e l cominciarono a prenderlo a calci, ma non fece niente per difendersi.
Basta, per Dio! implor Munir.
Per quello stesso Dio che invoca il tuo faqih, per Allah, bram Abdul ordinando agli uomini che smettessero di picchiarlo con un gesto della mano, giuro che ti uccider non appena ti ritrover sulla mia strada. Ricorda sempre questo giuramento, bastardo.
Brahim! Nelle urla e nelle minacce di Shamir, Fatima rivide Brahim. Era molto pi valoroso del volgare mulattiere delle Alpujarras, pi furbo, ma trem nel sentire la stessa voce rabbiosa, nel vedere gli stessi gesti, la stessa espressione infuriata.
Fatto ritorno da Toga, Abdul e Shamir andarono a palazzo e si presentarono davanti a lei. Entrambi apparvero cupi e seri, ma si rifiutarono di raccontarle delloperazione in cui avevano fallito. Fatima sapeva della loro missione a Toga, si era preoccupata in prima persona di raccogliere una gran quantit di soldi in Berberia per finanziare la nuova rivolta. Ascolt quanto le raccontavano con interesse, ma qualcosa nellespressione di suo figlio la turb.
Abdul, disse infine, posando la mano sul possente braccio di suo figlio. Che ti succede?
Lui scosse il capo e mormor qualcosa di incoerente.
Non puoi ingannarmi, sono tua madre e ti conosco bene. Abdul e Shamir incrociarono il loro sguardo. La donna
aspettava, impaziente.
Abbiamo visto il Nazareno, sbott Shamir infine. Quel bastardo traditore era a Toga.
Fatima rimase a bocca aperta, per un istante le manc laria.
Ibn Hamid? Nel pronunciare il suo nome sent unoppressione al petto, dove port la mano ingioiellata.
Non chiamarlo cos, replic Abdul. Non lo merita. E' un cristiano, un traditore! Ma da bastardo qual  labbiamo umiliato...
Lei sollev lo sguardo, costernata.
Cosa... Cosa gli avete fatto? Cerc di alzarsi dai cuscini ma le ginocchia le cedettero.
Avremmo dovuto ucciderlo, grid Shamir. E giuro che se lo rivedremo non ci sfuggir! 
No! La voce di Fatima risuon come un roco ululato. Ve lo proibisco! 
Abdul guard sua madre sorpreso. Shamir le si avvicin.
Aspettate... cosa ci faceva a Toga? Raccontatemi tutto, esig lei.
Accolsero la sua richiesta e le parlarono del Nazareno con odio, raccontandole con dovizia di particolari la scena vissuta a Toga e riferendole anche le parole del faqih che aveva salvato la vita di quel bastardo traditore. Mentre ascoltava con attenzione ogni singola parola, Fatima non smise di pensare un solo istante. Ibn Hamid era a Toga, con coloro che stavano organizzando la rivolta; aveva dedicato anni e anni della propria vita a scrivere quei testi: ci significava che non aveva rinunciato alla propria fede. Man mano che ascoltava quei racconti il suo volto si rianimava. E se fosse stato vero? Se fosse stato vero che ibn Hamid continuava a credere nellunico Dio! Fu allora che le parole di Shamir risuonarono nella sala come uno schiaffo.
Devi sapere anche che si  sposato... con una cristiana. Cos, sei libera Fatima. Puoi sposarti di nuovo... Sei ancora bella.
Chi credi di essere per dirmi cosa posso o non posso fare? Non mi risposer mai! 
Allora, nel percepire le emozioni celate dietro quel rifiuto, i demoni di Brahim si ripresentarono nella persona di Shamir, che le si avvicin con fare minaccioso.
Non lo rivedrai mai pi, Fatima. Se dovessi scoprire che fra
voi c stato anche solo un minimo contatto, lo uccider. Hai sentito? Gli strapper il cuore con le mie stesse mani.
Per lungo tempo continu a sbraitare: lei era solo una donna, una donna che doveva ubbidienza! Quel palazzo era suo, gli schiavi, i mobili, il cibo, persino laria che respirava appartenevano a lui, a Shamir. E non aveva nessuna intenzione di permetterle di mantenere rapporti con quel cane codardo che, quando erano bambini, non era stato capace di difenderli! Lui e Abdul avrebbero perso il rispetto dei loro uomini e dellintera comunit. Tutti sapevano del giuramento che avevano fatto a Toga: avrebbero ucciso Hernando, i barbareschi lo avevano raccontato a chiunque avesse orecchie per sentirli. Di quale autorit potevano avvalersi presso i propri uomini, se permettevano a Fatima di avere anche solo il minimo contatto con il Nazareno? Con quale potere avrebbero potuto chiedere ai loro equipaggi di rischiare la vita, affrontando incursioni spesso pericolose, se alle loro spalle, nella loro casa, una donna, una donna! si permetteva di fare di testa propria? Se lei avesse rivisto Hernando, avrebbero mantenuto il giuramento, lavrebbero ucciso come un cane.
Fatima sostenne quella sfuriata in piedi, impettita, come la notte in cui aveva annunciato a Brahim che non gli si sarebbe mai pi concessa. Lo fece senza cercare laiuto di Abdul, senza nemmeno guardarlo, cercando di non compromettere la posizione di suo figlio, evitando di dargli motivo di scontro con Shamir che, in fondo, era davvero il padrone di tutto.
Ricorda ci che ti ho detto... non fare sciocchezze, borbott Shamir prima di voltarsi e lasciare la stanza.
Fu allora che, alle spalle del figliastro, Fatima cerc in suo figlio un bagliore di comprensione e dappoggio. Gli occhi di Abdul, per, la guardarono con freddezza e i suoi tratti, abbronzati dal sole, le parvero tesi come quelli dellaltro corsaro. Lo vide lasciare la stanza con lo stesso incedere deciso. Solo quando rimase sola, si abbandon a un pianto disperato.
...
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64.
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A Valenza sono stati arrestati parecchi moriscos dopo che, grazie ad alcune lettere rinvenute dal re dInghilterra tra le carte della defunta regina Elisabetta,  venuto alla luce il piano dei mori che, per sollevarsi, avevano chiesto lappoggio della grande sovrana inglese e, per assicurarsi il suo aiuto, le garantivano che avrebbero permesso alle sue truppe di saccheggiare la citt, a patto che mandasse la sua flotta. Molti dei moriscos implicati sono stati torturati per scoprire i particolari della congiura e alcuni verranno sicuramente giustiziati, come monito per gli altri.
Luis Cabrera de Cordoba,Relaciones de las cosas sucedidasen la corte de Espana desde 1599 hasta 1614
Dopo la morte di Elisabetta dInghilterra, negli ultimi giorni dellagosto del 1604 Spagna e Inghilterra sottoscrissero un trattato di pace. Tra le altre condizioni, il re spagnolo simpegnava a desistere dai suoi ripetuti tentativi di mettere sul trono dellisola un sovrano cattolico. Forse per questo, qualche mese pi tardi, ad accordo firmato e come dimostrazione di gratitudine, Giacomo I fece pervenire a Filippo terzo una serie di documenti rinvenuti nellarchivio della sua predecessora. Tra questi figuravano le proposte dei moriscos spagnoli di sollevarsi contro il Re Cattolico, con laiuto di inglesi e francesi, e riguadagnare allIslam i regni di Spagna.
Il vicer di Valenza e lInquisizione si misero allopera nel momento stesso in cui il Consiglio di Stato rese pubblica la congiura. Tantissimi furono i moriscos arrestati e torturati fino a quando non confessarono il piano. Alcuni di loro vennero
giustiziati secondo le leggi valenzane. Al reo si chiedeva se voleva morire nella fede cristiana o musulmana. Se si convertiva alla prima, veniva impiccato nella piazza del mercato; se si ostinava a restare fedele al proprio credo, veniva portato fuori dalle mura, nella Rambla, dove, applicando il castigo divino previsto dal Deuteronomio per gli idolatri, il popolo lo lapidava e poi bruciava il cadavere.
Salvo eccezioni, i moriscos optavano per una fine rapida e sceglievano di morire da cristiani, per poi invocare a gran voce Allah nellistante in cui la corda si tendeva. Tale stratagemma era ormai cos risaputo che la gente accorreva in massa alle esecuzioni, armata di sassi, per poter lapidare limpiccato qualora si fosse messo a proclamare il nome di Allah. Poi, le famiglie moresche raccoglievano i sassi e li conservavano come ricordo dellesecuzione dei loro cari.
Tre mesi dopo il suo ritorno a Cordova, Hernando seppe che il tentativo di ribellione ordito a Toga era stato scoperto. Di fatto, nel corso di quei tre mesi, solo una cosa aveva tenuto acceso un barlume di gioia nella sua perenne disperazione: la lettera che era riuscito a scrivere a Fatima.
Lui e Munir erano tornati da Toga percorrendo il tragitto in silenzio, la mula di Hernando sempre dietro quella del faqih, come se questi lo tirasse per arrivare al pi presto a Jarafuel. Sua madre laveva ingannato. Fatima era viva e aveva ucciso Brahim. E il suo stesso figlio aveva giurato di ucciderlo, se le loro strade si fossero di nuovo incrociate. Suo figlio... ucciderlo! ma in fondo non lo aveva gi fatto l a Toga? Ricordava gli occhi innocenti ed espressivi di Francisco nel cortile della casa cordovese. E la piccola Ins, che cosa nera stato di lei? Hernando continuava a rimuginare le rivelazioni delle ultime ore. I ricordi e le domande si accalcavano nella sua mente, mentre le fitte di dolore scandivano il passo corto della bestia che montava.
Fatima! Il viso della moglie appariva e spariva nei suoi ricordi, come se volesse prendersi gioco della sua sofferenza. Cosa poteva aver pensato di lui? Si era aspettata che andasse a cercarla? Quanto tempo, quanti anni doveva aver atteso il suo aiuto? Si sentiva lo stomaco serrato in una morsa, immaginandola sottomessa a Brahim e sempre fiduciosa in un suo imminente arrivo liberatore. La sua Fatima! Laveva delusa.
Perch, madre? aveva alzato gli occhi al cielo migliaia di volte. Perch me lhai nascosto?
Per il tragitto che allandata aveva richiesto sette giorni di viaggio, stavolta ne erano bastati quattro. Munir, immerso in un ostinato mutismo, si era fermato lo stretto necessario e viaggiavano di notte, alla luce della luna. Hernando si limitava a ubbidire agli ordini del suo compagno di viaggio: riposiamo qui, mangiamo qualcosa, dobbiamo abbeverare le mule, stanotte ci fermeremo nei pressi di questo villaggio... Perch gli aveva salvato la vita?
A Jarafuel, il faqih laveva fatto aspettare sulla soglia di casa sua, senza invitarlo a entrare. Alla fine era riapparso, tirando il cavallo per le redini.
Oltre al duca, aveva cercato di spiegarsi allora lui, ho salvato solo una ragazzina. Le altre sono dicerie...
Non mi interessa, lo aveva interrotto Munir bruscamente.
Hernando laveva guardato in faccia; il faqih lo scrutava con durezza, ma, dopo qualche istante, nei suoi occhi era apparso un barlume di compassione.
Ti ho salvato la vita, Hernando, ma sar Allah a giudicarti.
Sulla via del ritorno a Cordova aveva evitato la compagnia di frati, mercanti, attori o pellegrini che transitavano abitualmente per le strade principali. Aveva viaggiato da solo, assorto nei propri pensieri. Il senso di colpa gravava su di lui come una zavorra, e cera stato un momento in cui aveva pensato di non poterne sopportare oltre il peso. A mano a mano che si avvicinava alla citt, le sue pene erano state rimpiazzate da unangoscia anche maggiore: non aveva pi nessuna voglia di arrivare. Cosa avrebbe detto a Rafaela? Che il matrimonio con lei non era valido? Che la sua prima moglie era ancora viva?
Ritard quanto pi pot il rientro a casa. Aveva paura di affrontarla. Aveva paura di far fronte alle proprie emozioni, qualora fosse stato costretto a dirle la verit. Quando finalmente varc la soglia di casa, non ebbe neppure il coraggio di guardarla.
Rimase impassibile, mentre il sorriso con cui Rfaela, di nuovo incinta, era corsa ad accoglierlo si spegneva. La donna
rallent lo slancio iniziale non appena not i lividi e le ferite infertigli dai barbareschi, quando lavevano preso a calci.
Cosa ti  successo? Tent di avvicinare la mano alla faccia ammaccata del marito. Chi...
Niente, rispose lui, respingendo istintivamente la mano della moglie. Sono caduto da cavallo.Ma... Stai bene?
Hernando le diede le spalle mentre lei stava ancora parlando. Raggiunse le scuderie per togliere le briglie al cavallo, poi attravers il cortile diretto verso le scale.
Manger e cener in biblioteca, le ordin bruscamente passandole accanto.
E ci dorm anche.
Cos trascorsero i giorni. Hernando mise da parte il Corano a cui stava lavorando e si sforz di scrivere una lettera a Fatima. Gli ci volle molto: impieg parecchio tempo a trasporre sulla carta tutto quello che provava. Ogni qual volta cercava di concentrarsi sulla scrittura, la sua mente si smarriva nei sensi di colpa e nel dolore. Scart e stracci parecchi fogli. Alla fine le disse di Rafaela, dei due figli che avevano avuto e di quello che stavano aspettando. Non lo sapevo! Non sapevo che eri viva! scarabocchi con mano tremante. Quando lebbe scritta, bench il faqih lavesse congedato con freddezza, decise di rivolgersi a Munir perch la recapitasse a Fatima. Era un santuomo e lavrebbe aiutato; e poi era da Valenza che partiva la maggior parte dei moriscos diretti in Berberia. Gli serviva il suo aiuto! Scrisse unaltra lettera a Munir per implorarlo.
Un giorno, informato della presenza di Miguel a Cordova, lo mand a chiamare. Dovette rivolgersi allamico perch gli trovasse un mulattiere moresco di fiducia; lui restava pur sempre un reietto per la comunit cordovese e aveva perso ogni contatto con la rete di migliaia di uomini che si muovevano per le strade, mentre lo storpio, contrariamente al suo signore, comprava e vendeva tutto quello che serviva per i cavalli e dunque si avvaleva spesso dei servigi dei mulattieri.
Devo far arrivare una lettera a Jarafuel, gli spieg con inutile asprezza, seduto alla scrivania. Miguel rimase piantato davanti a lui, cercando di immaginare cosa tormentasse il suo signore. Poco prima aveva parlato con Rafaela, e lei gli aveva
confidato la propria grande inquietudine. Cosa aspetti? lo rimbrott Hernando.
Conosco la storia di un corriere latore di cattive notizie, rispose lo storpio, vuoi che te la racconti?
Non sono dellumore giusto, Miguel.
Il ticchettio delle grucce dello storpio sul pavimento di legno del loggiato rimbomb nelle orecchie di Hernando. E adesso? Accarezz il bel Corano a cui stava lavorando; non aveva la forza di proseguire. Ci nonostante, canticchi alcune delle sure gi scritte.
Qualsiasi cosa stesse facendo, sembra che ormai abbia finito.
Questa fu la secca spiegazione che Miguel diede a Rafaela, appena usc dalla biblioteca con lordine di trovare un mulattiere che recapitasse una lettera a Jarafuel.
La donna lo interrog con gli occhi arrossati di pianto.
Va, la spron lo storpio. Lotta per lui, per te.
Rafaela non era pi riuscita a vedere Hernando da quando, giorni prima, si era chiuso in biblioteca. Pensava di poterlo avvicinare portandogli i pasti, ma lui aveva dato ordine di lasciarli davanti alla porta. Aveva chiesto anche un bacile con acqua pulita per poter pregare, e provvedeva lui stesso a lasciarlo fuori dalla porta dopo averlo usato. Lei spiava anche il minimo rumore proveniente da quella porta, per potersi affrettare a cambiare lacqua. Cinque volte al giorno.
Cosa gli  successo? si chiese la donna per lennesima volta, iniziando a risalire le scale ansimante. La nuova gravidanza le pesava pi delle precedenti. Esit, mentre si avvicinava alla biblioteca. Il mormorio delle sure filtrava dalla porta, ora aperta, e arriv fino a lei. E se Hernando si fosse arrabbiato? Si ferm e, per un attimo, ebbe la tentazione di tornare sui propri passi, ma i momenti vissuti prima del viaggio a Toga, la tenerezza, le risate, la gioia, la felicit, lamore che si erano dichiarati, la spinsero ad andare avanti.
Lui era ancora seduto alla scrivania. Con un dito seguiva le lettere del Corano mentre salmodiava in arabo, estraneo a tutto. Rafaela si ferm, quasi non osasse interrompere quello che le sembrava un momento magico. Quando Hernando si accorse 
della sua presenza e gir la testa verso di lei, la trov ferma sulla soglia, con gli occhi pieni di lacrime e le mani che reggevano il pancione.
Non credo di aver fatto nulla per meritare di essere trattata cos. Ho bisogno di sapere cosa ti sta succedendo... mormor, prima che le si incrinasse la voce.
Lui annu, con una certa freddezza, senza alzare la testa dalla scrivania.
Pi di ventanni fa... attacc. Ma perch raccontarglielo? Non le aveva mai parlato di Fatima e dei suoi figli; lei conosceva la storia solo attraverso Miguel. Hai ragione, ammise. Non te lo meriti. Mi spiace. Sono cose del passato.
Gli bast pronunciare quelle scuse per provare una sorta di liberazione. La lettera indirizzata a Fatima era ormai nelle mani di Miguel. Chi poteva prevedere quali sarebbero stati i suoi esiti, o cosa avrebbe risposto Fatima, sempre ammesso che le andasse di farlo? Rafaela si asciug le lacrime con una mano, mentre laltra restava aggrappata alla pancia.
E allora Hernando cap una cosa: s, aveva mancato nei confronti di Fatima, e quella era una colpa da cui non avrebbe mai potuto redimersi... ma non avrebbe commesso due volte lo stesso errore con la persona che amava ora. Senza dire niente, si alz, gir attorno alla scrivania e prese dolcemente la moglie tra le braccia.
Malgrado gli sforzi per nascondere la propria inquietudine a Rafaela, Hernando non riusciva a togliersi dalla testa le rivelazioni che gli aveva fatto il figlio. Lei non torn pi sullargomento, come se avesse cancellato il ricordo dei giorni di reclusione volontaria del marito. Lui cerc consolazione nei suoi bambini e speranza nel nascituro. Un giorno, and addirittura al cimitero della Merced e passeggi per il triste campo, fino a trovare la tomba della madre. L parl con Aisha in silenzio.
Perch lhai fatto, madre?
Cerc di trovare una risposta dentro di s. Il tempo passava e intanto Hernando vagliava mille possibilit finch una di queste, che non centrava niente con le ragioni per cui Aisha aveva agito a quel modo, ebbe la meglio su tutte le altre: Sono
vivi. Fatima era viva. E Francisco, e Shamir, probabilmente anche Ins. Avrebbe forse preferito che fossero tutti morti pur di alleviare le proprie pene? Si sent indegno. Fino a quel momento aveva pensato solo a se stesso, alle proprie colpe, alla codardia tanto rinfacciatagli da Francisco. Eppure limportante era che vivevano, bench lontano da lui. Quella considerazione fu fonte di un certo sollievo... Ma aveva sempre bisogno del loro perdono. Aspettava con ansia notizie di Munir, ma le sue speranze sinfransero quando il faqih gli fece pervenire la lettera indirizzata a Fatima, insieme al proprio rifiuto di recapitargliela a Tetuan.
Fatima non poteva non rendersene conto: dopo la visita di Shamir e di suo figlio, tre imponenti schiavi nubiani, armati, si andarono ad aggiungere al personale di servizio che lavorava nel palazzo.
Sono per la vostra sicurezza, signora, le rispose uno dei servitori. E un momento di grande agitazione e vostro figlio ha disposto cos.
Per la sua sicurezza? Due di loro la seguivano, sempre a un paio di passi di distanza, ogni volta che girava per Tetuan. Fatima volle accertarsene. Una mattina, in compagnia di due schiave che le portavano dei pacchi, and decisa verso puerta de Bab Mqabar, a nord delle mura della citt.
Prima che potesse attraversarla, i due nubiani le si pararono davanti.
Non potete uscire, signora, le disse uno di loro.
Voglio solo andare al cimitero, spieg la donna.
Non  sicuro, signora.
Un altro giorno, allalba, usc dallalcova. Non aveva percorso neanche met del corridoio, quando limmensa figura di uno dei neri usc dallombra.
Desiderate qualcosa, signora?
Acqua.
Ordiner che ve la portino, state tranquilla. Riposate.
Era prigioniera nella sua stessa casa! Non si era riproposta di fuggire, non sapeva neanche cosa fare o cosa pensare; sapeva solo che dopo aver creduto per anni di essere stata tradita da
Hernando, la semplice eventualit che cos non fosse aveva fatto rinascere in lei sentimenti ricacciati per tanti anni nellangolo pi recondito del cuore. Da quando Brahim era morto, si era messa a gestire gli affari e si arricchiva con la stessa freddezza con cui Abdul e Shamir assalivano le navi cristiane o le coste spagnole. Era addirittura arrivata a rinunciare alla propria condizione di donna. Ma ora qualcosa si era ridestato in lei: di tanto in tanto, la notte, quando lasciava che il suo sguardo si perdesse allorizzonte, nella direzione in cui immaginava si stagliassero i monti granadini, brividi quasi impercettibili le ricordavano che era stata capace di amare con tutto il proprio essere.
Una sera Efrain venne a trattare certi affari con lei. Lebreo, dopo la morte del padre, era diventato il pi intimo collaboratore della grande signora di Tetuan.
Devo chiederti un favore, Efrain, gli disse mentre laltro le illustrava cifre e mercanzie.
Devi sapere che tuo figlio  venuto a trovarmi, sussurr lintelligente ebreo.
Fatima lo inchiod con i suoi begli occhi neri.
Ma  a te che io devo lealt, signora, aggiunse lui, dopo qualche istante di silenzio.
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65.
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La morte  una lunga attesa.
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Dai Romances de Aben Humeya, Romancero morisco.
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Rafaela aveva accompagnato alla porta il precettore, che veniva ogni giorno per dare lezioni a juan e Rosa, quando vide uno sconosciuto che si avvicinava alla casa. Anche se Hernando sembrava aver ritrovato il suo stato danimo abituale, qualsiasi imprevisto ormai la inquietava, ora che la sua gravidanza era giunta quasi a termine. Luomo, che doveva avere una quarantina danni e i cui abiti, seppur alla moda castigliana, sembravano impolverati a seguito di un lungo viaggio, chiese con voce educata se quella era la casa di Hernando Ruiz. Rafaela annu e disse a juan di andare a informare il padre di quella visita; Hernando non si fece attendere e poco dopo scese nellatrio.
La pace sia con voi, fu il saluto che rivolse al forestiero. Era convinto si trattasse di un fittavolo o un acquirente interessato a uno dei suoi cavalli. Cosa desiderate?
Efrain aspett un attimo prima di parlare. Fortunatamente, stavolta non aveva faticato a trovare Hernando.
La pace sia con voi, rispose lebreo, fissando lo sguardo sul suo anfitrione.
Cosa desiderate? ripet laltro.
Possiamo parlare in privato?
Hernando cap allistante che quelluomo era qualcosa di pi che un semplice mercante di cavalli; e, pur percependo uno strano accento nella sua voce, qualcosa in lui gli ispir fiducia.
Seguitemi.
Uscirono dallatrio e attraversarono il patio.
Non vogliamo essere disturbati, si sent dire Rafaela.
Salirono in biblioteca ed Hernando not lammirazione con cui lo sguardo dellebreo accarezzava i libri che costituivano il suo prezioso tesoro.
Complimenti, disse Efrain indicandoli, mentre si accomodava dietro la scrivania. Laltro fece un cenno di assenso ed entrambi rimasero per qualche istante in silenzio. Mi manda Fatima, vostra moglie, rivel alla fine lospite.
Un brivido tremendo scosse il corpo di Hernando. Non riusc pi a dire nulla e lebreo se ne rese conto.
La signora Fatima ha bisogno di avere vostre notizie, prosegu Efrain. Sono molte le voci che giungono a Tetuan alle quali lei si rifiuta di credere, a meno che non siate voi a confermarle. Devo informarvi, prima di procedere, che una quindicina di anni fa io stesso sono stato qui, a Cordova; a cercarvi, mandato anche in quelloccasione dalla mia signora...
Lei come sta? lo interruppe Hernando.
Parlarono per tutto il giorno. Hernando raccont la sua vita e lo fece senza reticenze, senza nascondere il pi insignificante dei particolari. Raccont persino della sua avventura con Isabel! Era la prima volta che si confessava in tutta sincerit con qualcuno. Giustific la propria maschera cristiana, ma riconobbe anche di aver sbagliato in alcune occasioni, spinto dagli eventi, e di aver esagerato. Perch aveva portato la croce in processione?
Mia madre non sarebbe morta, se solo avessi evitato tanta ostentazione, aggiunse con voce velata.
Poi raccont per esteso la storia dei libri plumbei.
Shamir, ricord, ha detto che la povera gente non ne avrebbe ricavato alcun beneficio... e probabilmente ha ragione.
Forse un giorno il vangelo di cui parlate potr venire alla luce,
Forse, sospir Hernando, cupo, ma non riesco neanche a immaginare in che situazione saremo allora. In effetti, veniamo trattati come degli appestati: i cristiani ci odiano a morte e nessuno dei governanti musulmani ha fatto niente per aiutarci. Il nostro popolo ha sempre scrutato lorizzonte con la speranza
di vedervi apparire una flotta, turca o algerina, che per non  mai arrivata.
Efrain ebbe la tentazione di ribattere. Appestati? Il suo popolo s che era stato trattato come tale, in Spagna e in tutti gli altri regni europei. Gli ebrei non avevano neanche mai avuto la possibilit di scrutare lorizzonte: sapevano che nessuno sarebbe mai accorso in loro aiuto. Ma poi tacque; non era l per discutere. Fatima gli aveva dato precise istruzioni: spettava a lui decidere, giudicando le parole e il comportamento di Hernando. Doveva stabilire se dare il suo messaggio a quelluomo, che lo guardava costernato, o andarsene senza recapitarlo. Ho piena fiducia in te, gli aveva detto lei prima di congedarlo. E lebreo aveva ormai preso la sua decisione.
La morte  una lunga attesa, disse allora.
Efrain sent che il morisco inchiodava su di lui gli occhi azzurri, proprio come aveva fatto poco tempo prima suo figlio Abdul, quando era andato a trovarlo per avvertirlo che non doveva assolutamente aiutare Fatima in qualsiasi progetto collegato al maledetto traditore. Gli occhi erano gli stessi, ma comera diverso il messaggio che trasmettevano! Quelli del corsaro tradivano odio e rancore; quelli di Hernando, invece, esprimevano una tristezza infinita.
Quante volte Fatima era arrivata a confidare nella morte come unica speranza? pensava Hernando, dopo aver riascoltato quella frase. Perch doveva farlo ancora?
Vostra moglie  prigioniera nella sua stessa casa, annunci Efrain, come se indovinasse cosa gli passava per la testa. Diversi guerrieri nubiani la sorvegliano giorno e notte.
Per colpa mia? chiese Hernando con un filo di voce.
S. Se vi avvicinate a Fatima, ammazzeranno voi e lei...
Francisco la ammazzerebbe?
Abdul? Non credo che ne sarebbe capace... ma non lo so per certo, si corresse lebreo, ricordando le minacce del corsaro. Per non possiamo dimenticarci di Shamir... A dire il vero, non riesco proprio a immaginare cosa potrebbe fare. In ogni caso, la disgrazia ricadrebbe su di lei.
Efrain gli parl della donna, ed Hernando finalmente cap perch sua madre aveva agito in quel modo: era stata Fatima a chiederglielo. Entrambe avevano voluto salvarlo da morte sicura. 
Seppe dellomicidio di Brahim cos come del viaggio compiuto da Efrain, molti anni prima, e della lettera che questi aveva letto ad Aisha. E anche degli insulti che avevano proferito contro di lui Abbas e gli altri moriscos. Lebreo aveva lo sguardo perso nel vuoto quando si mise a esaltare Fatima, a lodarne la bellezza, a elogiarne il coraggio e la determinazione; Hernando percep in Efrain sentimenti che andavano ben oltre la pura e semplice ammirazione, e prov una fitta di gelosia nei confronti di quelluomo che viveva tanto vicino a lei. Lui gli parl anche di Abdul e di Shamir; Ins, che ora si chiamava Maryam, stava bene: si era sposata e aveva diversi figli. Elogi lastuzia della sua signora negli affari e sottoline ancora una volta quanto fosse ammirata e desiderata a Tetuan. Si dilung in descrizioni e spiegazioni davanti a un Hernando che lasciava sfilare i ricordi, annuendo e sorridendo.
La mia signora confida nel giuramento che un giorno le avete fatto: di mettere i cristiani ai suoi piedi, ai piedi dellunico Dio. Si augura che continuiate a lavorare per la causa della vostra fede in Spagna, come facevate quando eravate sposati, disse alla fine. La sua felicit dipende da questo. Solo in tale comunione didee pu trovare pace;  tutto ci che desidera e a cui pu aspirare. Dice che Dio vi unir ancora... dopo la morte.
E sino ad allora? mormor Hernando.
Efrain fece segno di no con la testa.
Non metter mai in pericolo la vostra vita. Il morisco fece per replicare, ma lebreo glielo imped con un cenno della mano: Non siate voi a mettere in pericolo la sua.
Tra i due uomini cal il silenzio.
Le avevo scritto una lettera, disse alla fine Hernando, che ho cercato inutilmente di farle recapitare.
Mi spiace, ribatt Efrain, non posso portargliela... e vostra moglie non pu riceverla. Ho giustificato il mio viaggio con impegni commerciali. Se vostro figlio o Shamir, o magari i sorveglianti nubiani scoprissero uno di noi con una lettera...
Ma io ho bisogno di spiegarle! esclam laltro, quasi implorante. Ho cos tante cose da dirle...
E cos sar: attraverso di me. Conoscete la signora Fatima... Lebreo scosse la testa, correggendosi subito: Ma certo che la conoscete! Anche meglio di me! Lei aveva dei dubbi e io
le dar la gioia che il suo cuore desidera; credete forse che non mi far ripetere, una per una, tutte le parole che mi avete detto? Hernando non pot evitare di sorridere tristemente, ricordando il carattere forte di Fatima; lebreo se ne accorse. Mi costringer a farlo mille volte! 
E voi fatelo, anche pi di mille volte, se necessario! Ditele... ditele che io lamo sempre, che non ho mai smesso di farlo. Ma la vita... Il destino  stato crudele con noi. Ho passato met dei miei anni a piangere la sua morte. Chiedetele perdono da parte mia.
Perch dovrei farlo?
Mi sono risposato... Ho altri figli.
Lebreo annu.
Lei lo sa e capisce. La vita non  stata facile per nessuno di voi due. Ricordate: la morte  una lunga attesa. E' la prima cosa che mi ha chiesto di dirvi.
Quella sera Efrain fu ospitato in casa di Hernando, dove pernott prima di ripartire per Tetuan. Avvertito dal suo anfitrione che Rafaela non avrebbe mai dovuto conoscere il motivo della sua visita, lebreo si dimostr estremamente discreto e educato, ma dietro tanta cortesia si celava la preoccupazione di fornire alla sua signora le informazioni che costei gli aveva chiesto circa la sposa cristiana. Com la donna che ha sposato? Lama?
Durante la serata Hernando, assorto nel ricordo di Fatima, si mostr estremamente freddo e distaccato con Rafaela.
Poco tempo dopo, mentre si dedicava alla scrittura del Corano e alle preghiere nella moschea, convinto di poter trovare in tali attivit la comunione a distanza che Fatima gli aveva chiesto, Rafaela diede alla luce il loro terzo figlio. Lzaro, come battezzarono il bambino alla presenza di padrini cristiani scelti dal parroco e che loro non conoscevano, interruppe la tradizione e nacque con un paio di immensi e chiari occhi azzurri. In quel neonato risorgeva il marchio con cui un sacerdote cristiano aveva avvelenato la vita di uninnocente morisca! stabil Hernando non appena lo vide. Non poteva che essere un segno divino.
Si chiamer Muqla, in onore del grande calligrafo, annunci il giorno stesso del battesimo a Rafaela e a Miguel, dopo aver lavato via con lacqua calda lolio santo impresso sul bambino. In questa casa dovrete chiamarlo cos.
Rafaela abbass gli occhi e annu con un mormorio impercettibile.
Non sar pericoloso? si allarm Miguel.
La sola cosa pericolosa  voltare le spalle a Dio.
Da quel giorno stabil che era arrivato il momento di spiegare ai figli qualcosa di pi sulle tradizioni musulmane, ragione per cui licenzi il precettore e si assunse il compito di educare di persona Juan e Rosa, che ribattezz con i nomi di Amin e Laila. Il Corano, la Sunna, la poesia e la lingua araba, la calligrafia, la storia del suo popolo e la matematica furono le materie di studio che impart ai figli, mentre Muqla, che si teneva sempre accanto, nella culla, si addormentava alla dolce melodia delle sure. Amin, a otto anni, possedeva gi alcuni rudimenti, mentre la bambina, che ne aveva solo sei, risent del cambiamento.
Non credi che dovresti aspettare che Rosa cresca ancora, e darle un altro po di tempo? cerc di consigliarlo Rafaela.
S chiama Laila, la corresse Hernando. Rafaela, in queste terre le donne sono chiamate a insegnare e a divulgare la vera fede. Deve imparare. E' molto quello che devono conoscere. Altrimenti quando lo faranno? E questa let in cui devono apprendere le nostre leggi. Credo... credo di aver gi commesso fin troppi errori.
La donna non si accontent di quella risposta.
E' una situazione molto complicata, afferm. Esponi al pericolo la nostra famiglia. Se qualcuno venisse a sapere... Non voglio neanche pensarci.
Hernando lasci passare qualche istante, guardando intensamente la moglie.
Lo sapevi, vero? disse alla fine. Miguel. te laveva detto prima che ci sposassimo. Lui ti ha confessato che io praticavo la vera fede. Rafaela annu. E quindi, quando ti sei sposata con me, hai accettato che i nostri figli venissero educati nelle due culture, nelle due religioni. Non pretendo che tu abbracci la mia fede ma i miei figli...
Sono anche miei, replic lei.
Rafaela non insist, non interfer neanche pi nelleducazione dei figli. La sera, per, pregava con loro, come aveva sempre fatto, ed Hernando glielo permetteva. Ogni giorno, alla fine delle lezioni, lui si lavava e purificava, poi andava alla cattedrale per pregare davanti al mihrab. A volte fermo, immobile in piedi davanti al punto in cui dovevano trovarsi quei caratteri sacri scolpiti nel marmo, altre volte nascosto, in disparte, se riteneva che la sua presenza l potesse destare sospetti. Sono qui, Fatima! sussurrava tra s e s. Qualsiasi cosa accada. Lantica moschea glielo ricordava continuamente: i cristiani se nerano impossessati in modo definitivo. La cappella maggiore, il transetto, il coro erano appena stati terminati e la cupola sinnalzava sui contrafforti per mostrare al mondo intero la magnificenza di quel tempio tanto agognato. Persino il giardino, dove un tempo si rifugiavano i delinquenti che cercavano asilo in chiesa, era stato ristrutturato. Gli scapolari dei condannati dellInquisizione erano ancora tutti macabramente appesi alle pareti del loggiato circostante, ma il giardino adesso sembrava piuttosto un parco, con viottoli acciottolati e fontane tra gli aranci: il patio de los Naranjos, cos lo chiamava appunto la gente.
Religiosi, nobili e popolani erano orgogliosi della loro nuova cattedrale e ogni espressione di stupore, ogni commento tronfio colto da Hernando tra i fedeli che sfilavano davanti al capolavoro, gli rodeva e lo irritava. La cattedrale eretica che era andata a profanare il pi grande tempio musulmano dellOccidente non era che un esempio di quanto accadeva in tutta la penisola iberica: i cristiani li schiacciavano e lui doveva lottare, anche a rischio della vita, sua e dei figli.
A volte restava assorto sulla soglia della cappella del tabernacolo della cattedrale e contemplava LUltima cena di Arbasia. Allora ricordava i giorni che aveva trascorso l, nella biblioteca, con don Julin, ingannando i sacerdoti e lavorando per i suoi fratelli nella fede. Cosa ne era stato del pittore italiano? Guardava quella che lui immaginava fosse una donna e che stava accanto a Ges Cristo nellaffresco. Anche lui aveva messo una donna, la Vergine Maria, al centro del suo piano dei libri plumbei del Sacromonte. Un piano che al momento sembrava arenato e non dava ancora i frutti sperati, stando alle informazioni che gli arrivavano da Granada.
Quando non pregava o insegnava ai figli, montava a cavallo. Miguel faceva un ottimo lavoro e i puledri che nascevano nella sua masseria erano sempre pi quotati tra i ricchi e i nobili andalusi. Arrivarono persino a venderne alcuni esemplari ai cortigiani di Madrid. Di tanto in tanto, lo storpio mandava a Cordova un paio di puledri gi domati dagli uomini che lui stesso assumeva. Sceglieva, i migliori, quelli che reputava meritevoli di essere addestrati personalmente dal suo signore. Per qualche tempo, Hernando li montava e galoppava con loro per la campagna, dove perfezionava la tecnica delle bestie. Insegnava anche a montare ad Amin: il ragazzo lo accompagnava in sella a un Estudiante ormai vecchio e docile, che sembrava consapevole di non dover muovere un solo muscolo di troppo quando portava il bambino. E alla presenza di un Amin entusiasta che gridava e batteva le mani, quando vedeva il padre schivare le corna dei tori da combattimento, torn a toreare nelle praterie; era ormai lontana la triste esperienza con Azirat. Poi, quando reputava che i puledri fossero ormai opportunamente domati, li riportava a Miguel perch questi li mettesse in vendita. Hernando, orgoglioso, andava poi di persona ad accertarsi di come alcuni dei suoi esemplari affrontassero i tori in plaza de la Corredera, in occasione di qualche festivit. I cavalli si comportavano con alterna fortuna, a seconda della maestria dei signori cordovesi che li montavano, ma dimostravano sempre nobile portamento ed eleganza.
Di notte si chiudeva in biblioteca e, dopo essersi dilettato a scrivere in bella calligrafia a colori e con lettere sorte dalla sua comunione con Allah qualche nuova sura nel suo Corano, copiava nuovi esemplari con una grafia rapida, interlineando la traduzione in aljamiado, come aveva fatto accanto a don Julin. Era tornato al lavoro. Consegnava gratuitamente i libri a Munir, il quale, malgrado il freddo commiato a Jarafitel e il rifiuto di far recapitare la lettera a Fatima, li accettava per il bene della comunit, come gli fece sapere Miguel attraverso il mulattiere che aveva portato al faqih le prime copie. Lottava! Continuava a lottare, come sussurrava a Fatima, a centinaia di leghe di distanza: era in pace con Dio, con se stesso e con chi lo circondava. 
E la immaginava bella e fiera, comera sempre stata, infiammando la sua religiosit e incoraggiandolo a proseguire.
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66.
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Riguardo ai moriscos che volessero passare in Francia, occorrer comunicare al vicer di Catalogna di ordinarne lidentificazione e, qualora si individuassero tra loro soggetti facoltosi e illustri, di provvedere al successivo arresto e alla custodia in un luogo sicuro finch non se ne saranno accertati gli intenti; mentre potr ignorare e lasciare passare la gente comune, perch meno ne resteranno qui meglio sar.
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Sentenza del Consiglio di Stato, 24 giugno 1608.
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Miguel aveva ormai pi di trentanni, ma il suo aspetto e la sua menomazione lo facevano sembrare pi anziano. Era sdentato e le gambe sembravano essersi rifiutate di seguire la crescita del resto del corpo. Nel corso della vita le ossa che gli avevano maciullato da piccolo si rinsaldarono nel punto in cui gliele avevano spezzate, ma rest per sempre privo di una muscolatura in grado di muoverle e dunque, con il passare del tempo, assomigliava sempre pi a un burattino grottesco. Ci nonostante, continuava a raccontare storie e fiabe, facendo ridere i bambini e incantando Rafaela nei pochi momenti di tempo libero che la donna si concedeva, come se Dio, chiunque egli fosse, in cambio della capacit di camminare o di correre, gli avesse donato una fonte inesauribile dimmaginazione e fantasia.
Fu Miguel, sempre informato di quanto accadeva negli ambienti pi facoltosi, quelli a cui appartenevano le persone che potevano comprare i magnifici cavalli allevati nella masseria -, che rifer a Hernando dellesodo dei moriscos ricchi verso la Francia; lo fece come se lo informasse delle decisioni prese dai suoi pari.
Nel gennaio di quellanno il Consiglio di Stato, presieduto dal duca di Lerma, decise allunanimit di proporre al re lespulsione dalla Spagna di tutti i moriscos. La notizia corse di bocca in bocca, e i moriscos pi agiati cominciarono a vendere le loro propriet per cercare di anticipare una misura cos drastica. Limbarco per la Berberia era proibito, ragione per cui tutti guardarono al regno vicino. La Francia era cristiana e ai moriscos era permesso varcarne la frontiera.
Quella mattina, Hernando scrut a lungo lamico prima di scartare una simile soluzione.
Il mio posto  qui, Miguel, gli rispose, senza che gli sfuggisse il sospiro di sollievo dello storpio. Non  la prima volta che si sente parlare di espulsione, aggiunse. Stiamo a vedere se lordine verr eseguito. Almeno stavolta non propongono di castrarci, sgozzarci, schiavizzarci o buttarci in mare. I nobili ci rimetterebbero parecchi soldi, se noi venissimo espulsi. Chi coltiverebbe le loro terre? I cristiani non sanno farlo, e non sono neanche disposti a imparare.
Nel 1608 re Filippo non adott la proposta suggerita dal suo consiglio. Tranne larcivescovo Ribera e qualche altro esaltato che continuava a perorare la morte o la schiavit dei moriscos, la maggior parte del clero si scandalizzava al solo pensiero delle migliaia di anime cristiane costrette a trasferirsi nelle terre dei mori, dove avrebbero dovuto rinnegare la vera religione. Di fatto, per, i tentativi di evangelizzazione erano un continuo fallimento. Ci nonostante, non era forse vero come ricordava il gran commendatore del Leon che venivano mandati religiosi e missionari in Cina per portare il messaggio di Cristo a quelle lontane e ignote popolazioni? E se cos era, perch desistere dallimpegno di convertire gli infedeli con cui gli spagnoli convivevano allinterno del proprio regno?
Ma cos come era proibita la fuga in terre musulmane, lo era pure portare oro o argento fuori dalla Spagna, anche quando ci si recava in un regno cristiano; lo stesso Consiglio di Stato sanc che i moriscos ricchi venissero arrestati alla frontiera. Il flusso di persone agiate verso la Francia, cos, cess. Le comunit moresche di tutti i regni spagnoli piombarono, dunque, in uno stato di continua attesa e di inquietudine: la povera gente, la stragrande maggioranza, restava attaccata alle proprie terre; chi
aveva pi mezzi escogitava il modo per aggirare lordinanza reale, nel caso fosse stata promulgata.
Hernando non era indifferente alle inquietudini dei suoi fratelli nella fede. Dopo la nascita di Muqla, Rafaela aveva dato alla luce un altro bel maschietto, Musa, e poi una bambina, Salma, i cui nomi cristiani erano Luis e Aria: nessuno dei due, per, aveva gli occhi azzurri. La sua era una grande famiglia, e il fatto che i moreschi ricchi, quelli che avevano accesso ai segreti della corte, fuggissero dalla Spagna lo induceva a pensare che ci fossero seri motivi di preoccupazione. Decise dunque di recarsi a Granada, per verificare a che punto fosse la questione dei libri plumbei.
Recuper il salvacondotto che gli aveva concesso larcivescovo di Granada e che custodiva, gelosamente. Nessuno sinteressava pi ai martiri delle Alpujarras: avevano gi rinvenuto un numero sufficiente di santi e martiri dellantichit, discepoli dellapostolo san Giacomo, sul Sacromonte per preoccuparsi di qualche contadino torturato dai moriscos appena una quarantina di anni prima. Ci nonostante, nessun bargello, ufficiale o miliziano della Santa Hermandad os mettere in dubbio il documento che Hernando esibiva con decisione, quando qualcuno glielo chiedeva. Insieme al lasciapassare, nascosti in un tramezzo, cerano il Corano, ormai terminato, la copia del vangelo di Barnaba risalente allepoca di Al Mansur e la mano di Fatima. Come faceva ogni volta che apriva quel nascondiglio segreto, prese il monile e lo baci, pensando a Fatima. Loro si era annerito.
A Granada non lo aspettavano buone notizie. Se i cristiani cordovesi si erano definitivamente impossessati della loro antica moschea, i granadini avevano fatto altrettanto con il Sacromonte. Comera sua abitudine, Hernando sincontr con don Pedro, Miguel de Luna e Alonso del Castillo nella Cuadra dorada della casa de los Tiros.
Non ha pi alcun senso far arrivare il vangelo di Barnaba al sultano,.. afferm don Pedro.A noi serve che la Chesa riconosca lautenticit delle lamine. Soprattutto di quella che fa riferimento al Libro muto e spiega che un giorno arriver un
grande re con un altro testo, stavolta leggibile, contenente la rivelazione della Vergine Maria raccolta in quel libro indecifrabile.
Ma le reliquie... lo interruppe Hernando.
Al riguardo labbiamo spuntata, intervenne un Alonso del Castillo ormai invecchiato. Le reliquie sono state giudicate autentiche e vengono venerate come tali. Larcivescovo ha deciso di far costruire una grande collegiata sul Sacromonte. Ha gi conferito lincarico ad Ambrosio de Vico.
Una collegiata, si lament Hernando con un filo di voce. Non era cos che doveva andare. La dottrina dei libri  musulmana! arriv quasi a urlare. Come fanno i cristiani a erigere una collegiata, dove hanno trovato le testimonianze che proclamano lunico Dio?
Larcivescovo, intervenne stavolta Luna, non permette a nessuno di vedere i libri plumbei. Bench non conosca l'arabo, sovrintende personalmente alla loro traduzione e, se qualcosa non gli aggrada, provvede lui stesso a cambiarla o prescinde dal traduttore. Lo so per esperienza. Sia la Santa Sede sia il re reclamano i libri, ma lui si rifiuta di consegnarli. Se li tiene stretti, come se fossero roba sua.
In questo caso, sentenzi Hernando, la verit non verr mai fuori.
La sua voce era quella di uno sconfitto. I riflessi dorati del
soffitto baluginarono nel silenzio che cal sui quattro uomini. Non faremo in tempo, insist, preoccupato. Ci espelleranno e 
ci annienteranno prima.
Nessuno rispose. Lui percep il disagio degli interlocutori, che si agitarono sulle loro sedie ed evitarono di guardarlo negli occhi. Allora cap: avevano fallito, ma loro non sarebbero stati espulsi. Erano nobili e lavoravano per il re.
Era rimasto solo a lottare.
Possiamo ottenere che tu e la tua famiglia evitiate lespulsione o le misure che verranno adottate contro la nostra gente, se mai arriveranno a prenderle, gli disse don Pedro, mentre Hernando, data per terminata la conversazione, fece per alzarsi e lasciare la Cuadra dorada.
Scrut il nobile. Si reggeva ai braccioli della sedia, e stava per alzarsi a sua volta.
E i nostri fratelli? indag senza celare un certo risentimento. E la povera gente?aggiunse, ricordando la predizione di Shamir.
Abbiamo fatto quanto era in nostro potere, intervenne Miguel de Luna con pacatezza. Non trovi? Abbiamo rischiato la vita, tu per primo.
Hernando si lasci ricadere sulla sedia. Era vero. Aveva rischiato la vita in quel progetto.
Per il momento, prosegu il traduttore,Allah non ci ha premiato con il successo. Lui, nella sua infinita saggezza, ne conoscer il motivo. Forse un giorno...
Se dovessero arrivare allespulsione... approfitt allora per prendere la parola don Pedro, o adottare qualsiasi altra misura drastica, noi dobbiamo vivere e restare in Spagna. Il nostro seme deve restare qui, in queste terre che ci appartengono. Una semenza sempre pronta a germogliare, moltiplicarsi e riconquistare al Andalus allIslam.
Lui ci riflett per alcuni istanti. Gli pass davanti tutta una vita di dedizione e sofferenza. A cosa erano servite tante disgrazie? Aveva cinquantaquattro anni e si sent vecchio, terribilmente vecchio. I suoi figli, per...
Come mi salvereste dallespulsione? chiese con un filo di voce.
Con un accertamento di hidalguia, un riconoscimento dei tuoi nobili natali, rispose don Pedro.
Quando gli rispose non pot soffocare una risata cinica.
Hidalgo io? Un morisco di Juviles? Il figlio di una condannata dallInquisizione?
Abbiamo molti amici, Hernando, insist il nobile. Oggigiorno si pu comprare tutto, persino lhidalguia. Si falsificano testimonianze di interi paesi. Tu hai ottimi precedenti presso la diocesi di Granada. Hai collaborato con essa. Hai salvato cristiani durante la guerra delle Alpujarras! Questo  un fatto pubblico e risaputo.
E non sei figlio di un sacerdote? intervenne Castillo, pur sapendo che era un argomento delicato: Lhidalguia si trasmette per linea paterna, mai materna.
Hernando sbuff e fece segno di no con la testa. Ci mancava solo che quel bastardo dun sacerdote che aveva stuprato sua
madre adesso determinasse la salvezza sua e di tutta la sua famiglia! 
Molti attestati di purezza di sangue vengono falsificati, cerc di convincerlo Luna. Lo sanno tutti che il nonno di Teresa di Ges, la fondatrice dellordine delle carmelitane scalze, era ebreo. E adesso vogliono persino beatificarla! Come lei ce ne sono centinaia, migliaia. Cristiani di ogni condizione pretendono di ottenere hidalguia per evitare di pagare le tasse e ora anche molti moriscos ricorrono a questi accertamenti per sfuggire allespulsione: per tutta la durata delle pratiche relative al caso, infatti, nessuno potr dare loro fastidio. E il processo pu andare avanti per anni.
Ma se poi alla fine perdono? indag Hernando.
Per allora saranno cambiati i tempi, rispose Castillo. Fidati, insist don Pedro. Penseremo noi a tutto. Prima di partire per Granada, Hernando incaric un procuratore 
perch patrocinasse la sua causa presso il tribunale degli hidalgos.
Gli eventi, per, precipitarono. I moriscos, esasperati dalle voci di una prossima espulsione, corsero a cercare aiuto presso il re del Marocco, Muley Zaidan. Unambasciata di cinquanta uomini si rec in Berberia e gli propose di invadere la Spagna con laiuto degli olandesi, che si erano gi impegnati a fornire le imbarcazioni sufficienti per creare un ponte sullo stretto. Lofferta era simile a tutte quelle che lavevano preceduta: Muley Zaidan non doveva fare altro che prendere una citt costiera dotata di porto, fornendo ventimila soldati, mentre i moriscos ne avrebbero fatti sollevare altri duecentomila per impossessarsi di alcuni regni indeboliti.
Il marocchino, bench fosse acerrimo nemico della Spagna, rise della proposta moresca e conged lambasciata. Chi non ci trov niente da ridere fu Filippo terzo, ormai stanco di congiure. Era preoccupato dalleventualit che una di esse arrivasse a concretizzarsi e i suoi domini venissero effettivamente invasi da una potenza straniera con laiuto dei moriscos. Nellaprile del 1609 il re in persona mand un memoriale al consiglio in cui esortava i suoi membri a adottare misure definitive per sbarazzarsi 
di quella comunit, anche a costo di arrivare allestrema misura di sgozzarli tutti. Cos scrisse il monarca.
Cinque mesi dopo nella citt di Valenza veniva pubblicato il bando di espulsione dei moriscos di quel regno. Alla fine erano prevalse le tesi intransigenti del patriarca Ribera e di altri esaltati; lunica opposizione registrata allespulsione, quella dei nobili che temevano limpoverimento delle loro terre in mancanza di manodopera economica e qualificata come quella moresca, venne azzittita dalla promessa di ripartire la propriet delle terre e di tutti gli averi che i moriscos non fossero riusciti a portare via. Le uniche cose che potevano prendere con s uscendo dalla Spagna erano quelle che fossero riusciti a trasportare sulle spalle fino ai porti dimbarco loro indicati, dove avrebbero dovuto presentarsi nel giro di tre giorni; tutto il resto andava lasciato, a beneficio dei signori, sotto la minaccia della pena di morte per chi distruggeva o nascondeva una qualsiasi propriet.
Cinquanta galee reali con quattromila soldati, la cavalleria castigliana, la milizia del regno di Valenza e larmata dellOceano furono incaricate di controllare ed eseguire lespulsione dei moriscos valenzani.
Per quanto paventata, lordinanza reale rappresent un colpo tremendo per Hernando e per i moriscos dei diversi regni spagnoli. Valenza era solo il primo regno a essere colpito, ma presto anche gli altri avrebbero seguito lesempio. Tutti i cristiani nuovi discendenti dei mori sarebbero stati espulsi e i loro beni confiscati a favore dei nobili, come a Valenza, o della corona.
Hernando non era ancora riuscito ad assimilare lordinanza di espulsione, quando si accorse di avere due soldati appostati davanti a casa. La prima volta non diede importanza alla cosa. Una coincidenza, pens, ma quando poi li rivide, giorno dopo giorno, dedusse che erano stati messi l per controllare i suoi movimenti.
Sono ordini del consigliere don Gil Ulloa, gli rispose beffardo uno dei soldati quando finalmente si decise a chiederglielo.
Gil Ulloa! borbott tra i denti, dando le spalle ai due soldati 
che ridacchiavano. Il fratello di Rafaela, che aveva ereditato la carica dal padre. Gran brutto nemico, si disse.
I cristiani di Cordova festeggiarono la decisione del re e il consiglio cittadino, davanti al pericolo di disordini, minacci il popolo esaltato di punire con cento frustate e quattro anni al remo di una galea chiunque avesse maltrattato i moriscos. Nello stesso tempo, per, innalz la pena a duecento frustate e sei anni al remo di una galea per i cristiani nuovi che si fossero riuniti in gruppi di pi di tre persone alla volta.
Ci nonostante, la decisione che pi colp gli interessi di Hernando e che venne immediatamente adottata fu quella di proibire ai moriscos di vendere le loro case e terre.
Non ci comprano pi neanche i cavalli, gli comunic un giorno Miguel. Avevo gi concluso un paio di vendite, ma gli acquirenti si sono tirati indietro.
Aspettano il momento in cui saremo costretti a svenderli. Lo storpio annu in silenzio.
I fittavoli si rifiutano di pagare gli affitti, aggiunse facendo uno sforzo.
Miguel sapeva che quei soldi erano indispensabili alla famiglia. Lui stesso, lanno prima, era riuscito a convincere Hernando a fare lavori di ristrutturazione nella masseria. Avevano bisogno di nuove scuderie, un maneggio e un pagliaio; quelli esistenti cadevano a pezzi, tanto erano vecchi. E il padrone aveva ascoltato i suoi consigli e investito parte dei propri risparmi nellallevamento. Quello che Miguel non sapeva era che il resto del denaro di cui disponeva il morisco era stato destinato allaccertamento di hidalguia, agli onorari del procuratore e dellavvocato granadino e al pagamento delle molte pratiche necessarie per portare la questione davanti al tribunale degli hidalgos.
Pagheranno, afferm allora. Io non mi lascer espellere. Ho intrapreso le pratiche per un accertamento di hidalguia. Cos spieg davanti allespressione sorpresa di Miguel.
Dillo ai miei fittavoli. Lunica cosa che otterranno a non pagare sar di perdere le terre. Dillo anche ai compratori dei cavalli. Aveva parlato cori fierezza, ma dimprovviso sul viso e nella voce cal un velo di stanchezza. Mi servono soldi, Miguel.
Nel frattempo, a Cordova continuavano ad arrivare le notizie del processo di espulsione dei valenzani. I quartieri in cui vivevano i moriscos divennero mercati in cui accorsero speculatori di tutti i regni, per comprare a prezzo stracciato i beni degli espulsi. Lodio tra le comunit, fino ad allora latente e represso dai nobili che difendevano i loro lavoratori e che adesso, salvo rare eccezioni, si disinteressarono a loro, esplose con violenza. A nulla valsero le minacce del re contro quanti aggredivano o derubavano i cristiani nuovi: le strade che percorrevano per raggiungere i vari porti dimbarco furono ben presto disseminate di cadaveri. Lunghe file di uomini e donne, bambini e anziani alcuni malati, tutti carichi delle loro masserizie come unimmensa colonna di mercanti sconfitti sincamminarono verso lesilio. I cristiani li costringevano a pagare per potersi sedere allombra degli alberi o per bere lacqua dei fiumi che erano stati loro per secoli. La fame min molti di loro e alcuni vendettero i figli per procurarsi il cibo con cui mantenere il resto della famiglia. Pi di centomila moriscos valenzani, strettamente sorvegliati, cominciarono a concentrarsi nei porti di Grao, Denia, Vinars o Moncofar! 
Hernando alz la testa, stupito. Doveva essere successo qualcosa di grave per costringere Rafaela a fare irruzione in biblioteca, senza neanche bussare alla porta. Solo in rare occasioni la moglie si era permessa di violare il suo santuario mentre lui lavorava alla scrittura di un Corano, e ogni volta, immancabilmente, cera stato un motivo importante. Si avvicin e rimase in piedi davanti a lui, allaltro lato della scrivania. Hernando la osserv alla luce delle lampade: aveva poco pi di trentanni. La fanciulla spaventata che aveva conosciuto nelle scuderie era diventata una donna. Una donna che, a giudicare dalla sua espressione, sembrava profondamente agitata.
Sei al corrente del bando di espulsione dei valenzani? volle sapere Rafaela.
Hernando si sent inchiodato dagli occhi della moglie. Esit prima di rispondere.
S... Be... balbett, so quello che sanno tutti: che li hanno espulsi dal regno.
Ma... non sai nulla delle misure concrete? prosegu lei, inflessibile. 
Ti riferisci ai soldi?
Rafaela fece una smorfia dimpazienza. No.
Dove vuoi arrivare, Rafaela? Era strano vederla cos tesa.
Mi hanno detto al mercato che il re ha previsto condizioni specifiche per i matrimoni misti tra cristiani nuovi e vecchi. Hernando si protese sulla sedia. Non sapeva niente di quei dettagli. Continua, lincoraggi con un cenno della mano. Le donne moresche sposate con cristiani vecchi sono autorizzate a restare in Spagna e, con esse, i figli. I moriscos sposati con cristiane vecchie devono lasciare la Spagna... e portare con s i figli maggiori di sei anni; quelli minori resteranno qui, con le madri.
Le trem la voce nel pronunciare le ultime due frasi.
Hernando appoggi i gomiti al tavolo, intrecci le dita e vi lasci cadere la testa sopra. Significava che, se lordine reale fosse arrivato a colpirlo, con lui avrebbero espulso anche Amin e Laila. Muqla e i suoi due fratelli minori sarebbero rimasti con Rafaela in Spagna per vivere... di cosa? Le loro terre e la loro casa sarebbero state requisite, e i loro beni...
Non accadr alla nostra famiglia, afferm categorico. Le lacrime rigavano le guance della moglie senza che lei facesse nulla per trattenerle. Tremava tutta, scrutandolo con i suoi occhi umidi. Hernando sent un nodo allo stomaco. Non preoccuparti, aggiunse con dolcezza, alzandosi dalla sedia. Come sai, ho chiesto che venga accertata la mia hidalguia e mi sono gi arrivati i primi documenti da Granada. Ho amici importanti laggi, vicini al re, che mi appoggeranno. Non ci espelleranno.
Le si avvicin e la strinse al petto.
Oggi... Rafaela singhiozz. Stamattina ho incrociato mio fratello Gil, mentre tornavo a casa. Hernando aggrott la fronte. Mi ha derisa. Le sue risate risuonavano sempre pi forte alle mie spalle mentre io acceleravo il passo per allontanarmi da lui...
E perch rideva?
Hidalgo? mi ha urlato. A quel punto mi sono girata e lui
ha sputato per terra. Rafaela scoppi a piangere. Hernando la incoraggi a proseguire.Quelleretico di tuo marito non otterr mai hidalguia!  ha assicurato.
Lo sapevano, si disse Hernando. Cera da aspettarselo. Miguel doveva averlo detto ai fittavoli e ai nobili che volevano comprare i cavalli, e la notizia era ormai passata di bocca in bocca.
Donna, anche se non dovessero concedermela, le sole pratiche per laccertamento bloccheranno lespulsione per anni. Poi... poi vedremo. Le cose cambieranno.
Ma il pianto della moglie era incontenibile; si port le mani al viso e i suoi lamenti ruppero il silenzio della notte. Hernando, che si era staccato da lei, si mise alle sue spalle e le accarezz i capelli con dolcezza, fingendo una serenit che era ben lungi dallavere.
Sta tranquilla, le sussurr, non ci accadr nulla. Resteremo tutti insieme.
Miguel ha un presentimento... mormor lei tra i singhiozzi,
I presentimenti di Miguel non si avverano sempre... Andr tutto bene. Tranquilla. Non accadr nulla, mormor. Adesso calmati, i bambini non devono vederti cos.
Rafaela annu e fece un respiro profondo. Non sembrava intenzionata a sciogliersi dallabbraccio. Provava una paura immensa, che solo il contatto con Hernando riusciva a mitigare.
Lui la vide uscire dalla biblioteca asciugandosi le lacrime e un sentimento di profonda tenerezza simpossess di lui. Aveva imparato a vivere diviso tra Fatima e Rafaela. Trovava la prima nella preghiera, nellantica moschea, nella calligrafia, o quando ascoltava Muqla sussurrare qualche parola in arabo, con i suoi immensi occhi azzurri inchiodati su di lui in attesa dellapprovazione paterna. Rafaela, invece, la incontrava nella vita quotidiana, in tutte le situazioni in cui aveva bisogno di dolcezza e amore; si prendeva cura di lui con affetto e lui la contraccambiava. Fatima era ormai diventata una specie di faro da seguire nei suoi momenti di unione con Allah e la sua religione.
Lespulsione dei moriscos valenzani procedeva, pur tra le difficolt. La deportazione di oltre centomila persone costringeva le navi ad andare continuamente avanti e indietro dalla Berberia. Bench avessero concesso loro tre giorni di tempo, loperazione richiese mesi. Quel ritardo fece s che, attraverso gli equipaggi delle imbarcazioni che tornavano e a causa della maliziosa crudelt dei cristiani, che non esitavano a diffonderle, cominciassero ad arrivare notizie riguardo alla situazione delle genti appena sbarcate sulle coste africane. I pi fortunati, quelli che scendevano a terra ad Algeri, erano immediatamente trasferiti nelle moschee; una volta l, gli uomini venivano spogliati e messi in fila perch potessero esaminargli il pene e circonciderli cos, su due piedi, uno dopo laltro. Quindi andavano a ingrossare le file della pi bassa delle caste della citt corsara, governata dai giannizzeri, e venivano mandati a lavorare nei campi in condizioni disumane.
I meno fortunati cadevano in balia delle trib nomadi o berbere che assalivano, derubavano e assassinavano quelli che, per loro, erano solo comuni cristiani: uomini e donne che erano stati battezzati e avevano rinnegato il Profeta. Correva voce che allincirca tre quarti dei moriscos valenzani, pi di centomila persone, fossero stati assassinati dagli arabi. Persino a Tetuan e a Ceuta, citt in cui risiedevano parecchi moriscos andalusi, torturarono e giustiziarono i nuovi arrivati. Allora intere comunit, proclamandosi cristiane, raggiunsero le mura dei presidi spagnoli incastonati sulla costa africana, in cerca di protezione. Centinaia di moriscos, terrorizzati e disillusi, riuscirono in qualche modo a tornare in Spagna, dove si consegnarono come schiavi al primo uomo che incontravano: gli schiavi, infatti, non potevano essere espulsi.
Si diceva inoltre che i passeggeri di intere navi fossero stati spogliati dei loro beni e gettati in alto mare. Nei mercati cristiani le sardine cominciarono a essere vendute con il nome di granadine.
Le notizie dei macabri massacri in Berberia e di altre efferatezze si diffusero tra i moriscos valenzani ancora in attesa di essere espulsi. Due comunit si ribellarono, impugnando le armi. Munir fece sollevare gli uomini della valle di Cofrentes, che, comandati da un nuovo re di nome Turigi, si rifugiarono
sui picchi pi alti della Muela di Cortes. Lo stesso fecero altre migliaia di uomini e donne nella Val de Laguar, agli ordini del re Melleni. Ma il guerriero al Fatimi in sella al suo destriero non corse in loro aiuto, e i veterani dei tercios del re non ebbero problema a soffocare la rivolta. Vennero giustiziati a migliaia; altrettanti furono ridotti in schiavit.
Prima della fine di quello stesso anno usc il bando di espulsione dei moriscos delle due Castiglie e dellEstremadura. Gli andalusi ormai non potevano pi ignorare che sarebbero stati i prossimi.
Una fredda e uggiosa mattina di gennaio, Hernando si trovava in biblioteca a correggere le lettere tracciate da Amin con il bastoncino sulle tavolette ricoperte di un sottile strato di cera bianca che costituivano il suo quaderno. Aveva provato a dargli una penna doca, ma il bambino sporcava la carta con linchiostro, per cui gli risultavano pi comode quelle tavolette in cui poteva cancellare ci che aveva scritto e ripetere le lettere finch lo desiderava. Amin era riuscito a disegnare unalif sottile e proporzionata. Hernando prese la tavoletta e si compliment per il lavoro con il bambino mentre gli scompigliava i capelli. Anche Muqla si avvicin e guard con invidia il fratello maggiore.
Se continui cos, presto potrai farlo con la penna, cercando la lieve curvatura della punta che pi si adatti ai movimenti della tua mano.
Il bambino lo guard con occhi pieni di speranza ma, proprio quando stava per dire qualcosa, dei colpi assordanti alla porta dingresso della casa rimbombarono nellatrio, si estesero al patio e salirono fino alla biblioteca. Hernando rimase immobile.
Aprite al consiglio di Cordova! si senti dalla strada.
Dopo aver ordinato con un gesto al figlio di nascondere tutto, Hernando and verso il loggiato tenendo il piccolo Muqla per mano. Prima di abbandonare la biblioteca, controll che Amin mettesse in ordine la scrivania, su cui pos un libro dei salmi come avevano gi provato in diverse occasioni.
Aprite! I colpi continuavano a rimbombare.
Hernando si aggrapp alla balaustra e guard verso il patio. Rafaela era l in piedi, spaventata, e lo interrogava con lo sguardo.
Su, le fece segno di aprire e scese le scale di corsa.
Arriv quando la moglie stava finendo di togliere il chiavistello che li chiudeva dentro. In strada, un ufficiale e diversi soldati circondavano un uomo sulla trentina, lussuosamente vestito. Alle loro spalle spuntava la testa di un sorridente Gil Ulloa e, dietro ancora, uno sciame di curiosi. Hernando si mise davanti a Rafaela, che fissava il fratello. Lui, dal canto suo, si sforzava di riconoscere il nobile, i suoi lineamenti...
Aprite al consiglio cittadino, grid nuovamente lufficiale, bench Hernando fosse ormai in strada, e a uno dei suoi rappresentanti, il Ventiquattro don Carlos di Cordova, duca di Monterreal.
Il figlio di don Alfonso! I tratti del padre erano mescolati a quelli di donna Lucia. La duchessa! Al solo ricordo della donna e dellodio che gli professava, il morisco sent che gli cedevano le ginocchia. Quella visita non lasciava presagire nulla di buono.
"Sei tu Hernando Ruiz, cristiano nuovo di Juviles? gli chiese don Carlos con la solita voce sicura e autoritaria con cui i nobili si rivolgevano a chiunque li circondasse.
S, sono io. Hernando abbozz un sorriso triste.. E vostra eccellenza lo sa bene.
Don Carlos finse di non aver recepito il commento.
Per ordine del presidente della Reale Cancelleria di Granada, ti consegno la lettera con cui viene respinto laccertamento di hidalguia che hai cos temerariamente intentato. Si fece avanti uno scrivano e gli diede un documento. Sai leggere? chiese il duca.
La carta scottava nella mano di Hernando. Perch il duca in persona si era preso il disturbo di venire a casa sua per consegnarglielo, quando avrebbe potuto convocarlo presso il consiglio? La curiosit della gente, sempre pi numerosa, gli diede la risposta: voleva che fosse un atto pubblico. Con la coda dellocchio not che Rafaela barcollava; le aveva garantito che quel processo poteva protrarsi per anni! 
Se non sai leggere, insist don Carlos, lo scrivano proceder a darne pubblica lettura...
Ho letto libri cristiani per il padre di vostra eccellenza, ment Hernando, alzando la voce, mentre agonizzava prigioniero nella tenda di un rais corsaro, poco prima di rischiare la vita per liberarlo.
Un brusio si lev dal capannello di curiosi. Don Carlos di Cordova, tuttavia, non batt ciglio.
Conserva la tua superbia per quando sarai nella terra dei mori, replic il duca.
Hernando fece appena in tempo a sorreggere Rafaela quando costei, sentite le parole del nobile, svenne. Il documento si stropicci, schiacciato contro il corpo di sua moglie.
Cos stabilisce don Ponce di Hervs, giudice della Reale Cancelleria di Granada, giudice del tribunale degli hidalgos. Hernando fece accomodare Rafaela su una poltroncina del loggiato, le bagn il viso e le diede una ciotola dacqua, ma non pot aspettare che si riprendesse del tutto dal suo malore per leggere il documento. Don Ponce! Il marito di Isabel! Il giudice respingeva la sua istanza in limine, senza neppure prenderla in considerazione, senza neanche aprire il procedimento. Cristiano nuovo e risaputo, diceva nella sua sentenza, come lui stesso si  dichiarato presso larcivescovado di questa citt di Granada nei suoi numerosi memoriali. La sua caparbia difesa delle stragi compiute ai danni di devoti cristiani, martiri delle Alpujarras, nel paese di Juviles, accredita la sua adesione alla setta di Maometto. Ricord quel primo scritto che aveva fatto pervenire allarcivescovado di Granada e in cui, effettivamente, cercava di giustificare le carneficine commesse da monfi e moriscos nelle Alpujarras. Dovevano rispuntare proprio adesso tutti quelli che si potevano definire suoi nemici? Don Ponce, Gil Ulloa e lerede del duca di Monterreal, cresciuto da una donna che lo detestava. Chi altri mancava? L relazione di fatti e circostanze su cui il richiedente vorrebbe fondare la propria hidalguia presso codesto tribunale non sono che una goffa e grossolana falsificazione delle realt, che non merita la bench minima attenzione da parte di questa istituzione. Gli tornarono alla mente le promesse di don Pedro, Luna e Castillo.Tutto  falsificabile! gli avevano detto. A cosa gli era servito? Don Ponce di Hervs
aveva avuto la sua vendetta! Accartocci il documento tra le mani.
Cornuto figlio di puttana! esclam.
Poi si curv sulla sedia, sconfitto. Fu come se tutti i suoi anni gli piombassero addosso di colpo. Rafaela, accanto a lui, allung il braccio e gli pos una mano sulla gamba. Il contatto lo turb. Guard le dita della moglie, lunghe e sottili, la pelle rovinata da anni di lavori di casa. Poi si gir verso di lei. Era pallida. Lui rimase immobile, paralizzato. Rafaela singinocchi ai suoi piedi e pos la testa sul grembo di lui. Rimasero cos a lungo: in silenzio, a occhi chiusi, come se si rifiutassero di aprirli a quella realt che li soverchiava.
Lombra dellespulsione cal sulla casa. Da quel giorno, Hernando prest pi attenzione ai movimenti di Rafaela, alle conversazioni che intratteneva con i bambini: quando era sola la sentiva piangere. Una notte, mentre cercava di prenderla tra le braccia, lei lo respinse.
Lasciami, ti prego, gli disse alla prima carezza.
In questo momento dovremmo essere pi uniti che mai, Rafaela.
No, per Dio! singhiozz lei.
Ma...
E se restassi incinta? Non ci hai pensato? Perch dovrei volere un altro figlio? mormor lei amaramente. Per restare qui sola e incinta quando, tra qualche mese, ti cacceranno dalla Spagna?
Poco dopo Hernando, intristito e invecchiato, decise di giocare lultima carta: si sarebbe recato a Granada, a parlare con don Pedro e gli altri. Poi si sarebbe rivolto allarcivescovo in persona, se tutto il resto si fosse rivelato inutile.
La mattina dopo lo comunic a Miguel, che si era trasferito nella casa di Cordova non appena aveva saputo del cattivo esito dellaccertamento di hidalguia. Ci nonostante, Hernando non gli aveva sentito raccontare nessuna storia, neanche ai bambini, che presentivano lavvicinarsi di qualche disgrazia e
apparivano tristi e silenziosi. Lo storpio gli apr il portone perch potesse uscire in sella a un puledro veloce e resistente. Hernando era fermamente intenzionato a galoppare fino a Granada, facendo morire il cavallo se necessario. Ma non raggiunse neanche il vicolo.
Dove credi di andare? lo ferm uno dei soldati di Gil.
A Granada, rispose dalla sella, frenando il cavallo. A vedere larcivescovo.
Con quale autorizzazione?
Hernando gli mostr il lasciapassare. Luomo lo studi sprezzante. Ma se non sai neanche leggere! ebbe la tentazione di gridargli. Opt invece per cercare di spiegargli di cosa si trattava.
E unautorizzazione dellarcivescovado di...
Non serve! lo interruppe il soldato, stracciando il foglio a .
met.
Cosa fai? Era la sua ultima possibilit! Hernando sent che gli ribolliva il sangue. Bastardo! 
Istintivamente, lanci il puledro sul soldato e balz gi. dalla sella per raccogliere i pezzi ma, prima ancora di aver toccato terra, laltro soldato lo stava gi minacciando con la spada.
Provaci! lo sfid quello.
Hernando esit. Il primo aveva scansato lurto del cavallo e aveva affiancato laltro, puntandogli a sua volta contro la spada sguainata. Il puledro tirava le briglie, eccitato. Cap che era tutto inutile.
volevo solo... raccogliere i pezzi...
Ti ho detto che non ti servir pi a nulla. Non puoi lasciare Cordova.
Il soldato calpest la carta straccia.
Torna a casa tua, ribad, indicando il vicolo con la spada.
Torn a piedi, tirando il cavallo per le redini. Sul portone, rimasto aperto, lo aspettava Miguel, che aveva assistito alla scena. Cerc di mettersi in contatto epistolare con Granada, ma non
trov il modo di farlo. I mulattieri, per lo pi valenzani, erano gi stati espulsi, cos come quelli della Mancia, della Castiglia e dellEstremadura; a quelli degli altri regni era stato proibito di calcare le strade.
Mi perquisiscono ogni volta che esco di casa, gli confid Miguel, indignato e composto. Seguono Rafaela da vicino, senza perderla di vista un attimo. E impossibile..:
Perch non cercano loro di mettersi in contatto con me? si lament Hernando ad alta voce. La sua voce tradiva una nota di disperazione. Non possono ignorare che laccertamento  stato respinto.
Nessuno pu avvicinarsi a questa casa senza prima passare il controllo degli uomini del consigliere, gli rispose lamico, cercando di calmarlo. Se ci hanno provato, saranno stati costretti a desistere.
Per un verso Hernando era consapevole che n don Pedro n nessuno dei traduttori avrebbe corso il rischio di recarsi personalmente da lui. Sapeva che lanno prima era stato pubblicato un libro, Antigedad y excelencias de Granada, in cui si esaltava il lignaggio dei Granada Venegas e si sosteneva che le sue radici cristiane risalivano fino ai goti. Una delle pi importanti famiglie della nobilt musulmana! Che ironia! Nel libro, che era riuscito a superare la censura regia, si arrivava persino ad affermare che, dopo la presa di Granada da parte dei Re Cattolici, al predecessore di don Pedro, Cidiyaya, fosse apparso Ges Cristo in persona sotto forma di una miracolosa croce sospesa nellaria. Cos era stato chiamato ad abbracciare la religione dei suoi antenati goti. I Granada Venegas avevano ripudiato il Lagaleblila, il Wa la ghalib illa Allah dei nasridi, quel motto che letteralmente significava Solo Allah  vincitore e che aveva costituito sino a quel momento la loro divisa nobiliare, cambiandolo con un cristianissimo Servire Deo, regnare est. Chi avrebbe messo in dubbio la purezza di sangue di una famiglia che, come san Paolo, era stata toccata dalla mano divina?
Loro sono gi riusciti a mettersi in salvo, sussurr. Cosa pu importargli di un povero morisco come me?
I soldi finirono, come pure le provviste che aveva in dispensa; i fittavoli non gli portavano pi nulla e Rafaela aveva problemi a comprare da mangiare. Nessuno le faceva pi credito: n i cristiani n i moriscos. Ma le difficolt quotidiane e la fame dei figli sembravano averle dato quella forza che invece stava venendo meno al marito,
Vendi i cavalli. A qualsiasi prezzo! ordin un giorno Her
nando a Miguel, dopo aver sentito Muqla che piangeva per la fame.
Ho gi provato a farlo, lo sorprese lo storpio. Nessuno li comprer. Un sensale di mia fiducia mi ha assicurato che non riuscirei a venderli neanche per un misero pugno d maraved. Il duca di Monterreal lha proibito. Nessuno vuole guai con un Ventiquattro di Cordova e un grande di Spagna.
Hernando scosse la testa.
Pu darsi che recuperino il loro valore quando sar tutto finito, cerc di consolarsi, e a quel punto Rafaela potr venderli a buon prezzo.
Non credo, disse lo storpio. Il suo signore apr i palmi delle mani in un gesto dimpotenza. Quali altre sventure potevano cadere su di loro? Signore, prosegu Miguel,  da tempo, ormai, che non paghiamo pi la paglia, lorzo, il maniscalco o il sellaio, cos come gli stipendi di stallieri e scudieri. Il giorno che tu non ci sarai pi, se non prima, i creditori ci piomberanno addosso e una donna sola... Non ci avevi pensato? aggiunse.
Hernando non rispose. Cosa poteva fare? Come avrebbero fatto a tirare avanti?
Miguel distolse lo sguardo. Come pensava che facesse a mantenere la masseria e i cavalli senza indebitarsi? Era stato lo stesso Hernando a ordinargli di trasferire i cavalli che erano nelle scuderie alla masseria, dal momento che l in citt non riuscivano ad alimentarli.
Tentarono di svendere i mobili di casa e i libri di Hernando in una Cordova che era ormai diventata un immenso suk. Migliaia di famiglie moresche mettevano allasta i loro beni nelle strade, circondati da cristiani vecchi che si divertivano tra di loro a puntare al ribasso. Si prendevano gioco di uomini e donne che, soffocando la rabbia, aspettavano che qualcuno in mezzo alla folla acquistasse quel mobile comprato con tanta speranza e tanta fatica anni prima, o i letti in cui avevano dormito e sognato una vita migliore. Artigiani, commercianti, calzolai, friggitori o fornai supplicavano i loro concorrenti cristiani di comprargli gli attrezzi e i macchinari di lavoro. Ci nonostante, 
nessun cristiano si avvicin ai libri e ai mobili che Hernando port da casa e che Rafaela e i bambini sorvegliavano perch, almeno, non glieli rubassero.
Una notte, in preda alla disperazione, Hernando and a cercare Pablo Coca. Sperava di poter guadagnare qualcosa al tavolo da gioco, ma il biscazziere era morto. Allora, anche se non aveva il nullaosta per farlo, Miguel si mise a chiedere lelemosina per strada. I soldati che sorvegliavano i dintorni ridevano e lo schernivano vedendolo arrivare ogni sera, allimbrunire, saltellando sulle grucce, con qualche manciata di verdure marce in una bisaccia sulla schiena. Intanto, durante il giorno, Hernando cercava di ottenere udienza presso il vescovo, il decano o uno qualsiasi dei prebendati del Capitolo della cattedrale di Cordova. Il vescovo poteva salvarlo se attestava la sua cristianit e lui non aveva forse lavorato per la cattedrale?
Aspett giornate intere, in piedi, nel cortile daccesso al grande edificio, come molti altri moriscos che avevano avuto la sua stessa idea, stretti gli uni agli altri.
Nessuno vorr ricevervi, vomitavano loro addosso gli uscieri, giorno dopo giorno.
Hernando sapeva che sarebbe andata cos, nessuno di quei sacerdoti gli avrebbe prestato la bench minima attenzione, proprio come facevano quando li incontrava per caso in strada. Alcuni lo guardavano, altri attraversavano il cortile affrettando il passo senza degnarlo di unocchiata. Ma cosa poteva fare, se non aspettare una briciola di quella misericordia di cui si riempivano tanto la bocca i cristiani? Non gli veniva in mente nessunaltra soluzione. Non cera! Le voci sulla data dellespulsione dei moriscos andalusi aumentavano con il passare dei giorni e, se non otteneva lattestato della Chiesa, lui era condannato a lasciare la Spagna con Amin e Laila.
Cosa ne sarebbe stato del resto della sua famiglia? si chiedeva ogni notte, quando tornava a casa a testa bassa e ammucchiava nellatrio gli stessi mobili e gli stessi libri che con laiuto di Rafaela aveva portato fuori la mattina.
I bambini lo aspettavano, come se la sua semplice presenza potesse risolvere tutti i problemi vissuti nel corso di quella lunga e noiosa giornata dinfruttuoso commercio. Ed Hernando si costringeva a sorridere e permetteva loro di saltargli in braccio,
cercando di trasformare limpulso di mettersi a piangere in parole di conforto e tenerezza, ascoltando i loro racconti concitati, innocenti e irruenti. Gli anziani dovevano saperlo, pensava tra gli schiamazzi: gli anziani non potevano essere alloscuro della tensione e del nervosismo che viveva lintera cittadinanza, ma erano incapaci di immaginare le conseguenze di quellespulsione per una famiglia come la sua. Poi aspettavano gli scarti che Miguel avrebbe portato per cenare e, quando i bambini erano a letto e lo storpio si era ritirato con discrezione e volontariamente, Hernando e Rafaela si parlavano piano, senza che nessuno dei due trovasse il coraggio di prospettare la situazione nella sua crudezza.
Domani ce la far, affermava lui.
Ne sono sicura, gli rispondeva Rafaela cercando il contatto della sua mano.
Sorgeva lalba e riportavano in strada mobili e libri. I bambini, correndo a mulinello intorno alla madre, li guardavano allontanarsi: Miguel per andare a mendicare, Hernando per recarsi al palazzo del vescovo.
Per i chiodi di Ges Cristo, aiutatemi! 
Hernando usc dal gruppo di moriscos e singinocchi nel cortile al passaggio del decano della cattedrale. Il prebendato si ferm e lo guard. Gli abiti di Hernando tradivano la sua identit: i suoi problemi con il consiglio cittadino lo precedevano.
Tu sei quel figlio di uneretica che ha giustificato le stragi dei martiri delle Alpujarras, no? gli sput addosso il decano.
Lui cerc di avvicinarsi alluomo, trascinandosi sulle ginocchia con le braccia tese. Il prevosto indietreggi. Gli uscieri gli corsero incontro.
lo... riusc a balbettare, prima che quelli lo prendessero da sotto le ascelle e lo riportassero in mezzo al gruppo.
Perch non cerchi aiuto nel tuo falso profeta? sent che gridava il decano alle sue spalle. Perch non lo fate tutti? strill agli altri moriscos. Eretici! 
...
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67.
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Domenica 17 gennaio 1610, in occasione della festa di SantAntonio, nella citt di Cordova venne pubblicato e bandito leditto di espulsione dei moriscos di Murcia, Granada, Jan, Andalusia e del borgo di Hornachos. Il re proib ai cristiani nuovi di portare fuori dai suoi regni qualsiasi genere di moneta, oro, argento o lettere di cambio, esclusi i soldi necessari al loro mantenimento durante il viaggio per raggiungere il porto di Siviglia, nel caso dei cordovesi, e il prezzo del passaggio in nave, che avrebbero dovuto pagarsi da s, provvedendo i pi ricchi a sovvenzionare i pi poveri. Dopo aver svenduto i propri beni e gli attrezzi di lavoro, i moriscos si misero a comprare, stavolta a prezzi superiori a quelli di mercato, qualsiasi merce leggera che potessero trasportare: stoffe, sete o spezie.
Riuniti in sala da pranzo, attorno ai tozzi di pane rancido da cui Rafaela cercava di raschiare il verde della muffa, Hernando si accinse a spiegare ai figli cosa sarebbe successo alla loro famiglia in base allordinanza appena ascoltata.
Figli...
La sua voce sincrin. Li guard uno dopo laltro: Amin, Laila, Muqla, Musa e Salma. Tent di dire qualcosa ma la tensione accumulata da mesi ebbe la meglio, si port le mani alla faccia e scoppi a piangere. Per un pezzo nessuno si mosse, mentre i bambini, spaventati, tenevano gli occhi inchiodati sul padre. Laila e la piccola Salma si misero a piangere a loro volta. Allora .Miguel si alz goffamente e fece per portare via con s i pi piccoli.
No, si oppose Rafaela. La sua espressione tradiva unimmensa stanchezza, ma la sua voce conservava la calma. Sedetevi tutti. Dovete sapere, prosegu quando Miguel si lasci cadere di nuovo sulla sedia, che di qui a breve vostro padre, Amin e Laila lasceranno Cordova. Voi altri resterete qui, con me.
La donna si fece forza per abbozzare un sorriso. Salma, incapace di capire cosa stesse succedendo, sorrise a sua volta.
Quando torneranno? chiese il piccolo Musa.
Hernando alz finalmente il viso e scambi unocchiata con Rafaela.
Be, sar un viaggio molto lungo, rispose lei. Andranno in un posto molto, molto lontano...
Madre... la voce del loro primogenito incrin il silenzio seguito alle parole di Rafaela. Lui s che aveva ascoltato con attenzione il bando e ne capiva il significato: sapeva che li stavano cacciando dalla Spagna, che non si trattava di un viaggio da cui potessero fare ritorno perch rischiavano, come aveva strillato il banditore, la pena di morte e la confisca di tutti i loro beni qualora venissero trovati, inadempienti alle mie disposizioni, nei miei regni e domini oltre il suddetto termine. Saranno condannati a tali pene arbitrariamente, senza bisogno di processo, sentenza o dichiarazione pubblica. Se fossero tornati li avrebbero uccisi! Laveva capito benissimo: qualsiasi cristiano poteva ucciderli se li sorprendeva, senza dover dare spiegazioni, senza dover comparire davanti a un tribunale. Perch non potete venire con noi, tu, lo zio Miguel e gli altri?
Ecco! Andiamocene tutti! propose Musa.
Rafaela sospir. Lingenuit del suo figlio piccolo la inteneriva. Come faceva a spiegargli una cosa del genere? Cerc aiuto nel marito, ma Hernando rimase in silenzio, lo sguardo assente, come se non fosse l.
E' la volont di Dio, rispose ad Amin.
t stato il re a deciderlo! la contraddisse Laila.
No. Tutti si girarono verso Hernando. E' stato Dio, come dice vostra madre a ragione.
Rafaela lo guard grata.
Figli, prosegu lui, recuperando la padronanza di s, Dio ha disposto che ci si debba separare. Voi, i piccoli, resterete qui, a Cordova, con vostra madre e lo zio Miguel. I pi grandi verranno con me in Berberia. Preghiamo tutti insieme, a quel punto fiss lo sguardo su Rafaela,preghiamo il Dio di Abramo, il Dio che ci unisce, perch, un giorno, nella sua bont e
misericordia, ci permetta di ritrovarci. Pregate anche la vergine Maria; raccomandatevi sempre a lei nelle vostre preghiere.
Quandebbe finito di parlare, sent gli occhi azzurri di Muqla inchiodati nei suoi. Aveva solo cinque anni, ma sembrava capire.
Allimbrunire Hernando si sedette accanto a Rafaela, al centro del patio, vicino alla fontana, sotto un freddo cielo stellato. Chiam i due figli maggiori per spiegare loro il motivo di quella separazione.
I cristiani non permettono che vostra madre, cristiana vecchia, o i vostri fratelli minori di sei anni, che sono stati battezzati, vengano in Berberia. Ritengono che chi ha superato questet sia ormai irrecuperabile per il cristianesimo, ecco perch vi espellono insieme a me. Questo  il motivo della separazione.
Fuggiamo tutti! insist Amin con le lacrime agli occhi. Vieni con noi, madre, supplic.
Il fratello di vostra madre, il consigliere, non lo permetterebbe mai, spieg Hernando.
Perch?
Figliolo, ci sono cose che non puoi capire.
Amin non disse altro. Cerc di trattenere una lacrima, era il primogenito, ma si avvicin alla madre in cerca di affetto. Laila si era seduta ai piedi di Rafaela. Hernando li guard: la moglie prese la mano del figlio maggiore e intanto accarezzava i capelli di Laila. Quellistante non si sarebbe pi ripetuto. Quanti di quei momenti si era perso nel corso degli anni, sempre chiuso in biblioteca a studiare, scrivere e lottare per lauspicata convivenza religiosa? Allora ricord le ninnananne che gli canticchiava sua madre, nelle rare occasioni in cui poteva dimostrargli il suo amore, e inton le prime note. Amin e Laila si voltarono verso di lui, stupiti; Rafaela cerc di controllare il tremito delle labbra. Hernando sorrise ai figli, alz gli occhi al cielo e riprese a canticchiare, accompagnato dal ritmo costante dellacqua che sgorgava dalla fontana.
Poi, quando riuscirono a mandare a letto i bambini, restarono entrambi zitti, ad ascoltare luno il respiro dellaltra.
Ti far arrivare denaro a sufficienza, promise Hernando, dopo un lungo silenzio. Rafaela stava per dire qualcosa, ma lui glielo imped con un gesto. Le terre e questa casa torneranno di propriet del re, hai sentito le parole del banditore. I cavalli verranno requisiti per saldare i debiti. Non abbiamo nientaltro e tu resterai qui con tre creature da sfamare. Il semplice fatto di dirlo ad alta voce lo rese pi reale, pi tangibile, tremendo.
Lei sospir. Non poteva permettergli di crollare proprio in quel momento.
lo me la caver, sussurr, stringendosi a lui. Come pensi di fare a mandarmi dei soldi? Avrai il tuo da fare a mantenere te stesso e i nostri due figli maggiori. Come pensi di campare? Domando cavalli alla tua et?
Dubiti che ne sia ancora capace? Hernando irrigid i muscoli e cerc di imprimere una certa leggerezza alle proprie parole; lei gli rispose con un sorriso forzato. No. Non credo che mi dedicher ai cavalli. Quei piccoli cavalli arabi... saranno anche eccellenti per il deserto, ma non hanno niente a che vedere con le razze spagnole. Conosco larabo colto e so scrivere, Rafaela. Credo di essere anche parecchio bravo, soprattutto se da ci dipende la vita dei miei figli e la tua. Dio guider la mia penna, ne sono sicuro. Il lavoro dello scrivano  molto considerato tra i musulmani.
Lei non ne pot pi. Aveva finto davanti ai figli per tutto il giorno, soffocando le proprie paure. In quellistante, nella penombra della notte, diede sfogo alla disperazione.
Uccidono tutti quelli che arrivano in Berberia! E chi non viene assassinato, viene sfruttato nei campi. Come fai a illuderti che...
Hernando le chiese di nuovo di tacere.
Questo accade nelle citt corsare o nelle terre barbaresche. So che in Marocco i moriscos vengono ben accolti. Si tratta di un regno incolto e il suo monarca ha capito che pu trarre beneficio dalle conoscenze degli andalusi. Posso trovare lavoro a corte, e forse un giorno tu...
Rafaela si agit, inquieta. Lui cap cosa pensava: raramente avevano parlato delle rispettive fedi, delle loro diverse religioni. Ma la sola eventualit di dover vivere in una terra musulmana la terrorizzava.
Non dire altro, lo interruppe. Io non sono mai intervenuta nelle tue scelte di fede, neanche quando ne rendevi partecipi i nostri figli. Ma non chiedermi di rinunciare alle mie. Sappi che il giorno in cui tu non ci sarai pi, i tuoi figli verranno educati nella fede cristiana.
La sola cosa che ti chiedo, prosegu Hernando,  che non appena Muqla avr raggiunto let della ragione, tu gli consegni il Corano che ho scritto. Fino a quel momento, rimarr nascosto in un luogo sicuro.
Quando verr quel giorno, lui sar cristiano, Hernando, mormor la moglie.
Rester sempre Muqla, il bambino dagli occhi azzurri. Lui sapr cosa fare. Promettimelo.
Rafaela parve riflettere.
Promettimelo, insist Hernando. Lei assent con un bacio.
Dal momento in cui i due sposi accettarono che la situazione era irreversibile, che non potevano fare pi niente per modificarla, i giorni si susseguirono in uninquietante armonia. Hernando non smise neanche di recarsi alla cattedrale a pregare in segreto, comera sua abitudine. Eppure, qualcosa era cambiato: ormai non cercava pi di instaurare quella strana forma di simbiosi con Fatima; nelle sue preghiere invocava laiuto di Allah per Rafaela e per i figli che sarebbero rimasti a Cordova. Aveva pensato di andare a Tetuan con Amin e Laila, ricongiungersi con Fatima e chiedere il suo aiuto; era stato addirittura sul punto di mandare un messaggio a Efrain, ma poi le parole dellebreo gli erano riecheggiate nelle orecchie:Ti uccideranno. E se avessero ucciso anche i suoi figli? Tetuan non aveva accolto bene i moriscos; Shamir e Francisco stavano sicuramente tenendo docchio larrivo in massa degli andalusi. Gli si strinse lo stomaco al solo pensiero dei suoi piccoli trafitti dalle lance dei corsari.
Passeggi per lantica moschea. Proprio l, nel magico bosco di colonne in cui non avrebbe mai smesso di risuonare leco delle preghiere dei veri credenti, decise di nascondere il suo prezioso Corano perch un giorno il piccolo Muqla lo potesse
ritrovare: era il posto pi indicato ed era sicuro che Muqla ci sarebbe arrivato. Doveva essere cos! Ma dove metterlo?
Sei impazzito? esclam Miguel, quando ebbe ascoltato il piano.
Non  una follia, rispose Hernando con una tale determinazione che allo storpio non rimase alcun dubbio sulla seriet delle sue intenzioni. Sar la storia migliore che tu abbia mai raccontato. Ho bisogno di voi, di te... e di Amin.
Non coinvolgere il ragazzo...
E' suo dovere.
Sei consapevole che se ci scoprono lInquisizione ci mander al rogo? mormor lamico.
Hernando annu.
Quella stessa mattina, i tre si recarono alla cattedrale. Hernando, munito di una robusta leva di ferro e una mazza nascoste sotto i vestiti; Amin, con i fogli ancora non rilegati della copia del Corano infilati tra gli indumenti e stretti al petto, e Miguel con le sue grucce, saltellando. Padre e figlio si appostarono devotamente davanti alla cappella di San Pedro, il mihrab profanato, e fecero finta di pregare mentre lo storpio si sistemava un po in disparte, alle loro spalle, tra la Cappella reale e quella di Villaviciosa. Il tempo passava ed Hernando sentiva che il sudore gli bagnava la mano con cui reggeva gli attrezzi, mentre teneva lo sguardo fisso sulla cappella davanti alla quale aveva pregato cos tante volte. Il suo frontale era chiuso da una parete di mattoni e pietre squadrate che riempiva gran parte dello spazio restante nellintercolunnio della moschea; in fondo alla parete, proprio davanti al mihrab, la cappella si chiudeva con due inferriate che arrivavano fino ai capitelli. Dietro la parete e linferriata si trovava il sarcofago di don Alfonso Fernndez di Montemayor, adelantado mayor della frontiera. Si trattava di un monumento funebre imponente ma semplice, di marmo bianco, senza iscrizioni, disegni o ornamenti aggiunti, salvo una fascia di astragali sul coperchio della tomba. Dallinferriata si vedeva met del sarcofago; laltra met era nascosta dalla parete. Hernando si volt ripetutamente verso Amin: il
ragazzo non tradiva il minimo nervosismo; restava immobile accanto a lui, dritto, sobrio e fiero, mentre recitava padrenostri e avemarie. Una folla di fedeli e sacerdoti si muoveva tuttintorno a loro. Che fosse davvero una pazzia? pens allora. Con tutta quella gente...
Non ebbe occasione di continuare a chiederselo. Comera sua abitudine, il beneficiato della cappella di San Pedro and ad aprire il chiavistello dellinferriata per prepararsi a dire messa. Hernando esit. Guard alle proprie spalle. Miguel gli sorrise, incoraggiandolo a prendere una risoluzione, appoggiandolo; Amin gli diede un colpetto con la spalla per indicargli che il sacerdote aveva appena aperto la grata. Allora annu allo storpio.
Dio! risuon nella cattedrale. La gente si gir verso il punto in cui uno storpio ballava eccitato sulle sue grucce. Era l! Lho visto! 
Alcuni fedeli si strinsero attorno a Miguel. Lui continu a strillare. Hernando non perdeva docchio lo storpio e la grata di San Pedro; il sacerdote era gi uscito, allarmato, e osservava la scena fermo davanti allinferriata.
Il suo viso buono era dietro a una colomba bianca! continuava a strillare Miguel.
Hernando non pot evitare di sorridere. La credulit della gente non mancava mai di sorprenderlo. Unanziana cadde in ginocchio facendosi il segno della croce.
S! Lo vedo! Anchio! 
Molti altri gridarono, smorzando la voce dello storpio. La gente singinocchiava e indicava la cupola dellaltare maggiore, di spalle alla cappella di San Pedro, l dove Miguel continuava a sostenere di aver visto una colomba bianca. Il sacerdote corse verso il gruppo, a cui si stavano unendo anche parecchi religiosi con i loro abiti talari svolazzanti.
Ora! fu il segnale di Hernando al figlio.
Pochi passi e furono allinterno della cappella. Il morisco punt dritto alla testata del sarcofago del governatore, nascosta alla vista dal muro. Il sarcofago non era sigillato, come gli era sembrato di vedere il giorno prima, ma quando estrasse la leva e ne pos il filo sotto il grande coperchio, gli parve impresa impossibile sollevarlo. Avvolse lestremit dellattrezzo nei vestiti 
per attutire il rumore e picchi con la mazza. Il coperchio si scheggi, ma alla fine il filo penetr quanto bastava per fare leva. Era troppo pesante. Non ce lavrebbe mai fatta. Il vocio continuava e solo in quel momento lui realizz di avere la bellezza di cinquantasei anni. Non era che un vecchio che cercava di sollevare lenorme e pesante coperchio di un sarcofago. Amin aspettava accanto a lui, in silenzio, con i fogli in mano. Hernando temette che non sarebbe mai riuscito a sollevarlo.
Allah  grande, mormor.
Spinse con tutte le sue forze, ma il coperchio non cedette. Il ragazzo osservava le fatiche del padre.
Allah  grande, sussurr a sua volta.
Poi anche Amin and a fare leva con tutto il corpo sul ferro.
Tu che concedi il potere, invoc Hernando, tu che sei il Forte e il Saldissimo, aiutaci! 
Il coperchio si alz di un dito scarso.
Infilali! incoraggi suo figlio con i denti serrati e la faccia congestionata.
Cos comera, appoggiato alla leva, Amin cominci a introdurre piccoli fascicoli: dalla stretta fessura non passava tutto il testo in una volta.
Non fermarti! lo spronava il padre. Muoviti! 
Mancavano pochi fogli e ormai si sentivano solo le grida di Miguel, tutto preso dal suo raptus religioso.
Padre! sent una voce quasi davanti alla grata.
Hernando per poco non lasci cadere il coperchio. Amin si blocc nellatto di introdurre alcuni fogli. Quella era la voce di Rafaela! 
Padre! sentirono di nuovo davanti allentrata della cappella. La donna croll in ginocchio davanti al sacerdote che stava tornando e gli afferr la veste per fermarlo. Salvate mio marito e i miei figli dalla deportazione! grid. Hernando incalz Amin. Restavano solo pochi fogli. Le mani del ragazzo tremavano e non gli riusciva di introdurli. Sono buoni cristiani! supplicava Rafaela.
Di cosa stai parlando, donna?
Il religioso fece per andare oltre, ma lei si butt ai suoi piedi per baciarglieli.
Nel nome di Dio! singhiozzava. Salvateli! 
La donna lott per impedire al sacerdote di proseguire, finch questi non si divincol bruscamente ed entr nella cappella, seguito da una Rafaela che gli balz dietro e chiuse gli occhi appena ebbe oltrepassato le grate.
Casa ci fate voi qui?
Con un nodo allo stomaco, la donna apr gli occhi: Hernando e Amin erano in ginocchio, raccolti in preghiera davanti allaltare e al retablo, sulla testiera del sarcofago. Di spalle al prete, Hernando stringeva gli attrezzi sotto le vesti, mentre con laltra mano cercava di nascondere sotto il sarcofago i piccoli calcinacci del coperchio che erano rimasti per terra. Il figlio cap cosa stava facendo e lo imit.
Cosa significa questa storia? insist il sacerdote.
Sono buoni cristiani, ripet Rafaela, dietro di lui. Hernando si alz.
Padre, spieg spingendo via lultimo frammento con il piede, stiamo pregando per chiedere lintercessione del Signore. Non meritiamo di essere espulsi. Noi, mio figlio e io...
Non  affar mio, gli rispose seccamente il prete, mentre controllava che non mancasse niente dallaltare. Fuori di qui, gli ordin, dandosi per soddisfatto.
Uscirono tutti e tre. A pochi passi dalla cappella, Hernando si rese conto che stava tremando. Strinse forte gli occhi, fece un respiro profondo e cerc di controllarsi. Quando li riapr, incroci quelli della moglie.
Grazie, le sussurr. Come facevi a conoscere il mio piano?
Miguel ha pensato che non sarebbe bastato il suo aiuto, e mi ha consigliato di restare nei paraggi.
Nella cappella di San Pedro, il prete calpest la polvere rimasta per terra e imprec contro quegli sporcaccioni dei moriscos. Fuori, circondato da sacerdoti e da un capannello sempre maggiore di fedeli, alcuni in ginocchio, altri intenti a farsi il segno della croce e a pregare devotamente, Miguel continuava a raccontare la sua interminabile storia. Non potendo usare le mani, indicava con la testa il punto in cui aveva visto limponente spada di fuoco con la quale Cristo festeggiava lespulsione degli eretici dalle terre cristiane. Appena lo storpio vide Hernando, Rafaela e Amin, si lasci cadere sul pavimento, simulando un 
mancamento. Raggomitolato per terra, prosegu la sua messinscena e cominci a tremare violentemente, scosso dalle convulsioni.
Attraversarono lantica moschea, diretti al patio de los Naranjos. I cristiani sarebbero anche riusciti a cacciarli dalla Spagna, dalle terre che erano state loro per otto secoli, ma nella moschea di Cordova, davanti al loro mihrab, operava ancora la parola rivelata a onore e lode dellunico Dio.
Appena ebbero superato puerta del Perdon, tra la folla, Rafaela si ferm e fece il gesto di rivolgersi a lui.
Ora sai dove  nascosto, lanticip il marito.
Come pensi che far Muqla a recuperare quel libro?
Sar Dio a provvedere, la interruppe prima di prenderla dolcemente per lavambraccio e incamminarsi verso casa. Ora la Parola  dove deve restare, fino a quando nostro figlio non sar pronto a prendere il mio posto.
A met pomeriggio, Miguel torn.
Quando sono rinvenuto nella sacrestia, spieg con una buffa smorfia, ho detto di non ricordare niente.
E poi? indag Hernando.
Sono impazziti. Mi hanno ripetuto per filo e per segno quello che avrei detto. Quanta poca immaginazione hanno questi sacerdoti! Non sono capaci di raccontare una storia neanche quando lhanno appena sentita. Una spada doro! dicevano. Stavo per correggerli, per dirgli che era di fuoco, e tradirmi. Daltronde, loro  il loro chiodo fisso! Ma mi hanno dato del buon vino per rianimarmi, sperando che ricordassi qualcosa.
Grazie, Miguel. Hernando stava per chiedergli di non coinvolgere pi Rafaela alla prossima occasione, ma si ferm. Non ci sarebbe stata una prossima occasione, si rammaric tra s e s. Grazie, ripet.
Come se Allah avesse voluto premiare quellimpresa, una notte Miguel rincas con mezzo capretto, verdure fresche, olio, una manciata di spezie, erbe aromatiche, sale, pepe e pane bianco.
Come? Dove hai preso tutta questa roba? indag Hernando, frugando nella bisaccia che lo storpio portava sulla schiena.
Anche Rafaela e i bambini lo attorniarono.
Sembra che questa sorte schiva abbia deciso di sorriderci almeno in parte, rispose Miguel.
I deportati avevano bisogno di mezzi di trasporto per le merci che potevano portare via con s e per le donne, i figli e gli anziani a cui si prospettava un lungo viaggio. Restavano ormai pochi dei circa quattromila mulattieri moreschi che un tempo battevano le strade di Spagna; la maggior parte di loro era gi stata espulsa, e quelli che ancora restavano si chiudevano nelle loro case in attesa di partire o avevano venduto le mule e gli asini che non potevano portare con s.
Stanno offrendo cifre assurde per una semplice mula, spieg posando gli occhi su Rafaela e i bambini, che correvano gi in cucina con le vivande.
Mentre mendicava, lo storpio aveva assistito al litigio tra alcuni uomini che contrattavano per noleggiare una mula. Loro disponevano di ben sedici cavalli sani! aveva pensato allora. Erano animali grandi e forti, capaci di trasportare molto pi peso di un asino o una mula.
Non sono abituati a servire come bestie da soma, disse dubbioso Hernando.
Lo faranno, perdio se lo faranno! 
Simbizzarriranno, obiett il suo signore.
lo non gli dar la biada. Li lascer qualche giorno a sola
acqua e se simbizzarriscono...
Non so. Hernando immagin i suoi magnifici esemplari carichi di fardelli, con due o tre persone in groppa, tra una fiumana di gente ancora pi immensa di quella arrivata da Granada in seguito alla guerra delle Alpujarras. Non so, ripet.
Lo so io. Ho gi preso accordi. C chi  disposto a pagare anche sessanta reali per ogni giornata di viaggio, compreso il ritorno. Ne ricaveremo parecchi ducati. Laltro, serio in volto, fissava lo storpio. Ho gi pagato i debiti che avevo con i fornitori e ho assunto il personale per andare avanti e indietro. Quando torneranno da Siviglia, i cavalli avranno estinto i debiti e Rafaela potr venderli... se il duca glielo consentir. Nel frattempo disporr di un po di denaro, e tu ne avrai per il viaggio 
e per comprare tutto quello che ti permetteranno di portare fuori dalla Spagna.
Hernando riflett sulle parole di Miguel, cedette e gli dette una pacca sulla spalla.
Ultimamente ti sto ringraziando un po troppo spesso.
Ricordi quando mi hai trovato tra le zampe di Volador, nella locanda del Potro? Hernando annu. Da quel giorno non hai pi motivo per ringraziarmi... anche se mi piace il tono in cui lo fai! aggiunse sorridendo davanti allespressione commossa del suo signore e amico.
...
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68.
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Pass meno di un mese dal giorno in cui era stato pubblicato il bando di espulsione dei moriscos andalusi a quello in cui i cordovesi furono costretti a lasciare lantica citt dei califfi. In quel breve lasso di tempo, poterono avanzare ben poche richieste al re perch ammorbidisse tale misura. A peggiorare la situazione, il consiglio cittadino decise di non rivolgersi a Sua Maest per chiedere indulgenza nei confronti dei cristiani nuovi: lordinanza andava applicata senza eccezioni.
La padronanza danimo dimostrata da Rafaela durante lattesa spar alla vigilia del giorno indicato dalle autorit per lespulsione. Allora la donna anneg nelle lacrime e nella disperazione. I bambini, dai quali non cercava pi di nascondersi, finirono per seguire il suo esempio. Contrariamente a quanto aveva fatto alcuni giorni prima, Hernando ment ai pi piccoli: sarebbero tornati, garant loro, si trattava solo di un breve viaggio. Ma poi si nascondeva, perch non vedessero i suoi occhi pieni delle stesse lacrime versate dalla loro mamma. Tra i giochi forzati e le storie che raccontava Miguel, consegn al piccolo Muqla le tavolette incerate perch si esercitasse nella scrittura. A cinque anni, il bambino tracci con il bastoncino una delicata alif, come quelle che aveva visto scrivere al fratello. Perch, Dio? si chiese Hernando, prima di cancellarla con tristezza.
Infine, mentre preparava un fagotto con gli effetti che gli avrebbero permesso di portare con s, estrasse dal suo nascondiglio dietro il tramezzo la mano di Fatima e la copia del vangelo di Barnaba che aveva rinvenuto nel vecchio minareto del palazzo del duca. Ripose il vangelo nella borsa pensava di nasconderlo sotto la sella di uno dei cavalli, come facevano con i documenti che gli arrivavano da Xtiva e avrebbe fatto lo stesso con il ciondolo proibito, ma prima se lo port alle labbra e lo baci. Laveva fatto spesso in passato, ma in quelloccasione
lo strinse forte tra le mani, come se si rifiutasse di lasciarlo andare.
La notte, distesi uno accanto allaltra nel letto, Rafaela con gli occhi ormai prosciugati, lasciarono passare le ore in silenzio, come se cercassero di fare incetta dei ricordi, degli odori, degli scricchiolii notturni del legno, del rumore dellacqua, gi nel patio, delle occasionali grida notturne che dalle strade venivano a rompere la quiete cordovese o del respiro ritmato dei figli che entrambi erano convinti di sentire dalla loro stanza.
Lei si strinse al corpo del marito. Non voleva pensare che quella sarebbe stata la loro ultima notte insieme in quel letto, che dal giorno dopo sarebbe rimasta sola. Si ritrov a dirlo quasi senza pensarci.
Prendimi, gli chiese allimprovviso.
Ma... Hernando le accarezz i capelli.
Unultima volta, sussurr lei.
Lui si volt verso la moglie, che si era messa a sedere nel letto. Con sua sorpresa, Rafaela si tolse la camicia da notte e gli mostr i seni. Poi si sdrai, nuda, priva ormai di ogni timidezza.
Sono qui. Nessun uomo mi vedr mai come mi vedi tu ora.
Hernando la baci sulle labbra, prima teneramente, poi spinto da una passione che non provava pi da tempo. Rafaela lo attir a s come se volesse trattenerlo per sempre.
Dopo aver fatto lamore, rimasero abbracciati fino allalba. Nessuno dei due riusc a prendere sonno.
Le voci dalla strada e i colpi alla porta li fecero ammutolire. Avevano appena fatto colazione e si erano riuniti in cucina, con i fardelli di chi partiva ammucchiati in un angolo. Era ben poco quello che Hernando aveva preparato per un viaggio tanto lungo, pens Rafaela ancora una volta, rivolgendo lo sguardo a un piccolo baule circondato da diversi fagotti. Non voleva rimettersi a piangere. Ma prima che rivolgesse lattenzione alla sua famiglia, Amin e Laila le corsero incontro e labbracciarono, 
stringendosi alla sua vita, pronti a tutto pur di non separarsi da lei.
Le parole, spezzate, si mescolarono ai singhiozzi. Poi, di nuovo, i colpi alla porta.
Aprite al re! 
Solo il piccolo Muqla restava stranamente sereno: i suoi occhi azzurri erano fissi in quelli del padre; i due piccoli, a quel punto, si unirono al pianto. Rafaela, a sua volta, si arrese, e pianse stringendo i figli.
Dobbiamo andare, disse Hernando dopo essersi schiarito la voce, incapace di sostenere lo sguardo intenso di Muqla. Nessuno gli fece caso.Andiamo, insist, mentre cercava di separare i figli maggiori dalla madre.
Ci riusc solo quando Rafaela decise di collaborare. Il padre . si caric sulle spalle il piccolo baule e uno dei fagotti, Amin e Laila presero i rimanenti. Il vicoletto su cui dava la casa gli offr uno spettacolo desolante: le milizie si erano sparpagliate per le parrocchie cittadine, al comando dei rispettivi consiglieri, e perlustravano le strade, passando di casa in casa in cerca dei moriscos censiti. Oltre a Gil Ulloa e ai soldati che aspettavano davanti alla porta, una lunga fila di deportati carichi dei loro effetti si radunava in strada, tutti in attesa che Hernando e i suoi figli si unissero alla colonna per poi andare a bussare alla casa successiva della lista.
Hernando Ruiz, cristiano nuovo di Juviles, e i suoi figli Juan e Rosa, maggiori di anni sei.
Le parole uscirono dalla bocca di uno scrivano che, munito del registro della parrocchia, accompagnava Gil e i soldati. Accanto a lui cera il parroco di Santa Maria.
Hernando annu mentre controllava che i suoi figli non si lanciassero ancora nelle braccia della madre, rimasta immobile sulla soglia, ma Amin e Laila non riuscivano a distogliere lo sguardo dalla colonna dei deportati che se ne stavano in silenzio, sottomessi e umiliati, dietro i soldati.
Andate a raggiungere gli altri mori! ordin Gil.
Hernando si volt verso Rafaela. Non avevano pi niente da dirsi, dopo quellultima notte. Abbracci i tre piccoli che restavano con lei. I miei bambini! pens, con il cuore oppresso, mentre li riempiva di baci.
Andate! ribad il consigliere.
Con gli occhi arrossati, Hernando serr le labbra. Non ci sono parole per dire addio alla propria famiglia. Stava per ubbidire allordine quando Rafaela gli vol tra le braccia, cingendogli il collo con le mani, e lo baci sulla bocca. Il baule e il fagotto che trasportava il marito finirono per terra, affinch lui potesse rispondere al suo abbraccio. Fu un bacio appassionato che fece infuriare suo fratello Gil. I soldati della scorta osservavano la scena. Alcuni scossero la testa, compatendo il capitano: sua sorella, una cristiana vecchia, che baciava appassionatamente un moro. E in pubblico! 
Gil Ulloa si avvicin alla coppia e cerc di separarli con la forza, senza riuscire nel suo intento. Immediatamente, alcuni soldati si precipitarono ad aiutare il capitano e cominciarono a colpire Hernando. Questi fece il gesto di ribellarsi, ma venne investito da una gragnola di pugni. Rafaela cadde a terra con un lamento; Amin corse a difendere il padre e scalci uno dei soldati.
Fu Gil Ulloa a tirare lultimo pugno a un Hernando che, sopraffatto e sanguinante dal naso, gli venne portato dinanzi, immobilizzato dai suoi uomini. Anche Amin sanguinava dal labbro.
Moro schifoso! mormor Gil, dopo averlo colpito con rabbia in pieno volto.
Rafaela, rialzatasi in piedi, si avvicin per difendere il marito, ma Gil la scost con una manata.
Requisite questa casa nel nome del re! ordin a quel punto lo scrivano.
Hernando, stordito, fece per protestare, ma i soldati lo picchiarono di nuovo e lo trascinarono verso il gruppo di moriscos che avevano assistito alla zuffa. Amin e Laila vennero sospinti dietro il padre. Gil diede lordine di proseguire e i deportati si misero in marcia. Hernando e i figli raccolsero le loro cose mentre la colonna di moriscos, fiancheggiata dai soldati, sfilava davanti alla casa.
Dio! No! grid Rafaela al passaggio del marito.Ti amo, Hernando! 
Mescolato ai fratelli nella fede, Hernando volle rispondere, ma la spinta di quanti lo seguivano glielo imped. Tent di girarsi 
ma gli fu impossibile. Padre e figli vennero risucchiati dalla folla.
Alla fine della mattinata, allincirca diecimila cristiani nuovi di Cordova erano stati radunati fuori citt, nel campo della Verdad, oltre il ponte romano. Le milizie li accerchiavano e sorvegliavano. Cera anche Miguel, con la sua mula e i cavalli stracarichi, per controllare i noli che aveva pattuito con i moriscos; sarebbe stato lui a tornare da Siviglia con le bestie e i soldi.
Perch no? Fatima lo chiese al vento, ad alta voce, sola nella sala. Perch no? ripet, scossa da un brivido dolce. Era gi da un pezzo che Efrain aveva lasciato il palazzo, dopo averle riferito le ultime notizie arrivate da Cordova. Lei stessa gli aveva chiesto di scoprire cosa sarebbe successo a ibn Hamid quando i primi moriscos valenzani cominciarono ad arrivare in Berberia, e lebreo si era mosso con celerit ed efficienza tra le reti commerciali notoriamente avulse dalle questioni religiose.
Efrain era tornato da poco con le notizie che aveva raccolto: avevano pubblicato il bando di espulsione ed Hernando presto sarebbe stato deportato, passando dal porto di Siviglia. Non cera niente che il morisco potesse fare per evitarlo. Stando alle informazioni raccolte dallebreo, Hernando si era fatto molti nemici tra i notabili della citt e anche tra quelli di Granada, dove il suo accertamento di hidalguia era stato respinto. La moglie cristiana sarebbe rimasta in Spagna con i figli minori di sei anni.
Non appena il suo informatore fu uscito dalla sala, Fatima seppe cosa fare. Perlustr lampia stanza con lo sguardo. I mobili intarsiati, i cuscini grandi e piccoli gettati per terra, le colonne, il pavimento di marmo e i tappeti che lo ricoprivano, le lampade... Tutto assunse un nuovo significato, che la invitava a prendere una decisione. Era da tempo ormai che si crogiolava nel lusso: Abdul e Shamir erano stati catturati da una flotta di navi spagnole, che aveva teso loro un agguato mentre cercavano di abbordare una nave mercantile che fungeva da esca. Come avevano fatto a cadere in una simile trappola? Forse solo per colpa di un eccesso di fiducia... I marinai di una fusta che era riuscita a sfuggire avevano portato notizie confuse e 
contraddittorie: alcuni dicevano che erano morti, altri che erano stati catturati, ma ci fu persino chi afferm di averli visti gettarsi in mare. In seguito, qualcuno rifer che erano stati condannati al remo a bordo di una galea, ma nessuno pot accertarlo con sicurezza. Fatima pianse per la sorte del figlio, anche se, nel profondo del proprio cuore, capiva che il suo rapporto con lui si era incrinato dopo quanto era successo a Toga tra i corsari e ibn Hamid.
Immediatamente dopo, la vedova e i figli di Shamir si erano buttati sul grande patrimonio che questi lasciava e i giudici, senza esitazione, avevano dato loro ragione.
Il legame di Fatima con i parenti di Shamir era molto freddo: per loro lei non era che la moglie del fratellastro cristiano del defunto e cos i suoceri di Shamir le imposero di lasciare il palazzo entro una certa data. Cosa poteva fare da quel momento? Vivere della carit della moglie di Abdul o con una delle altre sue figlie?
Ma una possibilit cera. Ne aveva discusso con Efrain; lo stesso ebreo glielaveva ventilata non appena aveva capito la situazione. Con laiuto dellamico, era impossibile che la famiglia di Shamir arrivasse a scoprire la portata degli investimenti fatti nellinteresse del corsaro in tutto il Mediterraneo. E da tale situazione Fatima avrebbe potuto trarre vantaggio. Neanche lebreo voleva rinunciare a condurre tutti quegli affari, per lui assai redditizi, che sicuramente i familiari di Shamir non gli avrebbero pi affidato in futuro. Fatima poteva continuare a essere ricca, ma non a Tetuan, perch in quella citt non avrebbe mai potuto giustificare la provenienza di tutti quei soldi.
Passeggi per il salone, sfiorando distrattamente i mobili con i polpastrelli. Senza Abdul e Shamir era sola, ma finalmente era anche del tutto libera. Niente pi la tratteneva a Tetuan. Perch non andarsene di l per sempre? E ora pure ibn Hamid sarebbe stato espulso dalla Spagna, mentre la sua insulsa sposa cristiana sarebbe dovuta restare in patria. Chi se non Allah in persona poteva mandarle un messaggio cos chiaro?
Arriv al patio e guard scorrere lacqua di una fontana, pensando che presto non lavrebbe pi vista. Costantinopoli! L avrebbe potuto vivere. In quegli istanti Fatima si concesse di pensare a ibn Hamid, cosa che invece, negli ultimi anni, aveva
cercato di evitare: ormai doveva avere cinquantasei anni, uno pi di lei. Che aspetto poteva avere? Che conseguenze aveva avuto su di lui il passare del tempo? Tutti i dubbi, di colpo, svanirono. S! Doveva vederlo! Il destino, che li aveva crudelmente separati, le offriva adesso loccasione per rincontrarsi. E a quellopportunit lei, Fatima, la donna che aveva sofferto e ucciso, amato e odiato, non aveva nessuna intenzione di rinunciare.
Mandate a chiamare Efrain! decise alla fine, rivolgendosi ai propri schiavi.
Lebreo le aveva detto che i moriscos espulsi sarebbero partiti dal porto di Siviglia. Doveva correre l prima che lo sbarcassero in qualche luogo dove sarebbe caduto in mano ai barbareschi. Sapeva delle stragi dei deportati valenzani; neanche a Tetuan avevano accolto quelli che erano riusciti ad arrivare nella citt corsara, molti li consideravano cristiani costretti con la forza a trasferirsi in Berberia e, dunque, li avevano uccisi. Doveva raggiungere Siviglia prima che lui simbarcasse! Le serviva una nave, in grado poi di navigare fino a Costantinopoli. Le servivano i lasciapassare per muoversi nella citt spagnola e poterlo trovare. Ma prima doveva risolvere i propri affari. Avrebbe dovuto comprarsi parecchi appoggi. Efrain avrebbe provveduto a tutto. Lo faceva sempre. Otteneva sempre quello che lei desiderava... pagando quello che cera da pagare.
Dov Efrain? chiam a gran voce.
Permisero loro di restare nella casa, fino a quando il consigliere Gil Ulloa fosse tornato da Siviglia e ne avesse disposto a suo piacimento. Rafaela trascorse lintera giornata a guardare lo scrivano e un ufficiale che redigevano un dettagliato inventario di tutti gli oggetti e i beni rimasti nellabitazione.
Il bando... fece notare timidamente la donna, quando lo scrivano si mise a frugare nel baule in cui teneva i propri abiti, il bando stabilisce che solo i beni immobili passino al re. Gli altri restano miei.
Il bando, le rispose bruscamente luomo, mentre lufficiale, con lascivia, alzava in controluce una sottoveste bianca ricamata, 
concedeva ai mori la possibilit di portare via con s le proprie cose. Se tuo marito non lha fatto...
Questa  roba mia! protest lei.
Mi  parso di capire che sei andata in sposa senza dote, non  forse cos? replic lo scrivano senza neanche degnare Rafaela di uno sguardo, annotando la sottoveste sui propri fogli mentre lufficiale, dopo averla gettata sul letto, passava al capo successivo. Tu non possiedi niente, aggiunse. La propriet di tutti questi effetti sar stabilita dal consiglio o da un giudice.
Sono miei, insist Rafaela, con una voce sempre pi flebile. Si sentiva sfinita, sovrastata dagli eventi.
Nel frattempo lufficiale aveva preso in mano un delicato corpetto e tendeva le braccia, stavolta in direzione della donna, come se, da lontano, glielo stesse misurando addosso.
Lei fugg dallalcova. Le risate la seguirono mentre scendeva la scalinata, fino al patio, dove erano rimasti i figli.
Come poteva il Signore permettere tutto ci? pens, Rafaela per tutta la notte, sdraiata, gli occhi aperti a fissare il soffitto, e i tre bambini che dormivano attaccati a lei. Nessuno di loro aveva voluto dormire nel proprio letto. Neanche lei desiderava stare sola. Per ore e ore gli aveva accarezzato la schiena e la testa, infilando le dita tra i loro capelli. Nel pomeriggio aveva sentito dire a un soldato, entrato in casa sua per parlare con lo sgherro, che la colonna dei deportati stava gi marciando verso Siviglia, accompagnata dagli insulti e dalle invettive dei cordovesi. Immagin Hernando, Amin e Laila tra di loro, mentre camminavano carichi. Si augurava che i suoi figli potessero fare il viaggio in sella alla mula, con Miguel: tutti i cavalli erano stati noleggiati ad altri moriscos. I suoi figli! Suo marito! Cosa ne sarebbe stato di loro? Sentiva ancora sulle labbra la passione dellultimo bacio che aveva dato a Hernando. Senza badare al fratello, ai soldati e alle decine di moriscos che li guardavano, Rafaela aveva tremato come una ragazzina, rabbrividendo nel profondo di un amore sofferto, prima che Gil intervenisse per separarli. Che misericordia era mai quella di cui si riempivano tanto la bocca i sacerdoti e i devoti cristiani? Doverano mai il perdono e la compassione che predicavano di continuo?	` .
La piccola Salma, distesa di traverso sulle sue gambe, si agit
nel sonno e fu sul punto di cadere a terra. In qualche modo Rafaela si mise a sedere sul letto, lavvicin a s e la sistem tra i fratelli.
Che futuro si prospettava per quella creatura? pens ancora. Il convento, a cui la madre era scampata? Il servizio presso una famiglia agiata? Il postribolo? E Muqla e Musa? Ricord la lascivia con cui lufficiale aveva toccato i suoi abiti; era quello il trattamento che poteva aspettarsi dalla gente. Non era che la sposa abbandonata di un morisco, e i suoi bambini i figli di un eretico. Tutta Cordova lo sapeva! 
Ma lei, Rafaela Ulloa, malgrado tutto, aveva deciso di restare in terre cristiane, rispettosa della propria fede e delle proprie credenze. Ci nonostante, dopo neanche un giorno, il suo mondo stava cadendo a pezzi. Dovera il resto della sua famiglia? Le avrebbero tolto anche i cavalli, nello stesso modo in cui pretendevano di strapparle i mobili e i vestiti. Di cosa avrebbero vissuto, allora? Non poteva aspettarsi aiuto dai fratelli: aveva macchiato lonore della famiglia. Poteva forse sperare di riceverlo da qualche cristiano?
Singhiozz e abbracci forte i piccoli. Muqla apr gli occhi e, ancora assonnato, la guard con affetto.
Dormi, piccolo mio, gli sussurr, mentre allentava la stretta e cominciava a cullarlo dolcemente.
Il respiro del bambino torn regolare e Rafaela, comera sua abitudine, cerc sollievo nella preghiera, senza riuscirci. Pregate la vergine Maria, ricord. Hernando credeva nella Madonna. Laveva sentito parlare di Maria ai figli e raccontargli con entusiasmo che era il punto in cui convergevano quelle due religioni, di solito mortali nemiche. La sua Immacolata Concezione resisteva incolume da secoli, tanto per i cristiani quanto per i musulmani.
Maria, mormor Rafael nella notte. Dio ti salvi...
Poi, mentre recitava piano la preghiera, il suo cuore le indic la strada: fu una decisione improvvisa, ma irrevocabile. E, per la prima volta dopo tanti giorni, le sue labbra abbozzarono un sorriso e i suoi occhi cedettero alla pressione del sonno.
Allalba del giorno dopo, la donna, con Salma in braccio e Musa e Muqla che le camminavano accanto, attravers il ponte romano tra la gente che si recava a lavorare nei campi: il suo
unico bagaglio era una cesta con un po di cibo e il denaro lasciatole da Miguel, che era riuscita a nascondere allavido scrivano.
Madre, dove andiamo? volle sapere Muqla, dopo che ebbero camminato per un pezzo.
A cercare tuo padre, rispose lei con lo sguardo fisso innanzi a s, sulla lunga strada che si apriva davanti a loro.
Maria avrebbe riunito la sua famiglia, come Hernando voleva fare con le due religioni, decise Rafaela.
LArenal di Siviglia era un grande spiazzo tra il fiume Guadalquivir e le magnifiche mura che cingevano la citt, le quali, a unestremit, arrivavano fino alla torre dellOro, sulla riva. In quella zona si sviluppavano tutte le attivit necessarie al mantenimento dellimportante porto fluviale sivigliano, meta obbligata delle flotte provenienti dalle Indie, che trasportavano fino al regno di Castiglia le ricchezze ottenute dai conquistatori. Calafati, maestri dascia, stivatori, barcaioli, soldati... centinaia di uomini che, di solito, lavoravano per garantire il traffico portuario e la riparazione o la manutenzione delle navi. Ma nel febbraio del 1610 lArenal di Siviglia, severamente sorvegliato in quella sua estremit che non era chiusa dalle mura e in prossimit delle porte che davano accesso alla citt, divent il carcere di migliaia di umili famiglie moresche che, con i loro bagagli, aspettavano di essere deportate in Berberia. Ce nerano anche di ricche, dal momento che n Cordova n Siviglia concessero eccezioni allesecuzione del bando. Famiglie i cui membri erano vestiti lussuosamente e cercavano un posto dove isolarsi dalle migliaia di moriscos poveri. Centinaia di bambini sotto i sei anni erano stati lasciati indietro, nelle mani di una Chiesa ostinata a ottenere da loro quello che non era riuscita a ottenere dai genitori: convertirli. Tra la folla, stipata e sottomessa, abbandonata alla propria sorte, guardie e soldati cercavano loro e le monete che si diceva nascondessero i deportati. Perquisivano uomini, donne e bambini, anziani e malati; frugavano tra i vestiti e gli effetti personali, arrivavano persino a disfare le corde che portavano per controllare che tra i loro fili non avessero nascosto collane o gioielli.
Galee, caravelle, galeoni, caracche e le pi. svariate bagnarole di minor pescaggio restavano allattracco nel fiume, per imbarcare i quasi ventimila moriscos che dovevano lasciare Siviglia; alcune facevano parte della flotta del re, ma nella maggior parte dei casi erano imbarcazioni espressamente noleggiate per quel viaggio senza ritorno. A differenza di quanto era accaduto con i moriscos valenzani, gli andalusi dovevano pagarsi il viaggio e gli armatori fiutarono laffare di un macabro trasporto, per il quale potevano chiedere pi del doppio della tariffa solita.
A bordo di una di quelle navi, una caravella rotonda catalana attraccata a una certa distanza dalla riva, appoggiata al parapetto, Fatima osservava la folla riunita nellArenal. Come fare per trovare Hernando in mezzo a quella bolgia? Le avevano detto che i cordovesi erano gi arrivati e che si erano mescolati ai sivigliani; la notte precedente aveva visto come linterminabile colonna girava intorno alle mura per raggiungere lArenal. Fin dallalba, le chiatte avevano trasportato gente, merci e bagagli dalla riva alle imbarcazioni. Fatima scrutava le facce stravolte dei moriscos che vi viaggiavano, alcune erano bagnate di lacrime. Donne a cui avevano strappato i figli; uomini che si lasciavano alle spalle speranze e anni di fatica per mandare avanti la casa e la famiglia; anziani malati che andavano aiutati a salire sulle barche e, successivamente, issati sulle navi. Eppure altri sembravano felici, come se stessero andando verso la liberazione. Non riconobbe il marito in nessuno dei barconi, anche se, in ogni caso, era troppo presto perch imbarcassero i cordovesi. Durante il viaggio, la donna aveva dato libero sfogo ai sogni pi bizzarri. Immaginava ibn Hamid che le correva incontro, le diceva che non laveva mai dimenticata, le giurava amore eterno. Poi simponeva un minimo di contegno. Erano passati trentanni... Lei non era pi giovane, anche se sapeva di essere ancora bella. Non aveva forse diritto alla felicit? Fatima si lasci cullare da unimmagine che la riempiva di speranza: lei e ibn Hamid, insieme a Costantinopoli, fino alla fine dei loro giorni. Era una pazzia? Forse, ma mai pazzia le era sembrata tanto meravigliosa. Adesso che era arrivata a destinazione, si lasci prendere dal nervosismo. Doveva trovarlo in mezzo a quella folla di disperati, uomini e donne smarriti che andavano incontro a un destino incerto.
Di al pilota che prepari il necessario per portarmi a terra con una scialuppa, ordin Fatima a uno dei tre nubiani che aveva deciso di comprare con laiuto di Efrain. Se i loro predecessori, messi da Shamir a controllarla, avevano fatto bene il loro dovere, questi avrebbero fatto altrettanto ma ai suoi ordini. Va! grid davanti allo sguardo esitante dello schiavo. Voi verrete con me. No, si corresse pensando alla curiosit che potevano risvegliare i tre grossi neri, di al pilota che mi metta a disposizione quattro uomini armati per accompagnarmi.
Doveva sbarcare. Solo se lo cercava tra la gente, lavrebbe trovato. Aveva il salvacondotto e le autorizzazioni necessarie. Efrain aveva fatto quello che doveva, come sempre, pens sorridendo. La signora di Tetuan figurava in veste di armatrice di una caravella, con tutti i documenti validi per poter salpare per la Berberia. Nessuno lavrebbe infastidita nellArenal, si disse Fatima, ma per ogni evenienza... Tast la borsa piena di monete doro che nascondeva sotto gli abiti, ne aveva a sufficienza per corrompere tutti i soldati cristiani che battevano la zona.
Scese agilmente fino alla scialuppa e, un attimo dopo, si accomod su una delle panche, accanto a una domestica e ai quattro marinai catalani che il pilota le aveva messo a disposizione.
Con i marinai che le facevano strada tra la folla, Fatima cominci a percorrere lArenal posando i grandi occhi neri su quanti la guardavano con sorpresa. Che aspetto poteva avere suo marito?
Rafaela si sedette, esausta e prostrata, su un ceppo al ciglio della strada e lasci andare Salma e Musa, che continuarono a piangere bench avessero fatto lultima parte del cammino in braccio alla madre. Solo Muqla, a cinque anni, aveva resistito in silenzio, camminandole accanto, come se fosse davvero consapevole dellimportanza di quel viaggio. Ma la donna non poteva proseguire. Camminavano ormai da diversi giorni sulle tracce dei deportati, che avevano solo mezza giornata di vantaggio su di loro, senza mai riuscire a raggiungerli. Mezza giornata! I due piccoli non ce la facevano pi a camminare, non
riuscivano pi a fare neanche un quarto di lega. Il loro avanzare lento la esasperava, anche se, allo stesso tempo, intuiva che gli esuli non potevano andare pi veloci. Aveva gettato il cesto con il cibo, aveva tirato su i due piccoli, uno per braccio, cercando di accelerare il passo. Ma ora non ce la faceva pi. Le dolevano le gambe e le braccia, aveva i piedi piagati e i muscoli sul punto di scoppiarle tra fitte acute e costanti. E i piccoli continuavano a piangere! 
Lasci passare il tempo ascoltando il silenzio dei campi deserti e i singhiozzi dei bambini. Rafaela teneva gli occhi inchiodati allorizzonte, dove sapeva che si trovava Siviglia.
Andiamo, madre. Alzati, la incoraggi Muqla quando vide che si portava le mani alla faccia.
Lei scosse la testa, nascondendo il viso. Non ce la faceva! 
Alzati, insist il piccolo, tirandola per un avambraccio. Lei ci prov ma, appena pos il peso sulle gambe, queste le
cedettero e dovette risedersi.
Riposiamo un attimo, figliolo, cerc di rassicurarlo, poi proseguiremo.
Allora lo osserv: solo gli occhi azzurri scintillavano ancora, conservando tutta la loro limpidezza, pieni daspettativa; il resto, capelli, vestiti, calzature ormai rotte, offriva uno spettacolo talmente penoso da far pensare a uno dei tanti bambinetti che scorrazzavano per le strade di Cordova mendicando qualche spicciolo. Quegli occhi, per... Era forse fondata la speranza che Hernando riponeva in quella creatura?
Ci siamo gi riposati parecchie volte, si lament Muqla.
Lo so. Rafaela apr le braccia, perch suo figlio vi si rifugiasse. Lo so, vita mia, gli singhiozz allorecchio quando riusc a stringerlo.
Ci nonostante, il riposo non le serv per recuperare le forze. Il freddo dellinverno le penetr nelle membra e i suoi muscoli, invece di rilassarsi, si contrassero in fitte dolorose che divennero veri e propri crampi. I piccoli giocavano distratti in mezzo allerba del campo. Muqla li sorvegliava senza mai perdere di vista la madre, pronto a riprendere il cammino non appena lavesse vista alzarsi dal ceppo su cui restava seduta.
Non ce lavrebbero mai fatta, singhiozz Rafaela. Solo le lacrime, che le rigavano le guance senza incontrare ostacoli, sembravano 
capaci di rompere limmobilit del suo corpo. Hernando e i ragazzi sarebbero saliti su una nave diretta in Berberia e lei li avrebbe persi per sempre.
Langoscia crebbe fino a sovrastare il dolore fisico e i singhiozzi esplosero in convulsioni. Cosa ne sarebbe stato di loro? Cominciava a provare un profondo senso di nausea quando, in lontananza, sent un rumore sordo. Muqla si materializz accanto a lei, quasi fosse uscito dal nulla, attento alla strada.
Ci aiuteranno, madre, la incoraggi cercando il contatto della sua mano.
In lontananza apparve una lunga colonna di uomini e cavalcature. Erano i moriscos di Castro del Rio, Villafranca, Caniete e molti altri paesi, diretti anchessi a Siviglia. Rafaela si asciug le lacrime, dimentic il dolore fisico e si alz. Si nascose con i figli a pochi passi dalla strada e, quando la colonna le pass davanti e constat che nessun soldato li stava guardando, prese i piccoli e si mescol alla folla. Alcuni moriscos li guardarono con stupore, ma nessuno diede particolare importanza alla loro presenza: stavano andando tutti in esilio, cosa poteva importare se qualcuno si univa alla colonna? Lei non ci pens su due volte: tir fuori la borsa con i soldi e pag profumatamente uno dei mulattieri, perch permettesse a Salma e a Musa di arrampicarsi sul mucchio di fagotti che trasportava una delle sue mule. Sarebbero arrivati a Siviglia in tempo! Il solo pensiero le diede la forza di muovere le gambe. Muqla sincammin sorridente accanto a lei, tenendole la mano.
Fatima venne investita dal fetore di migliaia di persone ammassate nelle peggiori condizioni. Le grida, il fumo dei fal e del fritto, lo sguazzare nel fango, lo scorrazzare dei bambini che sinfilavano tra le sue gambe, il pianto che si levava da alcuni gruppi o gli schiamazzi di altri, gli spintoni che ricevette malgrado la protezione dei marinai, linutile girovagare per cui si ritrovava spesso a passare negli stessi punti, la convinsero che non era quella la strategia migliore per trovarlo. Era da parecchio tempo che viveva reclusa nel suo lussuoso palazzo, isolata tra mura dorate, e si accorse che cominciava a sudare. Cerc di
mantenere i nervi saldi: non voleva presentarsi al cospetto di ibn Hamid sporca e trasandata dopo tanti anni.
Chiese di Hernando ad alcuni soldati che la guardarono come unidiota, prima di scoppiare a ridere sguaiatamente.
Non hanno nome. Questi bastardi sono tutti uguali! sput uno di loro.
Vicino alle mura, trov un sedile di pietra.
Voi, ordin, rivolgendosi a tre dei marinai, dovete cercare un uomo che s chiama Hernando Ruiz da Juviles, un paese delle Alpujarras. E' arrivato con i cordovesi. Ha cinquantasei anni e gli occhi azzurri, due meravigliosi occhi azzurri, aggiunse tra s e s. E' con due bambini, un maschio e una femmina. Io vi aspetter qui. Vi ricompenser lautamente, se lo troverete. Tutti, aggiunse per rassicurare quello che costringeva a restare con lei.
Gli uomini sparirono velocemente in varie direzioni.
Mentre nel porto di Siviglia quei marinai catalani si mescolavano ai moriscos, guardandosi attorno e domandando ad alta voce tra la folla, scuotendo chi non prestava loro attenzione, Rafaela, per strada, cercava di adattare il proprio passo al lento incedere della colonna di deportati. I dolori avevano ceduto il posto alla speranza, ma solo lei sembrava avere fretta. Gli altri camminavano lentamente, a capo chino, in silenzio. Coraggio! le sarebbe piaciuto gridare. Correte! Il piccolo Muqla, che le stringeva la mano, alz gli occhi verso di lei, come se le leggesse nel pensiero. Rafaela strinse la mano del figlio mentre, con lal tra, accarezzava i due piccoli che dormicchiavano, aggrappati ai fagotti trasportati dalla mula.
Luomo che cercate  laggi, signora, annunci uno dei marinai, indicando la torre dellOro, con alcuni cavalli.
Fatima si alz dal muretto su cui era rimasta seduta.
Ne sei sicuro?
S. Ho parlato con lui. Hernando Ruiz da Juviles, mi ha detto di chiamarsi cos.
La donna sent un brivido correrle per tutto il corpo.
Gli hai detto... Le tremava la voce. Gli hai detto che lo sto cercando?
Il marinaio esit. Qualcuno dei cordovesi gli aveva indicato un uomo che stava di spalle con i cavalli, e il marinaio si era limitato ad abbrancare il morisco e a farlo girare bruscamente. Poi gli aveva chiesto come si chiamava e, sentita la risposta, era tornato indietro di corsa per riscuotere il premio promesso.
No, rispose.
Portami da lui, ordin Fatima.
Il marinaio glielo indic: era quelluomo che, di spalle a lei, parlava con uno storpio che si reggeva con laiuto di un paio di grucce. Tra di loro andava e veniva un flusso costante di gente carica di fagotti. Trem e si ferm un attimo. Aspett che si girasse: non sazzardava a fare un altro passo. Il marinaio si mise al suo fianco. Cosa stava succedendo adesso alla signora? Gesticol e indic di nuovo il morisco. Miguel, di fronte a loro, riconobbe Nomo che aveva appena parlato con Hernando e richiam lattenzione di questi con un cenno della testa.
Ho limpressione che qualcuno ti stia cercando, signore.
Lui si volt. Lo fece piano, come se presagisse qualcosa di inatteso. Tra la folla vide il marinaio, in piedi a pochi passi di distanza da loro. Era con una donna... Non riusc a vederle la faccia perch in quellistante qualcuno gli pass davanti. Subito dopo vide due occhi neri inchiodati su di lui. Gli manc il fiato... Fatima! I loro sguardi si incrociarono e rimasero incatenati. Un incontrollabile turbinio di sensazioni lo attanagli e gli imped di reagire. Fatima! 
Fu il piccolo Muqla a far rallentare la madre, tirandola per la mano, quando costei affrett il passo in vista delle mura di Siviglia. I moriscos avevano ridotto ancora la loro andatura gi lenta! I sospiri si levavano da ogni parte. Il raccapricciante singhiozzo di una donna sinnalz sopra il rumore degli zoccoli degli animali e lo strascicare di migliaia di piedi. Un vecchio che camminava accanto a loro scosse la testa e schiocc la lingua, una sola volta, come se quellinsignificante lamento fosse la sola dimostrazione di dolore di cui era ancora capace.
Camminate! grid uno dei soldati.
Avanti! si sent sulla bocca di un altro.
Arri, bestiacce! li umili un terzo.
Mentre i soldati celebravano la battuta con risate sguaiate, Rafaela guardava il figlio. Tieni il loro passo! sembrava volerle dire il bambino in silenzio. Non facciamoci scoprire proprio adesso. Ce la faremo! le prospett con un sorriso che subito dopo cancell dalle labbra. Ma lei non voleva farsi contagiare dalla disperazione che si respirava tra le file dei moriscos. Lasci la mano di Muqla e scosse teneramente Musa.
Andiamo, piccolo, svegliati! gli disse prima di notare un certo stupore negli occhi del mulattiere.
Rafaela vacill, ma poi fece la stessa cosa con Salma.
Siamo arrivati! sussurr allorecchio della bambina, nascondendo la propria ansia.
La piccola balbett qualcosa, apr gli occhi ma poi li richiuse, cedendo alla stanchezza. Rafaela la fece scendere dalla mula, la prese in braccio e la strinse a s.
Ci aspetta tuo padre! sussurr di nuovo, stavolta nascondendo le labbra tra i capelli arruffati della figlia.
Fu Fatima a rompere lincantesimo: chiuse gli occhi e contemporaneamente serr le labbra. Finalmente! parve dire a Hernando con quel gesto. Poi cominci a camminare verso di lui, lentamente, con gli occhi neri pieni di lacrime.
Hernando non riusciva a staccare lo sguardo da lei. Erano passati trentanni, eppure la sua bellezza non era minimamente sfiorita. Rivide tutta una sequenza concitata di ricordi e rabbrivid come un bambino nellattimo in cui la donna lo raggiunse.
Fatima! sussurr.
Lei lo guard per qualche istante, accarezz con lo sguardo quel viso, tanto diverso da come lo ricordava. -Gli anni non erano passati senza lasciar traccia, si disse, ma lazzurro dei suoi occhi era lo stesso di cui lei si era innamorata nelle Alpujarras.
Non sazzardava a toccarlo. Dovette tenersi le mani per non gettargli le braccia al collo e impedirsi di riempirgli la faccia di baci. Un passante la stratton inavvertitamente e lui la sorresse per impedirle di cadere. Sent il contatto della sua mano sulla pelle e trem.
Quanto tempo! mormor finalmente. Continuava a tenerle la mano, quella mano che tante notti laveva accarezzato.
Con un sospiro Fatima si avvicin e i due si fusero in uno stretto abbraccio. Per qualche istante, tra il tumulto che regnava tuttintorno, rimasero immobili, ad. ascoltare il reciproco respiro, travolti da mille e un ricordo. Lui inspir il profumo dei suoi capelli, stringendola forte, come se volesse trattenerla per sempre.
Per quanto tempo ho sognato... fece per dirle allorecchio, ma Fatima non gli permise di proseguire. Gett la testa indietro e lo baci sulla bocca: fu un bacio ardente e triste, che lui attizz facendo scivolare le mani sulla sua nuca.
Miguel e i bambini, che erano spuntati da dietro i cavalli, osservavano la scena attoniti.
La colonna di deportati di Castro del Rio aggir le mura della citt e si lasci alle spalle il corpo di guardia che controllava gli accessi allArenal di Siviglia. I moriscos si dispersero nella folla e Rafaela si ferm per farsi unidea del posto. Sapeva cosa cercare. Sedici cavalli tutti insieme dovevano essere facilmente riconoscibili anche in quella calca: nelle vicinanze avrebbe trovato Hernando e i bambini.
Bada ai tuoi fratelli e restatemi vicino. Non perdetevi, avvert Muqla, mentre sincamminava verso una carretta che si trovava a pochi passi di distanza.
Senza chiedere il permesso, sal in cassetta non appena la raggiunse.
Ehi! grid un uomo che cerc di impedirglielo. Ma Rafaela aveva gi previsto quelleventualit e si liber di lui con decisione. Cosa fai? insist il carrettiere, strattonando la donna per la gonna.
Le bastavano pochi istanti. Resistette agli strattoni, si mise in punta di piedi sulla cassetta e perlustr lampia distesa con lo sguardo. Sedici cavalli. Non pu essere difficile, mormor Rafaela. Luomo fece il gesto di salire a sua volta, ma Muqla reag e gli si scagli contro, bloccandogli le gambe. Attorno a loro si form un capannello di curiosi, mentre il carrettiere cercava di liberarsi a calci dal moccioso. Sedici cavalli! continuava 
a ripetere la donna. Sentiva le grida delluomo e gli sforzi del figlio per trattenerlo. Eccoli! si sorprese a gridare.
I cavalli si stagliavano chiaramente ai piedi di una torre splendente che si ergeva sulla riva del fiume, nellestremit opposta a quella in cui si trovavano.
Balz gi dalla carretta come se fosse una ragazzina. Non si accorse neanche di toccare terra, perch allimpatto i piedi non le fecero male.
Grazie, buon uomo, disse al carrettiere. Lascia in pace questo signore, Muqla. Il ragazzino moll la presa e schizz via per evitare un ultimo, eventuale calcio.Andiamo, bambini! 
Si fece largo tra i curiosi e sincammin baldanzosa verso la torre, con il sorriso sulle labbra, schivando uomini e donne, o spingendoli via se necessario.
Li abbiamo trovati, bambini, ripeteva.
Riprese i piccoli in braccio. Muqla si sforzava di starle dietro.
Non voglio lasciarti mai pi, esclam Fatima dopo quel lungo bacio.
Erano ancora vicinissimi e non si stancavano di guardarsi, di posare gli occhi su ogni ruga della faccia, cercando di cancellarla. Per qualche istante tornarono a essere il giovane mulattiere delle Alpujarras e la ragazza che lo aspettava. Il tempo trascorso sembrava svanito. Erano l, entrambi, insieme; il passato era svanito, travolto dallemozione di ritrovarsi.
Vieni con me a Costantinopoli, disse Fatima. Tu e i tuoi figli. Non ci mancher nulla. Sono ricca, ibn Hamid, ho molti soldi. Nessuno pi mi impedisce di stare con te. Nessuno dei due corre pi pericolo. Ricominceremo da capo.
Hernando ascolt quelle parole e sul suo viso cal unombra di dubbio.
Manderemo denaro al resto della tua famiglia, si affrett ad aggiungere lei. Ci penser Efrain. Neanche a loro mancher mai nulla, te lo giuro. Fatima non gli diede il tempo di pensare e prosegu concitata, piena di passione. Amin e Laila si guardavano, a bocca aperta, cercando inconsciamente il contatto di Miguel, mentre ascoltavano le parole della sconosciuta che aveva baciato il loro padre. Ho una nave. Ho tutti i permessi 
necessari per trasportare i nostri fratelli in Berberia. Dopodich noi proseguiremo, navigando verso Oriente. In poco tempo ci sistemeremo in una grande casa... No! In un palazzo! Ce lo meritiamo! Avremo tutto quello che desideriamo. E potremo essere felici, come prima, come se non fosse mai successo niente nel corso di questi anni, ritrovandoci ogni giorno...
Hernando era travolto da un vortice di sensazioni e sentimenti contraddittori. Fatima! Quanti ricordi gli tornavano alla mente in una calca impetuosa. La comunione a distanza mantenuta negli ultimi tempi con lei, quasi fosse un faro etereo che rischiarava la sua strada, sera fatta realt tangibile e allo stesso tempo meravigliosa. Era... era come se il suo corpo e il suo spirito insieme si fossero risvegliati alla vita, lasciando affiorare sentimenti che, in modo consapevole e volontario, aveva represso! Quanto si erano amati nel corso degli anni! Fatima era l, davanti a lui, e parlava senza neanche prendere fiato, piena di speranza, appassionata. Come aveva fatto a pensare che tutto quellamore potesse svanire?
Nessuno potr separarci, mai pi, ripet lei, ancora una volta, quando Hernando pos gli occhi sui propri figli.
E loro? E Rafaela? E i piccoli che erano rimasti a Cordova? Una scossa quasi impercettibile di ripulsa turb lincanto del momento. Li stava tradendo? Amin e Laila lo inchiodavano con lo sguardo, uno sguardo che racchiudeva mille domande silenziose e, insieme, mille rimproveri. Hernando sent il loro biasimo che, come tanti aghi sottili, gli si conficcava nella carne. Chi  questa donna che ti bacia e che hai accolto cori tanta passione? sembrava rinfacciargli la figlia. Che vita  quella che vuoi riprendere lontano da mia madre? lo rimproverava Amin. Miguel... Miguel teneva la testa bassa, le gambe pi rattrappite che mai, come se tutta la sua vita, tutti i suoi sforzi e le sue rinunce si concentrassero nel fango su cui posava le grucce.
Fatima ora taceva. La confusione, i lamenti delle migliaia di moriscos raccolti nellArenal, di colpo, tornarono a farsi sentire. Bisognava fare i conti con la realt. I cristiani li avevano cacciati da Cordova. Li aspettava lesilio, un futuro incerto, tanto per lui quanto per i figli. Probabilmente era stato Allah a fargli rincontrare Fatima! Non poteva che essere stato Lui a riportare l la sua prima moglie! 
Stava per risponderle, quando la voce di sua figlia Laila lo sorprese.
Madre! esclam la bambina allimprovviso, mettendosi a correre.
Lai...! cominci a dire Hernando. Madre? Aveva detto madre? Poi vide Amin che correva dietro alla sorella.
Non riusc a dire altro. Rimase paralizzato. A pochi passi da dove si trovava, Rafaela abbracciava Amin e Laila e li baciava sul viso e sulla testa. Attorno aveva i tre piccoli, immobili, che lo guardavano, in attesa.
Con tenerezza, Rafaela si stacc dai bambini e si erse davanti al marito. Poi gli sorrise, serrando le labbra in unespressione risoluta, trionfante. Ce lho fatta! Eccoti qui! gli dicevano. Hernando non riusc a reagire. La donna si stup e inconsciamente guard i propri abiti. Era forse colpa del suo aspetto? Si vide stracciata e sporca. Piena di vergogna, cerc di lisciarsi la gonna con le mani.
La tua sposa cristiana?
La voce di Fatima risuon nelle orecchie di Hernando come una domanda e al contempo un rimprovero, addirittura un lamento.
Lui annu senza voltarsi.
Rafaela not la presenza della donna bella e lussuosamente vestita accanto a suo marito e avanz verso di lui, senza staccare gli occhi dalla sconosciuta.
Chi  questa donna? volle sapere, avvicinandosi allaltra.
Non le hai parlato di me, Hamid ibn Hamid? chiese Fatima, fissando la figura trasandata e sporca che si avvicinava a loro.
Hernando stava per rispondere, quando Rafaela lo anticip con la stessa decisione con cui un giorno, allepoca della peste, aveva cacciato sua madre dalla casa di Cordova.
Io sono sua moglie. Con quale diritto osi fare certe domande?
Con il diritto che mi deriva dallessere la sua prima e unica sposa, afferm Fatima facendo un gesto con il mento verso di lui.
Sul viso di Rafaela cal lo sconcerto. La prima moglie di Hernando era morta. Ricordava ancora la triste storia di Miguel. 
Scosse la testa, con gli occhi chiusi, come se volesse scacciare da s quellaffermazione.
Come? disse con un filo di voce. Hernando, dimmi che non  vero.
S, diglielo, Hamid. La voce di Fatima suon provocatoria.
Quando ti ho sposato, credevo fosse morta, fu tutto quello che lui riusc a rispondere.
Rafaela scosse la testa con violenza.
Quando mi hai sposato! grid. E poi? Lhai scoperto pi tardi? Vergine Santissima! esclam alla fine.
Aveva lasciato tutto per Hernando. Aveva camminato leghe e leghe per raggiungerlo. Era sporca e cenciosa, con i sandali rotti. Le sanguinavano ancora i piedi! Da dove spuntava quella donna? Cosa voleva da lui? Attorno a loro cerano migliaia di moriscos sconfitti, abbandonati alla loro maledetta sorte. Cosa ci faceva lei l? Sent che le mancavano le forze, che la determinazione con cui aveva intrapreso quellavventura spariva, mescolandosi ai pianti e ai lamenti di quella gente.
E' stata una marcia interminabile, singhiozz come se stesse per arrendersi. I bambini... non facevano che piangere! Solo Muqla resisteva. Pensavo che non saremmo arrivati in tempo, e tutto per cosa? In quellistante stacc appena un braccio dal corpo e, quasi si fosse trattato di un segnale, Laila corse ad abbracciarla. Ci hanno preso tutto: la casa, i mobili, i miei vestiti...
Hernando si avvicin a Rafaela con le mani aperte e leggermente tese, come se cercasse di spiegarsi attraverso quel semplice gesto. Il suo sguardo, tuttavia, era furtivo.
Rafaela, io... prese a dire.
Potrei aggiustare le cose in modo che anche lei possa partire, lo interruppe allora Fatima, alzando la voce. Cosa ci faceva l quella cristiana? Non era disposta a rinunciare ai propri sogni, anche se questo avesse significato... Avrebbe provveduto in seguito.
Luomo si gir verso Fatima e Rafaela percep lesitazione del marito. Perch esitava? Di cosa stava parlando quella donna? Andare dove? E con lei?
Che follia  mai questa? chiese allora.
Dico che, se lo desideri, rispose Fatima, tu e i tuoi figli potrete venire con noi a Costantinopoli.
Hernando, Rafaela si rivolse al marito con durezza. Io ti ho dedicato la mia vita. Sono... sono disposta a rinunciare ai dogmi della mia Chiesa, a condividere con te la fede in Maria e il destino che ci attende, ma mai, mi senti? sibil tra i denti, mai e poi mai ti divider con unaltra donna.
E quando fin di parlare, indic Fatima.
E che alternativa hai, cristiana? le disse questa. Credi che ti lasceranno imbarcare con lui per la Berberia? Non te lo permetteranno. E ti toglieranno i bambini. Lo sapete entrambi. Lho visto mentre aspettavo: li strappano senza la minima compassione dalle braccia delle madri... Fatima lasci che le sue parole aleggiassero nellaria e socchiuse gli occhi, constatando che Rafaela impallidiva davanti alleventualit di perdere i propri piccoli. La cap, comprese quel dolore ricordando il suo stesso figlio, morto per colpa dei cristiani, ma allo stesso tempo quel ricordo la fece infuriare. Era una cristiana, non meritava la sua compassione. Lho visto! ribad con caparbiet. Quando si accorgeranno che lei non ha i documenti dei moriscos, che  una cristiana, laccuseranno di apostasia e vi toglieranno i bambini.
Rafaela si port le mani al viso.
Ci sono centinaia di soldati a sorvegliare, prosegu Fatima.
Laltra singhiozz. Il mondo intorno a lei parve dissolversi. La stanchezza, lemozione, la tremenda sorpresa. Tutto parve concentrarsi in un istante. Saccorse che le cedevano le gambe, che le mancava laria. Sentiva solo le parole di quella donna, sempre pi lontane...
Non avete alternativa. Non c altro modo per uscire dallArenal... Solo io posso aiutarvi...
E Rafaela, con un gemito soffocato, svenne.
I bambini corsero da lei, ma fu Hernando che, allontanandoli, si inginocchi al suo fianco.
Rafaela! la chiam, schiaffeggiandole dolcemente le guance. Rafaela! 
Disperato, si guard attorno. I suoi occhi incrociarono, solo per un istante, gli occhi di Fatima, e quel contatto fugace bast
a fare capire alla donna, prima ancora che a lui, che laveva perso.
Non lasciarmi, supplicava Rafaela, ancora stordita. Non lasciarmi, Hernando.
Miguel, i bambini e Fatima osservavano la coppia leggermente appartata da loro, sulla riva del fiume, dove Hernando aveva portato la moglie. La donna era ancora pallida, la voce tremante; non trovava neanche il coraggio di guardarlo.
Lui sentiva ancora il profumo di Fatima sulla pelle. Solo pochi minuti prima si era abbandonato a lei, desiderandola. Aveva persino sognato fugacemente, per pochi attimi, la felicit che lei gli offriva. Ma ora... Guard la moglie: le lacrime le rigavano le guance, mescolandosi alla polvere della strada che le era rimasta incollata al viso. Vide tremare il mento di Rafaela, che cercava di soffocare i singhiozzi quasi volesse presentarsi a lui come una donna dura, decisa. Hernando serr le labbra. Non lo era: era la ragazza che lui aveva salvato dal convento, quella che, a poco a poco, aveva conquistato il suo cuore. Era sua moglie.
Non ti lascer mai, si sent dire.
Le prese le mani con dolcezza e la baci. Poi labbracci.
Cosa faremo? sent che gli chiedeva lei.
Non preoccuparti, mormor, cercando di sembrare convincente.
I bambini li circondarono.
Ora per c una cosa che devo fare... inizi a dire Hernando.
Miguel si allontan, quando vide che Hernando si avvicinava a Fatima.
Sono venuta a cercarti, Hamid ibn Hamid, lo accolse lei con seriet. Credevo che Dio...
Sar quel che Dio vorr.
Sbagli, Allah ha gi stabilito che vada cos, aggiunse lei indicando la folla che si accalcava nellArenal.
Il mio posto  con Rafaela e i miei figli, disse lui. La fermezza del suo tono non ammetteva replica.
Fatima trem. La sua faccia era diventava una maschera, bella e dura. Fece per andarsene ma, prima di muovere anche solo un passo, si gir a cercarlo con gli occhi: So che mi ami ancora.
Detto ci, Fatima si volt e cominci ad allontanarsi.
Aspetta un attimo, la preg Hernando. Corse dove si trovavano i cavalli e torn indietro subito, con un pacchetto in mano. Mentre la raggiungeva, frug al suo interno. Questo  tuo, disse consegnandole la vecchia mano doro. Fatima la prese tra le dita tremanti. E questo... Hernando le tese la copia araba del vangelo di Barnaba dellepoca di Al Mansur, questi scritti sono molto preziosi, antichissimi, e appartengono al nostro popolo. Io dovevo cercare di farli pervenire al sultano. Fatima non lo prese. So che sei delusa, ammise lui. Come hai detto bene prima,  difficile che riesca a fuggire di qui, ma ci prover. E se ci dovessi riuscire, continuer a lottare in Spagna per lunico Dio e per la pace tra i nostri popoli. Cerca di capire, posso mettere a repentaglio la mia vita, posso anche giocare con quella di mia moglie e dei miei figli, posso persino rinunciare a te... ma non posso mettere a rischio leredit del nostro popolo. Non posso prendermi questa responsabilit, Fatima. I cristiani non devono impossessarsene. Custodiscilo tu, nel nome della nostra lotta per conservare le leggi musulmane, e fanne ci che ritieni pi opportuno. Prendilo, nel nome di Allah, del Profeta, di tutti i nostri fratelli.
Lei tese la mano.
Sappi che ti ho amata, assicur allora Hernando, e ti amer fino alla mia... Si schiar la voce e fece una breve pausa. La morte  una lunga attesa, sussurr.
Ma Fatima si era girata prima che lui potesse finire la frase.
Solo dopo aver visto Fatima sparire tra la folla, Hernando comprese fino in fondo la verit delle parole che lei aveva pronunciato. Sent lo stomaco che gli si stringeva, mentre con lo sguardo passava in rassegna lo spettacolo desolante offerto dalArenal migliaia di moriscos tenuti prigionieri nella spianata,
soldati e scrivani che impartivano ordini senza interruzione, gente che simbarcava, mercanti e ambulanti che cercavano di impadronirsi dellultima blanca di quei poveri disgraziati, sacerdoti preoccupati di non lasciarsi sfuggire nessun minore...
Cosa facciamo, Hernando? chiese Rafaela, sollevata nel vedere che quella donna si allontanava. Erano di nuovo insieme, erano una famiglia. I bambini li avevano raggiunti e li circondavano, speranzosi.
Non lo so. Non riusciva a distogliere gli occhi da Rafaela e dai ragazzi. Era stato sul punto di perderli...Anche supponendo che, in un modo o nellaltro, tu possa imbarcarti come morisca, non ci lascerebbero mai i ragazzi. Ce li porterebbero via. Dobbiamo scappare da questa trappola. Non c tempo da perdere.
Abbagliato dal riflesso che il tramonto gettava sulle mattonelle decorate della torre dellOro, scrut le mura della citt. Rafaela lo imit, e anche Miguel segu il loro esempio. Alle loro spalle non cera via duscita: le mura stesse e lAlczar impedivano il passo. Un po pi in l si ergeva puerta de Jerez, che dava accesso alla citt, ma, come quelle del Arenal e de Triana, era controllata da una compagnia di soldati. Da l si poteva fuggire solo attraversando il Guadalquivir. Rafaela e Miguel videro che Hernando scuoteva la testa. Era impossibile! Gli scrivani e i sacerdoti sorvegliavano la riva, perch loro non potessero neanche avvicinarsi alle barche. Lunica via duscita era la stessa da cui erano entrati nellArenal, allestremit opposta dello spiazzo, fuori dalle mura, ma si trattava pur sempre di un posto fortemente vigilato dai soldati. Come potevano fare?
Aspettatemi qui, ordin.
Attravers lArenal. In effetti, allingresso, in alcune capanne costruite in modo sommario per accogliere le colonne dei moriscos, cera un corpo di guardia armato. Hernando not, tuttavia, che i soldati ammazzavano il tempo chiacchierando o giocando a carte. I moriscos ormai erano arrivati tutti ed erano entrati, e nessuno silludeva pi di potersene andare. I cristiani che entravano nellArenal potevano uscirne dalle porte di accesso alla citt, evitando di passare da quella zona che girava tutta attorno alle mura. Eppure... Dovevano fuggire! 
Torn alla torre dellOro mentre cominciava a imbrunire:
lora della preghiera. Guard il cielo e invoc laiuto divino. Poi si riun con Rafaela e Miguel, Laila e Amin. Era molto, molto rischioso.
Dove sono gli uomini che hai portato con i cavalli? chiese a Miguel.
In citt. Ne resta solo uno di guardia.
Digli di andare a raggiungere i suoi compari. Digli... digli che mi piacerebbe passare lultima notte con i miei cavalli, da solo. Ci creder?
Diciamo che non star a farsi troppe domande. Andr a divertirsi. Li ho gi pagati. Hanno voglia di spendere e la citt  in fermento.
Aspettarono che Miguel tornasse.Fatto, conferm lo storpio.
Bene. Beh, come cristiano, puoi uscire di qui... Lo storpio cerc subito di obiettare, ma Hernando lo interruppe. Fa quello che ti dico, Miguel. Avremo una sola occasione. Lascia lArenal da una qualsiasi delle porte, attraversa la citt ed esci da un altro accesso. Aspettaci al di l delle mura.
E lei? intervenne lo storpio indicando Rafaela. Anche lei  cristiana. Potrebbe uscire con me...
Con i bambini? chiese Hernando. Non supererebbe il posto di guardia. Crederebbero che sia entrata per rapirli e glieli toglierebbero. Che scusa potrebbe mai accampare una donna cristiana per giustificare la sua presenza nellArenal con dei bambini piccoli? Larresterebbero, ne sono sicuro.
Ma...
Miguel.
Hernando abbracci lamico e poi lo aiut a montare in sella alla mula. Poteva essere lultima volta che si vedevano.
La pace sia con te, Miguel, gli disse quando pass loro accanto. Lo storpio mormor un addio.Non piangere, Rafaela, aggiunse voltandosi verso la moglie e scoprendola in lacrime. Ce la faremo... con laiuto di Dio ce la faremo. Bambini, abbiamo molto lavoro da fare e poco tempo, incalz Amin e Laila.
Si avvicin ai cavalli, che riposavano sfiancati dal viaggio. Miguel, come aveva detto a suo tempo, gli aveva ridotto il foraggio perch perdessero la loro baldanza e sopportassero docili 
il carico di fagotti, donne e anziani. Quasi tutti presentavano escoriazioni e piaghe per il peso che avevano dovuto trasportare. Hernando prese cavezze e corde.
Legateli tutti insieme, una testiera allaltra, e stringete forte, spieg ai figli tendendo loro le cavezze e tenendo per s le corde lunghe.Anzi, no, si corresse, soppesando la difficolt di controllare sedici cavalli legati,legatene dieci al massimo. Voglio che tu vada con i tre piccoli allestremit opposta dellArenal, disse poi a Rafaela. Ci metterai pi tempo di noi. Quando sarai l, dovrai appostarti il pi vicino possibile al posto di guardia, ma senza farti vedere e senza insospettirli. Lancer i cavalli contro di loro... La donna sussult. E' lunica soluzione che mi  venuta in mente, amore mio. Quando accadr, passa rapidamente il posto di guardia con i bambini e nasconditi tra i cespugli della riva, dove non ci sono barche; ma non restare ferma, cammina, allontanati pi che puoi. Prosegui lungo la riva, costeggiando le mura fino a quando ti sarai lasciata la citt alle spalle e incontrerai Miguel.
E voi? chiese lei, costernata.
Arriveremo. Fidati, assicur Hernando, ma la voce gli sincrin, contraddicendone la fermezza.
Le diede un bacio affettuoso e la spron ad attraversare Arenal. Rafaela esitava.
Ce la faremo. Tutti, insist Hernando. Confida in Dio. Va. Corri.
Fu il piccolo Muqla a prendere la madre per mano e a tirarla verso lestremit opposta della spianata. Hernando rimase per qualche istante a guardare come una parte della sua famiglia si perdeva tra la folla; poi si gir, deciso, per aiutare i figli.
Avete sentito cosa ho detto a vostra madre? chiese ai due maggiori. Entrambi annuirono. Allora daccordo. Ognuno di voi avanzer a un lato del branco; io lo guider. Sar complicato passare in mezzo a tanta gente, ma dobbiamo riuscirci. Per nostra fortuna la maggior parte dei soldati  a festeggiare in citt e a questora le guardie sono sparite dalla circolazione; non ci fermeranno. Parlava con energia mentre legava i cavalli, senza dare modo ai figli di capire esattamente quello che stavano per fare. Spronateli da dietro e dai lati perch si muovano, ordin. Siate determinati, senza badare a quello che
potr dirvi la gente. Il nostro obiettivo  attraversare questo spiazzo, in qualsiasi modo. Mi avete capito? Amin e Laila annuirono di nuovo. Quando saremo vicino alluscita, state dietro alle bestie, e poi scappate e correte come vostra madre. Daccordo?
Non aspett il loro assenso. I dieci cavalli erano gi legati. Allora Hernando prese le lunghe corde e, passandole dai garresi, le leg alle zampe dei due animali che avrebbero guidato il branco, poi afferr per la cavezza unaltra bestia che intendeva condurre libera.
Daccordo? ripet. Amin e Laila annuirono. Il padre li anim con un sorriso. Vostra madre vi aspetta. Non possiamo lasciarli soli! Avanti! In marcia! ordin senza neanche prendere fiato. Amin e sua sorella erano solo due ragazzi: ne sarebbero stati capaci?
Hernando train i tre cavalli in testa, i sette restanti dietro, tutti legati tra loro, aggruppati, che tendevano a deviare di lato. Arri, andiamo, belli! 
Fatic a farli partire; non erano abituati a muoversi legati gli uni agli altri. Quelli dietro caracollarono, simbizzarrirono e si morsero, rifiutandosi di avanzare. E lui? si chiese allora, ne sarebbe stato capace, alla sua et? Tir un gran calcio nella pancia di un cavallo.
Muovetevi! 
Arri! sent allora alle proprie spalle.
Vide Amin che, tra gli animali, prendeva una corda e frustava le groppe dei pi arretrati. Subito dopo gli si un Laila, prima titubante e poi sempre pi decisa, come il fratello.
Ce lavrebbero fatta! sorrise con le grida dei suoi figli che gli risuonavano nelle orecchie.
Quando tutti i cavalli si misero in movimento, gli parvero un esercito inarrestabile; Hernando temette di non riuscire a controllarli, ma i suoi figli andavano e venivano correndo da tergo sui due lati, per spronarli e tenerli raggruppati.
Attenzione! Scostatevi! gridava lui incessantemente.
Anche i bambini gridavano. E la gente si lamentava e li insultava.
I moriscos, al loro passaggio, si scansavano di corsa. Calpestarono masserizie e travolsero tende. Quando attraversarono
un piccolo fal, Hernando finalmente cap quanto fossero accecati gli animali in mezzo a quella calca; non avrebbero mai fatto niente del genere in altre condizioni, non sarebbero mai passati sul fuoco.
Attenzione! 
Dovette frenare con violenza i cavalli che galoppavano in testa per dare il tempo a unanziana di scappare prima di essere travolta, anche se pi di un morisco fu scagliato via dopo aver cozzato contro i cavalli pi esterni.
Bench lArenal fosse assai esteso, il tempo vol ed Hernando vide il posto di guardia davanti a s, con i soldati sorpresi dalla confusione.
Ora, bambini! Scappate! Al galoppo! grid.
Non dovette fare troppi sforzi. Lo spazio sgombro che si apriva tra gli ultimi moriscos e le guardie spron gli animali a lanciarsi in un galoppo frenetico. Hernando corse per un paio di falcate accanto al cavallo libero e si aggrapp alla sua criniera per montargli in groppa, approfittando dellinerzia. Stent a farlo, i muscoli non gli rispondevano. Fall il primo tentativo e rimase con la gamba destra a mezzaria, ma non appena torn a sfiorare il terreno, senza riuscire a fare un altro passo, si iss con forza e ci riusc. Il branco, senza pi Amin e Laila che lo spronavano, si apr a ventaglio. I soldati guardavano sgomenti gli undici cavalli al galoppo che gli venivano addosso: una mandria di animali sfrenati, impazziti.
Allah Akhar! 
Non appena ebbe invocato il suo Dio, tir le due corde lunghe che aveva legato agli arti degli altri due cavalli in testa. Le bestie inciamparono, caddero bocconi e rotolarono su se stesse. Alla luce delle torce, Hernando riusc a leggere il panico sulle facce dei soldati quando tutti gli animali si scontrarono investendo uomini e capanni. Lui, sul cavallo libero, galopp fuori dallArenal lasciandosi alle spalle un posto di guardia travolto.
Balz a terra cos come prima era montato a cavallo e corse fino ai cespugli della riva. I nitriti dei cavalli e le grida risuona vano nella notte.
Rafaela? Amin? La risposta si fece attendere per alcuni interminabili istanti. Qui.
Nelloscurit pi assoluta; riconobbe la voce del suo primogenito. E tua madre?
Qui, rispose Rafaela un po pi lontano. Il cuore gli balz in gola, quando sent la sua voce. Ce lavevano fatta! 
...
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...
69.
...
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...
Fuggirono a Granada consapevoli che, se li avessero presi, li avrebbero uccisi o fatti schiavi. I capitani delle milizie cordovesi dovevano sapere che era stato lui: era il proprietario dei cavalli e il nome suo, come quello dei figli, non sarebbe apparso sulle liste dimbarco. Nelle Alpujarras, decise. L cerano interi paesi abbandonati. Miguel, con la sua mula, non ebbe problemi a uscire dallArenal e li raggiunse oltre le mura della citt. Avevano dovuto rinunciare a sedici magnifici cavalli. Ma che importanza avevano, ormai?
Dopo un lungo viaggio da Siviglia alle Alpujarras, evitando le strade, nascondendosi dalla gente, rubando quel po di cibo che trovavano nei campi dinverno o aspettando nascosti fuori dai villaggi che Miguel tornasse con quanto riusciva a elemosinare, si rifugiarono vicino a Juviles, a Vifia, abbandonato in seguito allespulsione dei suoi abitanti dopo la rivolta.
Il freddo era ancora intenso e le cime delle montagne della Sierra Nevada erano coperte di neve. Hernando le guard e poi pos gli occhi sui figli; era l che aveva trascorso linfanzia. Proib loro di accendere il fuoco, solo di notte gli era permesso farlo. Si sistemarono in una casa fatiscente che Rafaela e i bambini cercarono di pulire, senza mezzi e con scarso esito. Hernando e Miguel li guardarono: sembravano accattoni.
I due uomini uscirono in un vicolo tortuoso delimitato da case diroccate. Rafaela li vide, ordin ai bambini di continuare con le pulizie e li segu.
E ora? chiese loro con lo sguardo non appena si avvicin. Sarebbero vissuti l, nascosti, per tutta la vita?
Devo chiederti un favore, Miguel, si affrett a dire Hernando senza rivolgersi allo storpio, reggendo lo sguardo della moglie e tendendole una mano.
A cosa pensi?
Hernando accompagn Miguel il pi possibile vicino a Granada e poi torn nelle Alpujarras con la mula: un mendicante non poteva possedere una bestia del genere. Lo storpio varc puerta del Rastro dopo aver litigato con le guardie che, alla fine, cedettero, sopraffatte dalla sua incontinente logorrea, e, da l, punt dritto alla casa de los Tiros.
Per tutti i giorni che Miguel rimase via, Hernando intrattenne i propri figli e cerc di insegnare loro a cacciare piccoli uccelli. Trov un pezzo di corda rinsecchita, la sfilacci e, sotto lo sguardo attento dei bambini, cominci a costruire diversi tipi di lacci che poi sistemarono tra i rami degli alberi. Non ne catturarono neanche uno, ma almeno i piccoli si distrassero a lungo. E poi il cibo non era un problema, perch lui conosceva bene quelle terre e, a parte la carne, trov il necessario per mantenerli tutti. Era passata una settimana e a Vina non si era ancora vista anima viva, quando annunci a Rafaela che sarebbe partito per qualche giorno con Amin e Muqla.
Dove andate?
Devo mostrare loro una cosa. Sul viso della moglie lesse la paura. Non preoccuparti, la rassicur. Qui non verr nessuno. Sta attenta e se mai vedessi qualcosa di strano, rifugiati con i bambini nelle grotte vicino al punto in cui abbiamo cercato di prendere gli uccellini. Laila sa dove sono.
Il castello di Lanjaron si stagliava, imponente, proprio come Hernando lo ricordava. Prima di intraprendere la salita, aspettarono ai piedi della montagna che facesse buio. Aveva fatto in modo che il viaggio coincidesse con la luna piena, che ora brillava immensa in un cielo stellato e sereno. Seguito dai figli, punt al bastione del lato sud della fortezza.
Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta, sussurr nella notte.
Poi singinocchi e cominci a scavare. Quando trov la spada di Maometto, la estrasse con cura e la mostr ai figli, liberandola con solennit dai teli in cui laveva avvolta a suo tempo.
Questa, disse loro,  una delle spade appartenute al Profeta.
Gli sarebbe piaciuto che il fodero doro e i suoi tiranti brillassero alla luce della luna, come avevano fatto anni addietro, quando lui laveva vista per la prima volta nella capanna di Hamid. Stavolta, per, la luce tanto sognata la colse negli occhi sgranati dei figli. Estrasse la scimitarra. La lama stridette uscendo ed Hernando rabbrivid nel constatare che sul filo arrugginito cerano ancora tracce di sangue secco, quelle della gola di Barrax. Il rais corsaro! La sua mente si mise a inseguire i ricordi e, ancora una volta, malgrado tutto, gli apparvero gli occhi neri di Fatima, come due stelle nella notte.
Qualche colpetto di tosse lo richiam alla realt. Guard Amin e poi fiss incantato Muqla: anche alla luce della luna, i suoi occhi scintillavano.
Per anni, dichiar allora con veemenza, questa spada  stata custodita dai musulmani. Prima, quando regnavamo in queste terre, veniva esibita con orgoglio e utilizzata con coraggio; poi, quando il nostro popolo fu schiacciato, venne nascosta in attesa della nuova vittoria che un giorno arriver. Non dovete mai dubitarne. Non siamo mai stati pi prostrati di oggi, i nostri fratelli vengono espulsi dalla Spagna. Se il mio piano avr successo, dovremo continuare a comportarci da cristiani, anche pi di ora, dal momento che in Spagna resteranno pochissimi musulmani; dovremo parlare come i cristiani, mangiare come loro e pregare come loro, ma non disperate, figli. Probabilmente io non arriver a vederlo, e forse neanche voi, ma, un giorno, un credente torner qui per recuperare questa spada e... Per un attimo esit, ricordando le parole di Hamid, tanti anni prima. Cosa poteva mai dirgli? Che la spada sarebbe stata impugnata per vendicare le ingiustizie? Malgrado la rabbia che provava, non voleva crescere i suoi figli inculcando in loro lidea dellodio. E la riporter alla luce, come simbolo della ritrovata libert del nostro popolo.
Ricordate sempre dove  sepolta e, se non la recupererete voi nel corso della vostra vita, trasmettete questo messaggio ai vostri figli perch facciano altrettanto con i loro. Non rinunciate mai alla lotta per lunico Dio. Giuratelo su Allah! 
Lo giuro! rispose Amin con solennit.
Lo giuro! lo imit Muqla.
Sulla via del ritorno a Vinia, Hernando pens a quanto aveva
appena fatto giurare ai propri figli. Aveva lavorato per avvicinare le due religioni, per far s che i cristiani accettassero la presenza dei musulmani, perch gli permettessero di parlare in arabo. Eppure aveva aizzato i suoi figli contro di loro, con lo scopo di... di cosa? Era confuso. Con ancora davanti agli occhi limmagine di migliaia di moriscos annientati, ammucchiati e trattati come animali nellArenal di Siviglia, ricord il giorno in cui Hamid gli aveva consegnato la spada. Allora lottavano per la sopravvivenza, pronti a dare la vita per le proprie leggi e i propri costumi. Che differenza con questa umiliante espulsione dalla Spagna! Restavano solo loro e, probabilmente, qualche altro morisco nascosto nelle campagne e nelle citt. Dovera la comprensione su cui lui aveva puntato tutto? Durante la notte, mentre camminava per i monti, pos le braccia sulle spalle dei figli e li strinse a s. Avrebbero tenuto accesa la fiamma della speranza per un popolo vessato; un debole fuoco, era vero, ma i grandi incendi non scaturivano forse dalla pi insignificante delle scintille?
Miguel torn nelle Alpujarras dopo quasi venti giorni, in sella a una nuova mula e accompagnato da don Pedro di Granada Venegas a cavallo, solo, senza servitori al seguito. Potevano rifugiarsi, offr loro il nobile, nelle terre che possedeva a Campotjar, al confine tra il regno di Granada e il Santo Regno di Jan, ma dovevano figurare come cristiani trasferitisi dalla capitale granadina. Don Pedro ottenne documenti falsi che li accreditavano come cittadini, ovviamente cristiani vecchi. Hernando adesso si chiamava Santiago Pastor; Rafaela, Consolacin Almenar. Nessuno si sarebbe stupito del loro trasferimento. Lespulsione dei moriscos aveva lasciato i campi deserti, senza manodopera che li lavorasse, e se la cosa valeva particolarmente per il regno di Valenza, anche altre localit, tra cui quelle dove si trovavano i possedimenti dei Granada Venegas, non facevano eccezione. Consegn loro due lettere: una, diretta al fattore che si occupava delle sue terre; unaltra, di presentazione, per il parroco di Campotjar, suo amico, in cui sottolineava la religiosit di quelli che presentava come i pi leali dei servi tori e garantiva come persone timorate di Dio. In quei documenti 
Miguel figurava come un ulteriore familiare. Se non facevano errori, nessuno li avrebbe infastiditi, assicur don Pedro.
Cosa si sa dei libri plumbei? gli chiese Hernando in privato, prima che il nobile montasse a cavallo per tornare in citt.
Larcivescovo continua a trattenere i libri e a intervenire personalmente nella traduzione. Non tollera che rimanga il bench minimo riferimento alle dottrine musulmane. Stanno costruendo la collegiata sul Sacromonte per venerare le reliquie, e un collegio per impartire studi religiosi e di diritto. Abbiamo fallito.
Forse un giorno... disse Hernando, con la voce piena di speranza.
Don Pedro lo guard e scosse la testa.
Anche se ci riuscissimo, anche se il sultano o qualsiasi altro sovrano arabo divulgasse il vangelo di Barnaba, ormai in Spagna non ci sono pi musulmani... La cosa sarebbe irrilevante.
Laltro stava per replicare, ma poi si trattenne. Don Pedro non giudicava forse importante che la verit venisse alla luce, indipendentemente dai moriscos spagnoli? I nobili convertiti erano riusciti a salvarsi dallespulsione. Lo stesso don Pedro aveva trovato le proprie radici cristiane attraverso lapparizione di Ges Cristo che qualcuno aveva raccontato in un libro per sua maggiore gloria. Li aiutava, s, ma credeva ancora nellunico Dio?
Vi auguro lunga vita, aggiunse il nobile mentre infilava il piede nella staffa. Per qualunque problema, fatemi sapere.
Poi part al galoppo.
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EPILOGO.
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Sono rimasti in tanti, specie l dove trovano sostegno e vengono spalleggiati...
Il conte di Salazar al duca di Lerma, settembre 1612
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Campotjar, 1612.
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Erano passati circa due anni da quella conversazione. In effetti, non avevano avuto nessun problema a sistemarsi in un podere isolato allinterno dei possedimenti dei Granada Venegas, sotto la protezione di don Pedro, come suoi vecchi servi. Il loro stile di vita cambi. Hernando non poteva pi rifugiarsi nei libri, e neanche nella carta e nellinchiostro per scrivere. Non aveva pi nemmeno i cavalli. Non poteva destinare i pochi soldi che gli restavano a certi passatempi; e poi, qualora avesse avuto una maggiore disponibilit economica, non avrebbe comunque potuto dedicarsi allarte della calligrafia: la convivenza tra le famiglie che risiedevano in quel luogo sperduto era talmente intima e serrata che i suoi vicini se ne sarebbero accorti, e avrebbero cominciato a diffidare di lui. Le porte delle case erano sempre aperte e le donne recitavano il rosario in un costante mormorio, che fin per diventare una sorta di cantilena tipica del posto. In certe occasioni, per, quando erano soli nei campi, con un bastoncino in mano, quasi inavvertitamente, tracciava per terra caratteri arabi, che Rafaela e i figli si affrettavano a cancellare con i piedi. Soltanto Muqla, che doveva rispondere sempre pi spesso al nome di Lzaro, a sette anni compiuti, fissava con i suoi occhi azzurri quei segni, come se si sforzasse di memorizzarli. Era lunico dei suoi figli a cui Hernando continuava a insegnare la dottrina musulmana, pensando sempre al Corano che aveva nascosto nel mihrab della moschea di Cordova perch, un giorno, lui potesse recuperarlo.
Salvo leccezione che faceva con Muqla, evitava di parlare di religione; non insegnava pi neanche agli altri figli, per paura che li scoprissero. La gente era ancora sconvolta e le denunce contro i moriscos che erano riusciti a evitare lespulsione e a nascondersi erano allordine del giorno. La morte, la schiavit, la condanna al remo sulle galee o al lavoro nelle miniere dellAlmadn erano le pene previste per i moriscos arrestati. Non poteva 
mettere a repentaglio la vita dei suoi figli! Ma Muqla era diverso. I loro occhi erano dello stesso colore, leredit del cristiano che aveva violentato sua madre, il simbolo della stessa ingiustizia che aveva spinto gli abitanti delle Alpujarras a sollevarsi, armi alla mano.
Hernando sbuff, pos a terra il lungo bastone e si ferm. Inconsapevolmente, si port la mano ai reni doloranti, ma poi si rese conto in tempo che Rafaela lo guardava e si trattenne.
Riposati un po, lo consigli la moglie per lennesima volta, curva per raccogliere le olive da terra e metterle in una grande cesta.
Lui serr le labbra e scosse la testa, ma si concesse una pausa per guardare un po i propri figli: Amin, che per la gente era di nuovo juan, saltava da un ramo allaltro dellolivo. Strisciava tra i tronchi contorti degli alberi per raggiungere le olive che resistevano ai colpi del bastone, proprio come faceva lui da bambino con il vecchio olivo che sfidava il freddo in uno dei terrazzamenti di Juviles; gli altri quattro aiutavano la madre a recuperare le olive mature che erano gi cadute, o quelle che cadevano sotto lurto dei bastoni dei raccoglitori. Il figlio maggiore aveva ormai quindici anni e maneggiava il lungo palo con abilit, ma se era Amin a colpire lalbero perch si staccassero le olive meno mature, a lui cosa restava da fare? Non poteva salirci sopra a quasi sessantanni.
Alz ancora il bastone per colpire i rami dellolivo. Rafaela lo vide e scosse la testa.
Testa dura! grid.
Hernando sorrise tra s e s dopo aver dato un altro colpo. Lo era eccome! Ma dovevano raccogliere le olive. Come molte altre famiglie di quelle terre, li aspettavano decine di alberi allineati in quella che si presentava come una distesa interminabile. Prima portavano le olive al frantoio, migliore era lolio che ricavavano e maggiore il compenso che avrebbero percepito.
Al crepuscolo, sfiniti, tornarono nella loro casa, un fatiscente e minuscolo edificio di due piani che, insieme ad altre cinque case ugualmente malandate, formava il piccolo borgo colonico nei dintorni del paese di Campotjar.
Vivevano l da quando si erano trasferiti. Lavoravano i campi per pochi soldi che bastavano appena a sfamare i cinque figli. 
Spesso pativano la fame, come tutti coloro che si dedicavano allagricoltura, ma stavano insieme, e quello dava loro forza.
La domenica e i giorni di festa andavano a messa a Campotjar, attenti a mostrarsi pi devoti di tutti i loro compaesani. Dal 1610 larcivescovo de Castro, acerrimo difensore dei libri plumbei del Sacromonte, aveva lasciato la sede episcopale granadina per occupare quella di Siviglia. Da quella citt, attingendo al proprio enorme patrimonio personale, continuava il suo lavoro di traduzione delle lamine, come pure la costruzione della collegiata sopra le grotte. Tuttavia divent ben presto il pi grande sostenitore del cosiddetto concezionismo, facendo della purezza della Vergine Maria la bandiera del proprio episcopato. Le dottrine relative allImmacolata Concezione si diffusero per tutta la Spagna, raggiungendo gli angoli pi remoti e le parrocchie pi piccole, come quella di Campotjar. Hernando e Rafaela ascoltavano le omelie appassionate su Maria, la stessa Maryam che il Profeta aveva indicato come la donna pi importante del cielo e a cui il Corano e la Sunna riconoscevano le medesime virt attribuitele ora dalle chiese cristiane. I due sposi, ciascuno nella propria fede, si stringevano alla Madonna, lui con rispetto, lei con devozione.
Spesso, in quelle occasioni, i loro occhi si cercavano, dal momento che allinterno della chiesa uomini e donne erano separati, e, quando finalmente sincrociavano, si parlavano in silenzio. La Vergine Maria. si stagliava come punto dincontro nelle rispettive credenze, proprio come suggerivano quei libri plumbei che avevano prodotto risultati tanto scarsi. Come altrimenti, se non grazie alla sua intercessione, era arrivata a commentare lei nellintimit delle loro notti, avrebbero potuto salvarsi insieme un morisco e una cristiana? Come se non grazie allintercessione di Maria, Dio avrebbe tollerato la felicit del matrimonio tra un seguace del Profeta e una devota cristiana?
Per nei giorni di festa in paese, quando Hernando vedeva un cavallo, anche un semplice pomellato, Rafaela tremava perch notava che lui socchiudeva gli occhi, pieno di nostalgia. Allora la donna si chiedeva se avesse fatto bene a decidere di fuggire con lui, se non lavesse condannato a una vita piatta e
banale, lontana dai suoi studi e dai suoi progetti, noiosa e miserabile.
Eppure ogni volta, immancabilmente, in quei giorni di festa obbligatoria, il marito le dimostrava che non aveva fatto la scelta sbagliata. Giocava con i piccoli Musa e Salma, li abbracciava e li baciava con dolcezza. Di nascosto, in campagna, cercava di insegnare loro i numeri e laritmetica e tutto quello che poteva trasmettergli senza ricorrere alla carta o alle tavolette. Loro, per, si stancavano presto di imparare cose che non gli sarebbero mai servite, allora chiedevano di sedersi e reclamavano una delle storie che raccontava Miguel. Poi la sera, in casa, i due sposi parlavano dei figli, del futuro di Amin e Laila, che erano ormai adulti, dei campi, della vita e di mille altre cose, prima di entrare nella loro piccola stanza, dove si amavano con tenerezza e affetto.
Li aspettava una giornata di duro lavoro e si alzarono allalba per continuare la raccolta delle olive. Hernando dovette scuotere i figli, che dormivano insieme, raggomitolati su uno dei pagliericci, per svegliarli. Dopo una colazione frugale, andarono in campagna, camminando nella bruma mentre aspettavano che il calore del sole la dissipasse. Lavorarono in silenzio. Rafaela era preoccupata: anche se cercava in tutti i modi di scacciare quel pensiero, il suo corpo le diceva che era di nuovo incinta. Come faceva a dare alla luce un altro figlio, sapendo che lo aspettava una vita di stenti. e sofferenza?
A met mattina fecero una sosta per pranzare. Fu allora che, in lontananza, camminando lentamente con laiuto di un rozzo bastone, apparve Romn, un vecchio invalido che non si muoveva mai dalla masseria. Senza avvicinarsi, con il bastone indic Hernando e la sua famiglia ai due cavalieri che lo seguivano.
Don Pedro, annunci Miguel, sorpreso, fissando i due cavalieri.
Chi  luomo che lo accompagna? chiese Rafaela, il cui viso tradiva inquietudine.
Sta tranquilla, don Pedro non ci giocherebbe mai un brutto tiro, disse il marito, ma anche nella sua voce cera una nota di timore.
I due cavalieri puntarono verso di loro al medio galoppo.
Hernando si drizz e, per ogni evenienza, si stacc dal resto del gruppo per accoglierli. Il sorriso che scorse sulle labbra del nobile lo rassicur. A quel punto fece un cenno a Rafaela, perch si avvicinasse a sua volta.
Buongiorno, salut don Pedro balzando gi da cavallo.
La pace sia con te, rispose Hernando scrutando laccompagnatore del nobile. Di mezzet, ben vestito, anche se non alla moda spagnola, aveva una barba accuratamente tagliata e lo sguardo penetrante. Sei qui per controllare le tue terre? Sorrise tendendo la mano verso don Pedro di Granada.
No, rispose questi prendendogli la mano e stringendola forte. Il sorriso con cui era arrivato si allarg ulteriormente. Rafaela si avvicin al marito, mentre Miguel cercava di tenere i bambini in disparte.Ti porto buone notizie.
Don Pedro si frug addosso ed estrasse un documento che gli consegn con grande solennit.
Non lo apri? chiese, vedendo che lamico restava immobile, con il foglio in mano.
Hernando lo guard. Era sigillato. Esamin la ceralacca. Recava impresso lo stemma reale. Esit. Di cosa poteva mai trattarsi?
Aprilo! lo spron Rafaela.
Miguel non pot reprimere la curiosit e lo raggiunse avanzando faticosamente; le grucce affondavano nel terreno. I bambini lo seguirono.
Aprilo, padre! Hernando si volt verso il figlio maggiore, annu e ruppe il sigillo.
Quindi cominci a leggere il documento ad alta voce: Don Filippo, re per grazia di Dio della Castiglia, del Leon, dellAragona, delle due Sicilie, di Gerusalemme, del Portogallo, di Navarra, di Toledo, di Valenza, della Galizia e di Maiorca..: inconsciamente abbass la voce, riducendola a un sussurro, mentre elencava i titoli di Filippo terzo,... arciduca dAustria... duca di Borgogna... Per finire prosegu la lettura in silenzio.
Nessuno si azzard a interromperlo. Rafaela, con le mani giunte, cercava di indovinare il contenuto della lettera leggendo il movimento quasi impercettibile delle labbra del marito.
Il re... annunci questi, turbato, quando ebbe finito di
leggere il documento, il re in persona ci esclude dal bando di espulsione, tutti quanti, Hernando Ruiz da Juviles e i suoi figli. Ci riconosce come cristiani vecchi e ci restituisce tutte le propriet che ci sono state confiscate.
Rafaela singhiozz in uninarrestabile esplosione di riso e pianto.
E Gil? E il duca? riusc solo a dire.
Hernando rilesse, stavolta ad alta voce, con brio: Cos ordina il re nostro signore a grandi, prelati, titolati, baroni, cavalieri, ufficiali di giustizia, consiglieri delle citt, dei borghi e di altri paesi, magistrati, governatori, e qualunque altro ministro di Sua Maest, come pure a cittadini e abitanti dei nostri regni.
Le mostr la lettera. Rafaela non pot soffocare le lacrime. Hernando apr le braccia e la donna vi si rifugi.
Il tuo prossimo figlio nascer a Cordova, singhiozz allora lei allorecchio del marito.
Come  potuto succedere? aveva chiesto Hernando.
Don Pedro gli fece segno di allontanarsi e, mentre loro tre passeggiavano tra gli olivi, gli present il suo accompagnatore: Andr de Ronsard, membro dellambasciata francese alla corte di Spagna.
Il cavaliere de Ronsard ha unaltra lettera per te.
I tre uomini si fermarono allombra di un vecchio olivo dai rami contorti. Il francese si cerc addosso e gli consegn un secondo scritto.
E' di Ahmed primo, sultano di Costantinopoli, annunci. Hernando lo interrog con lo sguardo e il francese si spieg. Come gi saprete, a seguito dellespulsione del vostro popolo, sono stati molti i musulmani riparati in Francia. Ma sfortunatamente la nostra gente li ha derubati e maltrattati, ne ha persino uccisi parecchi. Tutte queste violenze sono giunte allorecchio del sultano Ahmed, che ha immediatamente inviato un ambasciatore eccezionale alla corte francese perch intercedesse presso il re a favore dei deportati. Agi Ibrahim, cos si chiama lambasciatore,  riuscito nei suoi intenti ma, approfittando della sua presenza nel nostro Paese, gli  stato affidato un altro incarico 
che ci ha comunicato attraverso lambasciata francese in Spagna: ottenere il perdono vostro e della vostra famiglia... a qualsiasi costo. Ed  costato caro, ve lo posso assicurare. Hernando aspett ulteriori delucidazioni. Io non so altro, si giustific Ronsard, mi hanno semplicemente ordinato di mettermi in contatto con don Pedro di Granada Venegas, non appena fossi riuscito nel mio intento: lui probabilmente avrebbe avuto vostre notizie per via della storia dei libri plumbei. Mi hanno solo chiesto di accompagnarlo per recapitarvi la lettera del sultano.
Hernando apr la lettera. La grafia araba, bella e colorata, stilizzata, scritta da mano esperta, lo fece rabbrividire. Poi cominci a leggere in silenzio. Fatima si era trasferita a Costantinopoli, comera sua intenzione, e l aveva consegnato il vangelo al sultano in persona. Ahmed I si complimentava con lui per la difesa dellIslam e lo ringraziava per il vangelo di Barnaba ma, soprattutto, gli manifestava la propria gratitudine per aver mantenuto vivo lo spirito dellIslam nella moschea di Cordova, pregando davanti allantico mihrab. Chi, in tutto il mondo arabo, non ne aveva sentito parlare almeno una volta?
Il sultano, diceva la lettera, stava costruendo a Costantinopoli la pi grande delle moschee in onore di Allah e del suo profeta. Avrebbe avuto sei alti minareti e unimmensa cupola, sarebbe stata rivestita da un mosaico composto da migliaia di tessere blu e verdi. Ma, malgrado tutto, ammetteva, per bella che potesse diventare, non sarebbe mai stata allaltezza del tempio di Cordova, simbolo della vittoria sui regni cristiani di Ponente.
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E' desiderio mio e di tutti i musulmani, proseguiva il sultano, che tu possa continuare a lodare e magnificare il Creatore impareggiabiletra le mura di quella che  stata la pi grande moschea dellOccidente; che, seppure sussurrate sottovoce, continuino a uscire dalla tua bocca le preghiere allunico Dio, e che, quando tu verrai a mancare, proseguano i tuoi figli e i figli dei tuoi figli. Che le vostre orazioni si perdano nelleco dei mormorii delle migliaia di nostri fratelli che hanno pregato in quel luogo, perch il giorno in cui Dio vorr, attraverso te e la tua famiglia, il passato si saldi a
quel presente che, con laiuto dellOnnipotente, senza dubbio si compir.
I dottori della religione considerano fondamentale trovare loriginale del vangelo che il copista dice di aver nascosto ai tempi di Al Mansur. Ci auguriamo di poterlo trovare. Daremmo qualsiasi cosa per averlo, dal momento che i cristiani non riconosceranno mai lautenticit di una copia.
Tua moglie ti augura ogni bene e tincoraggia a proseguire la lotta che avete iniziato insieme. Noi ci prenderemo cura di lei, fino a quando la morte non vi unir di nuovo. Fatima! Laveva perdonato! 
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Le risate dei figli, leggermente appartati, lo distrassero. Li guard: correvano e giocavano tra gli olivi, animati dalle grida di Miguel, sotto gli occhi sorridenti di sua moglie. S, quella famiglia era il suo successo pi grande... sospir Hernando. Perch la convivenza tra i due popoli non era stata possibile? Poi vide Muqla, che se ne stava un po in disparte: silenzioso, serio, non perdeva docchio il padre. Erano tutti suoi figli, ma era lui ad aver ereditato lo spirito forgiato nel corso di otto secoli di storia musulmana in quelle terre, era lui il designato a proseguire la sua opera.
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Dun tratto, Rafaela not laffinit tra padre e figlio. Come se sapesse cosa passava per la testa del marito, si avvicin a Muqla da dietro e gli pos le mani sulle spalle. Il piccolo cerc il contatto con la madre e intrecci le dita nelle sue.
Hernando contempl con affetto la sua famiglia e poi sorvol con gli occhi le cime degli olivi. Il sole era gi alto e, per un istante, nel cielo nitido, le nuvole disegnarono per lui una bianca e immensa mano di Fatima che sembrava proteggerli tutti quanti.
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FINE.